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mercoledì, luglio 11, 2007

Ciambella rustica con ripieno di amaretti, ricotta e cacao


Oggi grande necessità di adrenalina, il caffè non funziona:
Scatman John con "Scatman" (1994).. che è stato uno dei miei primi tormentoni estivi, mi ricorda i primi festivalbar, le prime uscite alle fiere di paese, insomma: mi viene da ballare!

Ieri alle h 18.55.57 m'arriva un sms... chi sarà? Fra e Ema (coinqui), che dalla biblioteca hanno il coraggio di scrivere ciò (cito):
"Dì la verità, stai morendo dal caldo vero? Io e la Fra ti stiamo a fa' un cappotto... In realtà questo msg è per sapere se sei all'opera in cucina. Voglia di sboldro!"
..al che io scrivo che per fare un dolce non son mica SHPIRATA, ma che avevo pensato di impastare la pizza, ma poi non c'era nessuno che mi istigasse alla violenza e non l'avevo fatta. E se la volevano supervelox di fare uno squillo che la Mary Poppins che è in me si metteva a spignettà comunque.
h 19.14.33: "La Fra è contro i carboidrati e sai già per cosa parteggio. Quindi all'unisono DOLCE!"...
Uffiiiiii...uffiiiii...non mi viene, non c'ho voglia... Antò...fa cardooooo... Vabbeh, risoluzione: lo faccio, ma poi se viene 'na scifèz ve la magnate uguale e i piatti da lava' so tutti regali pe' voartre!
;-))) Do ut des...
Vado sul sicuro, faccio una ricettina della zia, però stravolgo tutto... va beh, mantengo la pratica...
Tiro fuori tutto, ciàpa chì ciàpa là.... grembiulino giallo della Annina, nel tascone lettore mp3 a pallissima e gnàmo! Creo...
h 19.28.21: "Ti sei SHPIRATA?"
sìììììì maledette r***********i, con Mediomaniana enfasi (ce lo diciamo sempre, non preoccupatevi, è tutto nella norma!)...
Tornano e si ritrovano sbaffata sul tavolo a raffreddarsi prima di ribaltarla la loro ciambella rustica, va bene per la colazione eh bambine, vi addolcisce il risveglio alla Mulino Bianco!?? Evidentemente sì, se quando mi sono svegliata la mattina per fare le foto all'interno sul tavolo dell'interno rimaneva quello che c'è nelle foto!! Anveeeeeeedi li licantropi so' passati!! Attila flagello di Dio proprioooooo!
;-)))))

La ricetta in teoria è di mia zia Claudia, io in realtà ho mantenuto la pratica e gli ingredienti (a parte l'aggiunta di poco cacao), ma ho cambiato un po' le dosi... sapendo di dover fare dosi "massicce" per coinquiline-licantrope: vi metto direttamente le mie:
Ingredienti:
(forever scatolino come scatolino vuoto di yogurt, da 125 ml)

impasto:
6 scatolini di farina
2 uova
1 scatolino di latte
1 scatolino di zucchero per l'impasto
1 bustina di lievito per dolci
100 gr di burro
ripieno:
200 gr amaretti (= 1 scatola)
250 gr di ricotta se possibile fresca
1/2 scatolino di zucchero
1 cucchiaio di cacao amaro (facoltativo)
1 uovo

In una ciotola sbriciolare grossolanamente gli amaretti (se, beati voi, ce l'avete, usate un mixer e polverizzateli)
Preriscaldare il forno a 180°C. Sciogliete a bagnomaria il burro e lasciate raffreaddare un po'. Imburrare ed infarinare leggermente una tortiera per ciambella.
Poi setacciare la farina, lo zucchero e lo lievito e disporlo in una ciotola a fontana. In un'altra ciotola mescolare velocemente le uova, il latte e il burro intiepidito (un po' in stile muffin, divisione ingredienti secchi ed ingredienti liquidi). Versare il composto liquido nel buco della fontana creata e lavorare velocemente con un cucchiaio di legno, poi se vedete che il composro è troppo duro, lavoratelo con le mani (ebbene sì! E' il suo bello e la sua stranezza... sarà per quello che mia zia la chiama rustica??? Mah..sono i misteri delle ricette famigliari!). In un altra ciotola mescolare la ricotta, 1 cucchiaio di cacao (facoltativo, non presente nella ricetta di mia zia), il mezzo scatolino di zucchero e gli amaretti sbriciolati.
Ora trasferire con le mani circa metà dell'impasto più o meno uniformemente (eh, si chiama rustica quindi si ha anche la licenza poetica giustificata di essere "ruspanti"!), poi disporvi sopra il ripieno preparato prima e ricoprire con il restante impasto sempre con le mani a mo' di pezza...
Poi infornate a 170°C per 40-45 min, considerando che comunque l'interno non si asciugherà del tutto perchè è presente la ricotta.
Guardate che sembrerà magari strana da fare e non il massimo da vedere, ma da magnà, ve lo assicuro, Sò SODDISFAZIONI! E risulterà anche soffice, anche se crederete che potrebbe diventare un piccolo mattoncino, invece vi stupirà con effetti speciali... va beh dai, fly down... sto a esaggerà, ma nzomma l'è bona, per colazione, ma se ve la devo dire tutta io e Sonia l'abbiamo anche utilizzata come cena-coccola con il latte caldo! Farà un po' inverno ma ci stava proprio!

LA DONNA FINOCCHIO.

Precisiamo.
Esistono al mondo donne finocchio-femmina
e donne finocchio-maschio.

Ecco.
Quest'ultimo è un caso che non ci riguarda
(chie­dete a Platinette).
La donna finocchio-femmina è spesso incinta.
Ed è un' ottima madre.
Solida e protettiva.
Devi avere pazienza se vuoi arrivarle al cuore.
Ma niente smancerie.
Tocca toglierle con calma tutte le difese,
strato dopo strato.
Non è fatta per i sentimenti focosi e le notti calienti.
Va amata cruda.
Mordicchiata un po' alla volta.
Pur essendo grassoccia,
è tosta e tonica.
Non ci ha un filo di cellulite.
Amare una donna finocchio fa bene alla salu­te.
Libera dalle scorie e non appesantisce lo stomaco.

Tratto da : Luciana Littizzetto, "La Principessa sul pisello", Mondadori, Milano, 2002

lunedì, giugno 04, 2007

Auguri alla mia Mummy!

Oggi AUGURIiiiiIiIIIIiiiii
alla mia mamma!
Quota: 42!
..la mia Mummy Polly-Pocket, con ben 20 anni e 15 giorni di differenza...

"... So mother,

I thank you,

and I thank you for everything you've done,

For all that you've done and still do,

together we always move on,

You got me,

I got you,

you got me, I got you

Together we always pull through

We always pull through

We always pull through.

I love you mom ..."


Christina Aguilera, "Oh, Mother" (2006)

domenica, giugno 03, 2007

Meme della Cuochetta: "Senza non ci starei..."

Quale onore!
Sono stata invitata a partecipare al primo meme inventato dalla Cuochetta!!!
Il mio oggetto inseparabile tra i fornelli, o meglio in questo caso tra i forni,
è questa cosa...
E che sarà mai???!
Delucido subito, non è niente di particolarmente entusiamante o originale, è più che altro un oggetto a cui tengo per questioni affettive, perchè è stato il primo regalo che mi è stato fatto da mia mamma quando ha intuito i miei slanci glicemici, qualche annetto fa...
è una scatolina molto piccola della Tupperware, che contiene al suo interno 4 stampini grandi e 4 delle stesse forme che si incastrano in questi...
Ma la genialata non finisce lì:
oltre ad essere utile da portare un po' dappertutto nell'attesa dell'attacco biscottifero, è anche congeniato per essere utile e velocizzare la creazione di millemila milioni di biscotti...
Si possono infatti "agganciare" (non mi viene verbo migliore...) gli stampini come vedete nella foto, così da tagliare più biscotti contemporaneamente e anche distanziare pochissimo un biscotto dall'altro, risparmiando qualche ristesura della frolla in questione.
SON SODDISFAZIONI!
E poi domani la mia mummy compie 42 anni, quindi dicasi classico esempio di due piccioni con una fava:
Cuochetta accontentata, compiti per il weekend assolti,
Mummy nominata, ma poi domani vi spiattellerò qualche fotina, così per farvi vedere la "BALDA GIòVANA"... Ih ih

Baciottoli Cuochetta,
mmmmhm, allora il passo del testimone potrebbe andare alla Ietti, come non tirare in ballo la mia spignattatrice da strapazzo,
ma anche alla Fudgy, che mi sa che qui ne potrebbe tirar fuori delle belle (e appena ho un attimo, tesora, rispondo anche al tuo...e ti stupirò, ma la Cuochetta mi aveva chiamato in causa prima, domani mi applico!)

mercoledì, maggio 30, 2007

Torta delle Rose

...ricetta "Fènchy-original"...
[La Fènchy, ormai si BENsà, è la mia nonna supersprint]
- un'altra ricetta tradizionale mantovana -
Oggi, quindi "La vie en rose", nella versione originale di Edith Piaf (1946)!
che centra poco tutto sommato, ma è da ieri che me la canticchio in testa...

Beh, insomma, e allora che continui a far freschino, che io mi consolo di conseguenza.

Pensavo di dover rimandare alla fine della calura estiva, tipo minimo settembre, per avere voglia di fare una Torta delle Rose come si deve, non perchè sia difficile, anzi, come impegno è poco più di quello per fare il pane, però è una preparazione a più riprese, con allenamento di bicipite, [voi donnine macchina-del-pane munite secondo me siete già un pezzo avanti!], insomma roba squisitamente da NON farsi se fa eccessivamente caldino, c'è anche quell'oretta buona di forno che ti schianta a terra solo al pensiero sopra i 30°...

La torta delle rose mi sa che la conoscete già, perchè ogni tanto la vedo sbucare bella bella in qualche blog, con immediato svenimento mio, però di base credo sarebbe tipica della mia Mantova
o zone limitrofe ed è
SENZA DUBBIO ALCUNO
(non c'è sbrisolona che tenga, questo è COMFORT FOOD fatto e finito, mica bruscolini!)
quella che più mi attiva qualsiasi tipo di memoria,
memoria olfattiva in primis,
e il computerino focalizza all'istante la cucina della plurinominata nonna Fènchy,
poi quella tattile,
per le sensazioni ultraterrene che dà spezzare una fetta di esemplare di torta fatta dalle venerande manine della suddetta nonna
[che non centra manco da lontano con i risultati che vengono a me, tutt'altra storia... tutt'altri "suoni" e sensazioni... Una si può anche impegnare finchè ne ha voglia, ma manine con 72 anni d'esperienza in materia non è che si eguagliano con niente...],
poi quella visiva perchè le torte, ma anche un po' tutto il resto, di mia nonna hanno la capacità di avere delle dimensioni ciclopiche e di saziare equamente le sue tre care figliolette e relative famigliuole per svariate colazioni successive...
perchè è lì,
appena svegli,
scaldata un attimo in forno che la torta delle rose
[essendo come di'...un attimino sostanziosa]
dà le maggiori soddisfazioni, profumino celestiale e consistenza intatta per parecchi gorni... E la Fènchy che prima la faceva non dico tutte le domeniche, ma insomma poco ci mancava, adesso non me la fa più perchè la cuginina 2-enne, e sottolineo 2-ENNE, fa violenza psicologica e sciopera se quando arriva a casa della nonna non c'è SEMPRE E SOLO la "torta gialla", ovvero la torta cùn l'òi, altro must di casa, che avevo già tentato di sperimentare qui...
Ora dico, buonissima anche quella e va bene che la menzionata cuginina-Polly-pocket è un ariete ascendente capricorno, PERò IO RECLAMO la mia DOSE, perchè sì di droga palesemente trattasi, di torta delle rose ogni tanto...e da un paio d'anni, appunto le sfornate di questo tipo si contano sulle dita di 1 mano... UFF! Cosa mi tocca di sopportare!! ;-)))
Basta, questo era uno sfogo... (metereopatia esci da questo corpo!) ma in questo caso per fortuna è arrivata l'ondata di freddo siberiano che ti fa venir voglia di recuperare all'insegna mali estremi-estremi rimedi e del chi-fa-da-sè... oh mò lè!

Ingredienti:
(ricetta della Fènchy, si salvi chi può!!)
200 gr burro (100 gr per l'impasto e 100 gr per la cremina... ma anche un po' meno)
200 gr zucchero (100 gr per l'impasto e 100 gr per la cremina)
3 uova
1 panetto lievito di birra
mezza tazza (abbondante, aggiungo io) di acqua
farina 00 q.b. (la Fènchy va a caso, io ho usato circa 500 gr + 3 bicchieri per capirci)
(facoltativo, però dà un'aria più raffinata: una cucchiaio di zucchero a velo per decorare)
Procedimento:
Sciogliere il lievito di birra in mezza scodella di acqua tiepida con due cucchiaini di zucchero (ma abbondante, aggiungo io, perchè mia nonna ha perfino le tazze in versione magnum...). Impastare con la sola farina (e giù olio di gomito!!) per qualche minuto e lasciare riposare in un luogo caldino per 1 oretta.
In una ciotola unire 100 gr di zucchero e 100 gr di burro a temperatura ambiente e passare con la frusta, poi aggiungere le 3 uova e mescolare ancora bene. Aggiungere questo composto all'impasto stile lievitino di prima e rimpastare il tutto, aggiungendo della farina (Q.B.: qui la Fènchy non si sbottona, gli unici aggettivi che sono riuscita a estrapolarle sono "C'la gà da èsar (che deve essere, n.d.t.) SODA", ma MORBIDA... andateve a fidà! Quando avete raggiunto questo tipo di nirvana godereccio dell'impasto, lasciate riposare ancora minimo 1 altra oretta.
A questo punto dividere l'impasto in 7/8 parti uguali e formare le rose così: stendere delle strisce alte massimo 1 cm, lunghe e non molto larghe e spalmarvici su tutta la lunghezza una "cremina" che avrete preparato con i restanti 100 gr di burro e 100 gr di zucchero, aiutandovi con un coltello (e lì Sì CHE SI RAGIONA... e si apprezza la maestria: anni e anni di stesure di fette di pane e nutella DANNO I LORO FRUTTI, assicuro.. per esperienza personale!) e arrotolatele a mo' di rosa, appunto. Poi trasferitele un pochino distanziate nella teglia che avrete imburrato e infarinato, oppure (per convincersi di risparmiare 3 calorie.. come la sottoscritta, vabbeh...) ricoperto di carta da forno. Io ne ho messe 6 intorno e 2 centrali, ad esempio.
Lasciare riposare ancora un'ora e vedrete che le rose cresceranno e si uniranno tra loro... e cominceranno già a spargere per la casa un profumino briochoso che mi viene il bavino solo al remoto pensiero...
Poi mettere nel forno preriscaldato e cuocere a 150°C per circa un'ora. Però attenti: se vedete che comincia a colorirsi troppo copritela con un po' di carta d'alluminio e lasciate ancora cuocere finchè dorata. Lasciare raffreddare qualche minuto e poi, se vi piace, spolverare con un po' di zucchero a velo...
E BUONA GODURIA ASSICURATA!!

domenica, maggio 27, 2007

Compleanno della tesora, Lau!


Schlauuuuuuuuuuuuuuu!!!
Auguri tesora mia!

Buon compleanno "gemellina" che capisci i miei momenti di degenero,
di devastazione cantereccia già alla mattina alle 7.00 o anche prima, vedi 5 anni di liceo,
nel tentativo, molto ma molto disperato, di svegliarci sulla navetta o sul Circolare,
non sai quanto mi mancano gli schemini animati di ripasso pre-sclero... tra i momenti più esilaranti della mia vita, con tutti i Chakra aperti e respirazioni in stile pre-parto....
Positivismo...beeeeèeello,
decadentismooooooo??! Plumbbbbbbeo..
un po' Pooooopppperiano...

INDUBBIAMENTE (rimembri?)
Li rivogliooo!!!!
Le coccoline!
Abbraccioni comprensivi!
... W messenger, che ultimamente ci permette di recuperare un po' di degenero anche a distanza,
son soddisfazioni!

BUON COMPLEANNO!

Ti voglio proprio benissimissimo...

Uh, clicca sul tubo che c'è una sorpresa per te, non ti ho mai vista ridere così, voglio vedere se ti fa ancora quell'effetto nonostante i 22 ANNI SUONATI!
(e fai anche laboratorio di lingua... saròòòòò brava??! Ah ah...)
Basìn stelìn...
e fin che ghe, n'è dàghene amò!!
Dai, che sei la donnina più stoica che conosca!

P.s. per le altre mie eventuali lettrici/ori:
post ad alto contenuto d'incomprensibilità, mi rendo conto, abbiate pazienza...
è una mini-sorpresa all'altra mia "consorta" spersa nel modenese, che non ho a portata di coccola dal vivo per il suo compleanno!

martedì, maggio 22, 2007

L'Affondo Godurioso a suon di Ciliegie







TORTA AL CACAO E CILIEGIE
300 gr circa di ciliegie (peso già denocciolate)
70 gr zucchero di canna
50 gr zucchero semolato
buccia grattuggiata di un limone
succo di mezzo limone
280 gr farina 00
80 gr burro
15/20 cucchiai di latte
3 uova medie
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito per dolci
30 gr cacao amaro magro Zaini
Facoltativo: qualche mandorla per guarnire
Procedimento:
Lavare e togliere il nocciolo alle ciliegie... un lavoro un po' brigoso, ma con un paio di belle canzoni di sottofondo tutto è possibile, e neanche tanto noioso. Preriscaldare il forno a 180°C. Montare bene con la frusta il burro ammorbidito a temperatura ambiente con i due tipi di zucchero un po' alla volta, poi aggiungere i tre tuorli e mescolare ancora per qualche minuto. Aggiungere la farina setacciata con il lievito e mescolare con la frusta, aggiungendo di volta in volta il succo di limone e il latte quando l'impasto diventa troppo difficile da lavorare. Aggiungere la scorza di limone ed il cacao amaro e incorporare. Montare a neve fermissima con un pizzico di sale i tre albumi e incorporarli nell'impasto sempre dall'alto al basso finchè ben amalgamati al tutto.
Ora aggiungere le ciliegie (lasciarne da parte una manciata) e trasferire il composto in una teglia ricoperta di carta da forno. Decorare con la manciata di ciliegie rimaste, così viene l'effetto AFFONDO GODURIOSO, e, se piace, con qualche mandorla e cuocere in forno per 45 minuti circa.
Quando ero a casa, qualche giorno fa, sono stata spesso e volentieri dalla mia nonna Fènchy (Francesca per le non-nipoti) e mi sono dedicata alla vita agreste... e un mezzo pomeriggio l'ho dedicato alla raccolta delle ciliegie, millemila quintali di ciliegie, poi sparse un po' tra parenti, amici e vicini di casa, qualche chilo finito sotto le grinfie di mia mamma, che li ha trasformati in chili di marmellate (e mi ha detto che ha usato un libro che le ho regalato io...una ricetta con ciliegie, scorzette di limone e cannella, mi pare d'aver capito! Vuoi vedere che sarà qualche raccolta di Sale&Pepe?!)...
E un sacchettino bello bello nel mio trolley,
prontamente sparso stavolta tra coinquiline illuminate d'immenso e scandalizzate dai ben
12.90 EURI al Kg
che costano alla Conad (e son pure parecchio più brutte!),
e questa torta lo scorso week-end:
creata pensando di fare dei muffin AFFONDANTEMENTE-GODURIOSI onorando lo stile Ietti!!
Poi però avendo la muffiniera a "6 posti" non avevo voglia di fare plurime sfornate causa calura e abbondanza di coinquiline da "sfamare"... come al solito ho optato per la soluzione magnum:
la torta unica.
Molto buona da colazione, ma soprattutto per una pausa caffè.
Oggi andiamo di miti,
di canzoni preferite dai tempi in cui avevo tutte le cassette,
so bene a chi dedicarla molto spassionatamente,
Queen, "Let me live" (pubblicata nel 1995, registrata nel 1983)

domenica, aprile 15, 2007

Tale Ali Tale Ale...

Beh, che dire…

buon sangue non mente!

Tale Ali

- io -

Tale Ale

- la neo-duenne in questione -

Ho trovato foto ( quelle a sinistra) comprovanti il fatto che già a due anni ero palesemente traviata...

dal

cioccolato:

del mio secondo compleanno sono presenti foto che dimostrano due feste, una a casa dei nonni e una a casa mia… rispettivamente con crostata alla frutta davanti (però poi non si capisce come le foto seguenti mostrino me totalmente assorta in qualcosa di cioccolatoso… budino?! Mah… i misteri…) il secondo davanti ad una teglia più grossa di me di tiramisù…
Beh, si poteva già presumere la golosità congenita o no????!

Tutto questo per dire che la mia cuginina, la già pluricitata Ale, ha compiuto il 30 marzo ben 2 anni pure lei… (Auguuuuuuuuri tesorina coccolina mia!!) e il confronto dà le sue belle soddisfazioni alla sottoscritta! Le foto comprovano ancora una volta che la razza è decisamente quella: nei pochi giorni di vacanza in cui l’ho vista (…otite, raffreddore, febbre, mal di gola, nausea e quant’altro mi hanno assalito subito dopo la mini gita sociale a Siviglia e mi devono ancora lasciare in realtà: tradotto = vacanze passate barricata in casa a suon di rincoglionimento generale da medicine di ogni tipo… yuppi!) le ho fatto un bel po' di fotine (vedi collage a destra)... e come si ben-vede mica solo quelle della sua festa me la mostrano in veste godereccia immersa nella torta, cucchiaini della situazione, fiere esibizioni di lingua "inspiegabilmente" marrone-cioccolato-fondente, ecc!!???...
diciamo ecco che ho notato che la netta maggioranza ha come tema principale lei che si pappa gelati a ogni ora (me la son ritrovata pazza scatenata di gelati al cioccolato!), torte e chi più ne ha...

eh!
Quando è colpa del dna...

lunedì, marzo 12, 2007

Torta bassa al cioccolato

Heidi,
anche conosciuta come "bellina-tu-sssei",
che mi fotografa mentre la fotografo...









E CIOCCO&LATO sia!!


Perché quando te lo chiede la Heidina tu servizievole devi rispondere, mica per altro, ovviamente.

La scorsa settimana, quella giramondo di Heidi, la nostra austriaca preferita nonché nostra coinquilina di tutto lo scorso anno accademico in quanto donna Erasmus,
ci è tornata a trovare, prontamente munita di Mozartkugeln (Palle di Mozart) e Toffifee a volontà (già puntualmente scomparsi nel “vuoto”), per qualche giorno, per poi fare una capatina, la poverina, a Valencia dalla sua migliore amica altrettanto in Erasmus e per poi ripassare per Orio al serio alla volta di Vienna, dove teoricamente oggi dovrebbe essere ritornata sana e salva.

Tutto ciò per dire che abbiamo organizzato una cena a casina lo scorso martedì con tutte le coinquiline reperibili e non troppo sperse per il mondo, a base di bruschette, lasagne al pesto e svariati dolci, tra i quali, un salame dolce in versione alternativa, ovvero alla cioccolata bianca ed amaretti, che non ha potuto essere fotografato causa 'l’hanno sbaffato prima che lo potessi requisire ed immortalare', e, su richiesta esplicita di Heidi, un revival della sempiterna torta al cioccolato, spesso riproposta quando l’urgenza di botta di cioccolato si fa sentire…

Questo il risultato!

Ingredienti:
- la ricetta è quella della mia zia Claudia, guru famigliare dei dolci -

200 gr cioccolato fondente
120 gr zucchero
(l’originale ne prevede 200gr, ma a me piace si senta l’amaro del fondente)
80 gr di burro
4 uova piccole, oppure 3 grandi
2 cucchiai di farina
1 tazzina di caffè
( l’originale prevede un bicchiere di Maraschino,
non reperibile in dispensa)
mezza bustina di lievito
un pizzico di sale


Sciogliere a bagnomaria il cioccolato e il burro. Lasciare raffreddare un pochino.
Nel frattempo montare benissimo i tuorli con lo zucchero, poi unire il cioccolato e il burro che si saranno raffreddati e amalgamare ancora.
Aggiungere poi la farina e il caffè (non bollente!) o il maraschino della situazione.
Ora montare gli albumi a neve fermissima, con un pizzico di sale.
Facendo attenzione e mantenendo il sacrosanto stesso “senso di marcia” amalgamare gli albumi montati con il resto dell’impasto e versare il tutto in una teglia ricoperta di carta da forno.
Mettere infine in forno già caldo a 150°C per 40 minuti circa…
Attenti ai tempi di cottura del vostro forno, perché essendo questo dolce praticamente fatto al 99% di cioccolato se si brucia fa un po’ schifino, ma voi siete bravi e non vi succederà!

Se volete cospargete di zucchero a velo e guarnite con del cioccolato fuso...

E slurp sia!

venerdì, marzo 02, 2007

"Capunsèi"... c'est-à-dire: gnocchetti di pane alle erbe from Mantova






Siccome non solo di muffin vive l'uomo,
ahimè,
come suggerisce la cara comare Canny,
ogni tanto oltre che al glucosio bisognerà pur pensare anche ad un primo...
E allora:
...Capunsèi...
- gnocchetti di pane tipici sopratutto dell'alto mantovano -
facili e piuttosto veloci da fare...
ma soprattutto bòòòni!

Ingredienti per 5/6 persone:
Pangrattato q.b. ... diciamo 400 o 500 gr
80-100 gr grana padano grattuggiato
3 uova grandi
sale q.b.
50 gr di burro
2/3 bicchieri di brodo
un pochino di pepe
un pizzichino di noce moscata, se vi piace
erbe aromatiche: chi più ne ha più ne metta
(io ho abbondato di salvia, menta e rosmarino, ad esempio...)
Per il condimento:
un po' di burro
se piace un pochino di aglio (io ad esempio non l'ho messo per non appesantirli)
altre millemila erbette (soprattutto salvia)
Procedimento:
Mescolare il pangrattato al trito di erbette. Aggiungere il burro, il sale, il pepe e l'eventuale noce moscata e mescolare velocemente.
Aggiungere il brodo ancora caldo e mescolare bene per non creare grumi, poi aggiungere le uova e il grana.
Regolare eventualmente aggiungendo altro pane se l'impasto che risulta dovesse essere troppo appicicaticcio.
A questo punto prendere piccolo pezzetti di impasto tra le mani e formare dei gnocchetti allungati... tradizionalmente lunghi 3 centimetri, io le preferisco un pochino più lunghi in realtà.
Cuocere nell'acqua salata e scolare appena vengono a galla e passare nel condimento così preparato :
far fondere (ma non friggere!) in una padella abbastanza grande un pochino di burro insieme alle erbette ( soprattutto salvia, appunto... ma più ce n'è, più buoni e saporiti risultano) con uno spicchio d'aglio, se piace.
A questo punto servire caldissimi,
se siete appassionati formaggiari con ancora un altro po' di grana grattugiato...
... decisamente la morte sua!

venerdì, febbraio 23, 2007

Crostata alla marmellata di mele cotogne



Due o tre mesi fa la mia mamma ha fatto la marmellata con le mele cotogne che le aveva regalato una sua amica... io, mi pare giusto, me ne sono portata un vasetto nel trolley!
Allora ho dovuto creare una crostata a tema... perchè pasticciare con la pasta frolla mi rilassa e mi dà particolarmente soddisfazione!
Le roselline sono ormai un must della crostata...dalla prima volta che ho addocchiato quello splendore della crostata di ricotta e cioccolato (che ormai ho rifatto a mio modo plurime volte.. e tutte apprezzatissime; la consiglio caldamente!) di Fiordizucca , quella gran donna! Questa volta le ho fatte piccine picciò e grossolanamente per mancanza pomeridiana di pazienza certosina, ma se ci si impegna un cicinino di più possono venire davvero molto carire e decorare simpaticamente un semplicissima crostata di qualunque tipo...
Ingredienti:
se passi di qui, notami che mi sono portata in avanti... ;-) !)
1 vasetto piccolo di marmellata di mele cotogne
Per la pasta frolla:
400 gr farina 00
2 uova
1 pizzico di sale
vaniglia
150 gr di burro a temperatura ambiente
80-100 gr di zucchero
( la marmellata in questione era già piuttosto dolcina di suo)
se necessario, un pochino di latte
... e ... Gnàmme!!

martedì, febbraio 13, 2007

Cuginina senza cuore






Ecco, per dire, quella disgraziata della mia cuginina, dal muso angelico ma dall'indole della

"farabì"

(dialetto per una bimbina che fa moooolto arrabbiare), mi ha appena confessato al telefono, la snaturata, di aver finito le favette, i dolcini di carnevale, che aveva preparato qualche giorno fa con la mia mamma in veste di assistente-prodigio...

Ennnnò!

Non ci si può manco più fidare delle cugine di meno di due anni a sto mondo...che ti finiscono le favette e, candidamente, lo ammettono pure senza sensi di colpa, e non te ne lasciano nemmeno uno, fosse solo in foto!

Male, malissimo direi!