domenica, ottobre 04, 2009

Confettura di pomodori gialli, basilico greco e viola e pepe rosa :)

In questi giorni ancora caldini mi viene voglia di sperimentare abbinamenti... Ormai la stagione quella proprio "caldona" è finita.. e i pomodori nell'orto maturano solo con taaaanta ma tanta calma, quindi ho pensato di raccogliere gli ultimi maturi e fare una marmellatina, perchè non ne andassero sprecati troppi!
Allora ecco a voi una carrellata di alcuni dei pomodorini colorati dell'orto.. Lo scorso Natale, infatti, avevo ben pensato di regalare a mia mamma una decina di bustine di semi di pomodori di tanti colori, su questo bel sito che si chiama Tomato Fest, (in quei giorni tra l'altro faceva anche sconti).
Questi sono quelli che ci sono ancora in questi giorni, ma in realtà quest'estate ne son cresciuti anche altri, ma non ho foto per mostrarveli.. quindi per quelli rimando all'anno prossimo! Perchè ho conservato i semini eh, con questo metodo qui, spiegato da Carla.. [Brrrrrrravissima!! ;-DDD ], quindi l'anno prossimo possiamo ribadire il concetto e anche comprarne qualche nuova varietà magari ^-^..
[cliccare sull'immagine per vederla più grande]
Raccolti tutti quelli gialli rimasti sulle piante, nel mio caso erano proprio quel 1,4 Kg che vedete qui sotto, delle varietà a piccolo perino giallo (questo è l'unico che non deriva dal sito quest'anno.. ma dai miei pomodorini dell'anno precedente!), i Garden Peach (quelli che sembrano proprio delle pesche! A vedersi, ma anche al tatto ^.^) e i BlondKopchen.. che in tedesco vuol dire ragazza coi capelli biondi! ;-DDD (e mi faceva morire il nome su questi.. Non particolarissimi, se non per il fatto che sono un po' trasparenti.. ma dalle foto non si capisce!). Con queste 3 varietà ho preparato una marmellatina per accompagnare i formaggi, ad esempio, seguendo le dosi della ricetta di Sandra.. (raddoppiandone però le dosi, perchè ne avevo parecchi!). Avevo però finito il pepe bianco equosolidale, quindi ho variato con un tocco cromatico che mi piaceva, col pepe rosa, e qualche fogliolina del mio basilico viola e di basilico greco a palla (quelli invece fanno parte dei semini presi su quest'altro sito! Anche lì parecchie e varie soddisfazioni, non solo queste, ma mi mancan sempre le foto mi sa.. :-/)..
Ingredienti:
- 1,4 Kg pomodori
- 440 gr zucchero
- qualche mazzetto di basilico greco e basilico viola
- pepe rosa in grani q.b. (qualche bacca, secondo il vostro gusto!)
Lavare i pomodori, tagliarli in pezzi non troppo grossi, metterli in una casseruola con lo zucchero, cuocere finchè raggiunge la consistenza marmellatosa giusta (sempre la prova del cucchiaino come test!), nel mio caso c'è voluta un po' più di un'ora, perchè erano molto acquosi di partenza, ma regolatevi voi in base ai vostri. Potete quindi lasciarla a pezzettoni, oppure, secondo il vostro gusto, come nel mio caso passare un attimo col frullatore ad immersione, per rendere un poco più omogenea, dopo una decina di minuti di ebollizione. Amalgamare bene col fuoco spento le bacche di pepe rosa e le foglioline di basilico viola e di basilico greco.
Invasare ancora bollente, chiudere i barattoli e capovolgere per creare il sottovuoto.
Con queste quantità sono risultati questi vasetti (non spaventatevi, quelli piccoli sono proprio monoporzione.. tipo quelli da degustazione del miele, per capirci! Mi piacciono i vasetti piccoli, se no rimangono aperti una vita e poi son da buttare!! E poi si regalano anche meglio, bellini piccini picciò ^.^)..
Ho pensato di segnalarvi, così intanto me li ricordo anch'io per gli anni a venire, alcune ricettine con pomodori gialli o in genere colorati... molto molto invitanti! Quando ne incontrerò qualcuna, la postillo qui, a mo' di agendina ^-^:

domenica, settembre 27, 2009

Lollipop di cioccolato per bimbini golosi ^.^

Un paio di giorni passati con la cuginetta 4-e-mezz-enne :) divertono moltissimo!
Soprattutto giocare, disegnare, colorare... spignattare insieme!
Da un'idea folgorante vista da Linda, a sua volta presa da qui, adattata a modo nostro..
L'occorrente:
- il vostro cioccolato preferito
(q.b. : nel nostro caso son venuti 10 lollipop piuttosto sottili con 100 gr di cioccolato)
- le vostre codette colorate preferite
(oppure, aggiungerei io, anche granelle di frutta secca, di zucchero, gocce di cioccolato, etc..)
- stuzzicadenti normali o da spiedino
(noi abbiamo usato entrambi... ma vanno bene anche stecchetti di plastica se ne avete)
- carta da forno
- gli stampini per biscotti che vi ispirano di più sul momento.. ^.^
Noi ne abbiamo approfittato per fare dei regalini alla Mamma della pargola (mia zia), un cuoricino manco a dirlo ^.^, al Papi (una mucca, perchè è un agricoltore!), una scarpa col tacco alla zia Chiara (detta Ginettina o Gina, perchè è una gran "stimina" = modaiola!)... e una gallina alla Nonna Frency [sì sì con la "e" ;-DDD] perchè è anche lei una contadina!).. E il piedone puzzolente con scritto Ale.. per la pargolina stessa (Alessandra! ^.^).
La mattina seguente già se n'era pappati un paio.. quindi le foto son quel che sono.. ma rendon l'idea, se vi venisse voglia di pasticciare un pochino! :)
Ah beh.. è vero, per la Mamma abbiamo anche fatto dei fiorellini con la carta, che potete intravedere al volo qui sopra.. nella nostra prima prova.. poi miglioreremo.. :) [anche quelli piuttosto facili da scopiazzare! Addocchiati qui.. seguite il tutorial!]..
Dicevamo, il
Procedimento:
Se avete dei modelli cartacei da seguire o stampare buon per voi, noi eravam un po' di fretta nel dopo cena quindi abbiam preso direttamente gli stampini per biscotti che ci ispiravano di più sul momento, appoggiati su un foglio di carta da forno e, con una matita, copiati i bordi della figura.. (un po' distanti, per poter mettere gli stuzzicadenti!). Abbiamo quindi fatto fondere a bagnomaria un po' di cioccolato (nel nostro caso, 100 gr)... e con un cucchiaino (o se vi risulta più comodo con una sac à poche) riempire di cioccolato l'interno dei contorni segnati.. ci vuole solo un po' di pazienza!
Appoggiate quindi il vostro stuzzichino e rotolate in modo tale che sia completamente ricoperto e procedere a decorare come più vi piace, con qualche codetta o quello che vi consiglia la fantasia..
Oppure, ovviamente, si possono anche lasciare solo di cioccolato, se preferite! ^.^
Mettere quindi in frigo a rassodare (circa un'oretta sarà sufficiente.. ma regolatevi voi a occhio, dipende da quanto spesso avete fatto lo strato di cioccolato..)
E...
rullino i tamburi.....
Magnateli!! :)
Oppure regalati alle vostre personcine preferite!
[Che tornare bimbini sgranocchianti non so a voi.. ma a me me garba 'na cifra!!]

martedì, settembre 22, 2009

Giorni di cultura, giorni di lettura, giorni di.. goloserie, anche!

Settimane di tanti, tantissimi festival, feste, fiere, degustazioni...
e chi più ne ha.... ;o))
Giusto un riassuntino visivo breve breve,
fatte al volo e nelle condizioni del caso le fotografie, perdonate,
ma meglio di niente:
Quest'anno FestivaLetteratura a più non posso! Ascoltati eventi con Nadine Gordimer, Township poetry (poesia e musica africana), Eva Cantarella sulla vendetta ed altri temi, Marco Di Domenico riguardo la biodiversità (il luogo era... il mio liceo!!), una serata a base di poesia erotica recitata, e altro, veramente di tutto per 5 giorni non-stop stancanti ma sempre stimolantissimi..
E serate musicali veramente fantastiche con Mauro Pagani (niente foto, uffi!), e un evento con Franco Battiato che ci ha parlato di Giuni Russo..
Una fantastica serata alla mia Librogusteria preferita, Il Pensatoio, dove ho avuto il piacerissimo di conoscere Clara di Cook & Chic, Chef a domicilio, ma per l'occasione nostra musa introduttrice al tema della serata, l'Assenzio, con tanto di sottofondo musicale dal vivo davvero moooolto piacevole, il flauto traverso che vedete, e finale se possibile ancor più piacevole (et golosissimo!! ^.^).. un bellissimo modo di passare dalla teoria alla pratica, direi! Abbiamo degustato, infatti, tre gusti di gelato gentilmente offerti da Massimo della già da me apprezzatissima durante il Festival delle Passioni Gelateria Chantilly di Moglia (MN), niente-popò-di-meno-che cioccolato Madagascar all'Assenzio, Limone e Assenzio, Fiordilatte e Assenzio!! Ragà, tanta robbbba.. ;o)))))
Ed un altro evento collaterale troooooppo goloso: ho "conosciuto" le Sorelle Simili!! Non direttamente.. colta dalla timidezza.. ma insomma fatto sta che, con la scusa di scoprire anche Le Tamerici, paradisiaco luogo della perdizione golosa che, me tapina, ancora non conoscevo direttamente (già depredato e da depredare nuovamente quanto prima e ripetutamentissssssimanente!!), ho mangiato tante cosine buonissime fatte dalle sapienti manine della Margherita e della Valeria.. strie, pane croccantinissssimo, che bontà! Autografo sul nuovo libro mancato perchè son dovuta scappare presto all'evento di cui sopra al Pensatoio!! ;) Sarà per la prossima..
In proposito trovate resoconti decisamente più dettagliati, fotografati con maestria e ben fatti da Cindystar e da Paola!
E, tra le mille cose a gratis, ho avuto anche modo di seguire gratuitamente due brevi [ma intensi e interessantissimi!] corsi con degustazione (pure!!) organizzati dall'Università del Caffè di Trieste, sugli aromi del caffè e sul cioccolato.. Che bella iniziativa, veramente gradevole ed esaustiva per il poco tempo disponibile! Assolutamente da rifare e approfondire, insomma.
E lo scorso week end un altra bella bella bella scoperta: la Festa dell'Uva a Monzambano (MN)..
Ambiente medievale molto ben ricostruito, Corso anche qui gratuito beccato per caso, di introduzione alla degustazione dei vini (che mi stia convertendo molto molto lentamente??! Bah..) e tantissime degustazioni a tema uva e non solo.. anche questa da approfondire gli anni a venire!!
Tutte esperienze, sensazioni, stimoli non spiegabili a parole brevemente.. nemmeno ve li ho raccontati tutti, ma era giusto una "degustazione" anche questa, un assaggino per voi che non c'eravate ( 'sgraziati!!)! ^.^

lunedì, settembre 07, 2009

Alchechengi al cioccolato per bimbi e grandoni.. (con un po' di varicella eh! ^.^)

Ingredienti:

Alchechengi
Cioccolato q.b.
Pochissimo burro (proprio una puntina!)
Le vostre codette colorate preferite.. q.b.!


Giusto un'ideuzza veloce.. per quando avete a disposizione qualche alchechengi di troppo, il solito affondo nel cioccolato, fin qui niente di originale per noi foodblogger pazzi... ci sono già molte "ricette" in rete.. alle quali vi rinvio, ad esempio da Anna per il procedimento facilissimo!
Ma come si fa poi convincere la cuginina 4-enne (ma anche il parentado tradizionalista in genere..!) a mangiare una cosa così... come di'.... strrrrrana?!??

E che non è una brutta bestia.. ma una..... diciamo... cosa simile ad una ciliegia.. dai dai.. ma arancione!!?

: Si affondano anche in un po' di codette colorate attirabimbi!! ^.^
Al che la cuginina li assaggia e dice:
ma hanno la varicella!!!!
;-DDDD
Viva i bimbi, quanto mi piace cucinare cose vagamente "bimbose", quanto, quanto mi piace, divertentissimo!
Sempre viva il fanciullino Pascoliano che è in noi ;o)

lunedì, agosto 31, 2009

Cheesecake allo yogurt e frutti di bosco, con base meringocioccolatosa :)

Questo cheesecake l'ho rifatto due volte nel giro di dieci giorni, ha proprio avuto successo in due diverse cene, anche coi più reticenti ai dolci!
E' tratta dalla rivista "Cioccolata & C." estiva (è trimestrale!).. che purtroppo non trovo facilmente, ma durante un viaggettino da amici nel Trentino, l'ho finalmente vista e arraffata, e c'è tutto uno speciale sulle cheesecake non cotte che mi sta soddisfacendo molto ;-)!

Ingredienti:
300 gr di yogurt denso, gusto a piacere (nel mio caso ai frutti di bosco)

300 gr ricotta
5 fogli di gelatina da 2 gr l'uno (insomma 10 gr)
1 dl panna fresca

1 albume

2 cucchiai di kirsch (io non li ho utilizzati, ho utlizzato un paio di cucchiaiate di panna)

90 gr zucchero
Per decorare:

Frutta a piacere: nel mio caso ribes rosso, ribes bianco, uva spina, alchechengi, more

Per la base:

100 gr meringhette

100 gr cioccolato fondente
1 cucchiaiata di burro
(che in questo caso non avendo avuto il tempo e il modo di fotografare una fetta singola non si vede, ma vi assicuro che c'è ed è troppo goduriosa!!!!)
Procedimento:
Fai sciogliere il cioccolato fondente insieme al burro in un pentolino, a bagnomaria. Nel frattempo sbriciola grossolanamente le meringhe e disponile in una ciotola. Versavi sopra il cioccolato fuso e amalgama finchè ben distribuito: con questo composto rivesti uno stampo a cerniera da 20 cm di diametro (io ne ho utilizzata una piccola molto carina, perchè la volevo inaugurare! ^.^), rivestita con un foglio di carta da forno. Premi bene col dorso di un cucchiaio, finchè uniforme, e trasferisci in frigo. Fai ammorbidire la gelatina in acqua fredda per una decina di minuti e falla sciogliere a fuoco basso in una casseruola con il kirsch (che io non avevo ed ho sostituito con un paio di cucchiai di panna questa volta, e la volta precedente che l'ho fatta con un paio di cucchiai di latte!). Disponi la ricotta, lo yogurt, la panna, lo zucchero e la gelatina raffreddata in una ciotola e amalgama con le fruste elettriche (oppure direttamente in un mixer, come suggerisce la ricetta originale), finchè il composto sarà omogeneo e morbido (non spaventatevi se vi sembra davvero molto liquido, dico io!!). Unite dal basso all'alto l'albume montato a neve fermissima con le fruste e versa il tutto nello stampo, sulla base di meringhe e cioccolata. Rimetti in frigo per almeno 4 o 5 ore a raffreddare. Poco prima di servire decora con frutta a piacere: nel mio caso frutti di bosco (ribes rosso e bianco, more del mio giardino, alchechengi) e qualche codetta colorata a forma di stellina e cuoricino e poche gocce di cioccolato.

-> Scusate le foto un po' così, ma son state fatte al volo durante la cena di ieri col parentado, dopo averla decorata altrettanto alla supervelox, ma il risultato è comunque scenico per dei commensali tradizionalisti! ^.^

martedì, agosto 25, 2009

Honest scrap Premio + Meme

Qualche giorno fa Vale mi ha conferito un premio, nonostante la latitanza abnorme!! Quindi ho rimesso mano a questo blogghettino disperso... ed ecco un meme con un po' di fattacci miei, perchè quando poi mi parte la logorrea da tasto... addio!! ;-DDD

  1. dire 10 cose di se, che i lettori possono sapere o meno, ma che siano verissime
  2. passare il premio a 10 meritevoli blog ( avvertendoli! )
  3. segnalare il blogger che ha donato il premio [.. in fondo!]

Cominciamo su su!
  1. In questi giorni sono assorbita e entusiasmata dall'arrivo nella mia casetta di due nuovi micini bellissimi, Ulisse e Circe, così chiamati [non da me] per una questione... "geografica" ;).. Ho già un gattone da 8 anni che adoro alla follia, Ginger, e questi altri due sono la ciliegina sulla torta! ^.^
  1. .. Adoro infatti tutti gli animali in genere, adesso ho questi 3 gatti e una tartaruga, ma fin da piccola li ho sempre amati moltissimo e ho avuto millemila pesci, tartarughe, uccellini, persino caviette che adoravo da piccola, gatti, cani e non so neanche più cosa.. ah, anche delle anatre ad esempio, che però sbolognavo a mia nonna in campagna, per forza di cose, appena non più pulcine! Insomma, li amo alla follia e sono una delle fonti più inesauribili di coccole, secondo me..

  2. Ho una passione piuttosto viscerale anche per la musica, in generale, fin da piccola, per le canzoni e per i loro testi in tutte le lingue.. che spesso ritengo pari alle poesie, con un surplus non indifferente: la musica appunto! ;-).. il che conduce anche il flusso di pensieri alla mia passione per la letteratura e per le lingue, volendo..

  3. Questa passione fin dalla tenera età per la musica forse mi deriva dall'aver fatto, da piccola, danza per 9 anni (questa Vale mi sa non la sai! ^.^), ragion per cui amo il concetto di ritmo ed amo ancora ora vedere qualsiasi tipo di balletto, di qualunque sorta o tipo.. entro in un'altra dimensione.. ;o)) e chi mi sta vicino in quel momento lo sa, perchè non ci sono per nessuno e ogni intrusione o parola ;-DD viene risolta con un sssssshhhhhhh shhhhhhhh con sguardo fulmineo piuttosto eloquente! Li trasformo merlinamente, oketi poketi uoketi uà abra cabra dabra dà, in statue di sale!! ;-DDD

  4. Amo anche il teatro, ogni occasione per andarci è ben accetta, mi rigenera come tutte le cose creative, anche se nella realtà dei fatti poi riesco a capitarci molte molte millemila meno volte di quelle che vorrei... E amo gli attori, nutro una stima infinita per loro (e spesso mi capita pure di invidiarli, nel senso positivo del termine, un pochinello tantinello ^.^)

  5. Man mano che passano gli anni e comincio a conoscermi, comincio anche a capire di avere un carattere piuttosto complessino, piuttosto sfaccettato, pieno di contraddizioni ed estremi, algidità o estrema dolcezza, chi-lllllo-sa, razionalità assoluta o iperemotività che di razionale non ha proprio un barlume di mazza, ma crescere spero voglia dire anche solo accorgersene.. e lavorarvici per quanto possibile.. ;o)

  6. La creatività penso faccia parte di me... La sfogo in vari modi, con gli alti e bassi di estrema concentrazione e dedizione o nulla di tutto ciò, che mi contraddistinguono un po' in tutto alla fin fine..

  7. E per quanto riguarda la cucina, da quando ho aperto il blog ho provato a ripensare svariate volte a quando possa essere risalita questa passione... Che in realtà si è solo molto acuita negli ultimi anni, ma secondo i miei ricordi ha sempre avuto un fascino particolare su di me.. mi ricordo che fin da piccola alle cene di festa mi son sempre dedicata agli antipasti e stuzzichini in genere, ho tentato di fare innumerevoli pizze, biscotti, quasi sempre un fallimento quasi completo non tanto per il gusto, quanto per la cottura... E forse mi son convinta di esser non poco impedita proprio perchè mai mi era risultata una pizza o simili che non fosse ustionata o cruda in toto.. ;-DD Peccato che ho capito solo verso la ventina che era solo il mio forno ad essere totalmente rincitrullito e vecchiaccio, quando son stata fuori casa!! (Mica avevo capito che mia mamma lo sapeva, ma non lo riparava, perchè molto poco poteva fregargliene della cucina.. ;-//, che, ovviamente, invece adesso sta riscoprendo una tantum! Sgrrrrrrr... Va beh.. )

  8. Sono affascinata da genio e sregolatezza in tutto e tutti... nun ce sta niente a fà.. ;) Mi piace la creatività passionale.. insomma tutto quello che è creativo mi rigenera, da sperimentare in prima persona attivamente o da ammirare!

  9. A corollario della passione per la cucina.. negli ultimi due o tre anni, direi, forse più, sto sperimentando il mio pollice verde vagamente latente... con fiori, frutta e verdura un po' particolari.. quest'anno pomodori di tanti colori, basilici inusuali ma non troppo, piantine aromatiche in genere, peperoncini multicolor.. pianta delle uova.. mimosa pudica.... di tutto un po'! ^.^

Allora.. il premio sicuramente lo posso dare.. ma nessun obbligo, so che molti non avranno magari tempo, ma chi vuole farlo è ben accettato, così ci raccontate un po' di cose che ancora non sappiamo e.... ci facciamo pure una padellata di fattacci vostri!! ;-DDDD

lunedì, giugno 29, 2009

Il Festival delle Passioni a Mantova: cibo e musica!


Cito: "Il cibo e la musica hanno un comune denominatore: possono innescare forme incontrollabili di PASSIONE. Sentimenti che toccano tutti i protagonisti dell'esperienza, da chi la propone a chi intende viverla intensamente. Cibo e musica, coinvolgendo le diverse comunità di appassionati possono, a Mantova, toccarsi, confrontarsi e creare momenti di consumo conviviale e condiviso. La città, le sue piazze, si trasformano in un set emozionale, dove le musiche vengono condivise da identità partecipative ed i sapori sono il motore della convivialità, per sperimentare nuove dimensioni del consumo. Da questa intuizione nasce il Festival delle Passioni, quattro giorni di performance musicali ed enogastronomiche, che avranno come motivi conduttori CINQUE PASSIONI, occasione per approfondimenti golosi:
IL PICCANTE
,
LA CARNE,
IL GHIACCIO
,
IL FRITTO
e
LE BOLLICINE"


Se vi va di farvi una panoramica generale guardate il sito
Trovate anche tutto il programma
in un comodo pdf
qui!

Si sa mai che vi venga voglia di fare un saltino.... ^.^

Qualche nome goloso??

Gualtiero Marchesi!!
(mica coteche..)
Guido Martinetti
(Grom!!)
Mauro Uliassi
Massimiliano Alajmo
Massimo Bottura
Dario Cecchini
Enrico Crippa
...
tanti altri!

Qualche nome canterino???
Mario Venuti
L'aura
Frankie Hi-Nrg
Pier Cortese
...
e davvero tanta gente interessante in pochi giorni belli concentrati nella mia cittadina mignon.. che ogni tanto, finalmente, pare si risvegli dal torpore!!!
^.^

Venite!!

domenica, giugno 21, 2009

100esimo post con cronaca di un compleanno annunciato!^.^

Taaaaaaaaaanti ma taaaaaaaaaaaaaaantiiiiiiiiiii piattini mangiati, cucinati o anche solo magnaaaaaatiiiiiiiiiii..
^-^
Taaaaaaante ma proprio taaaaante goloserie questa settimana!
Taaaaaaaaaaaaaaanti ma taaaaaaaaaaaaaaaaaaanti regalini golosiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii..
Quindi: potreste prevedere svariate ricettuoleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee...
;o)))

martedì, giugno 16, 2009

Postilla Littizzettiana mensile!

Chissenefrega dell'amore
Che cretinate, i discorsi sull'amore.
Il cicì e cicià che si fanno gli amanti.
Parole, parole, parole...
si magonava già la Mina sorbendosi il Lupone scialato inzuccherose moine.
«Io credo che l'amore...»
«Io penso che amarsi significhi...
«Io sono convinta che per stare bene insieme...»
Ma chissenefrega!
Silenzio.
Lasciamo parlare Agnesi.
Che ci plachi una volta per tutte riempiendoci la pancia
con un piatto di pasta al sugo.
Abbiamo bisogno di rifarci un'incoscienza.
L'istante poi passa,
diventa distante,
che stupidi siamo a sporcare l'istante...
Le donne poi sono delle fuoriclasse della
paranoia
sentimentale.
Adorano
agonizzare nell'amore
come
farfalle cadute nel
vin santo.
Inzigano dubbi,
pretendono conferme,
anelano dichiarazioni solenni.
E gli uomini?
Beh.
Scappano.
A volte lo fanno con crudeltà divina lasciandoci il cuore incimurrito per anni;
altre di fretta, come Gianni Bella, dimenticandosi persino le mutande tricolori,
altre ancora spariscono come in un'illusione ben riuscita del mago Copperfield.
Ci sta bene.
Così impariamo a tenere la lingua al caldo.
Ma possibile?
L'amore eterno ce l'hanno raccontato i poeti,
ma quando la vita media era di trenta anni.
Adesso
che campiamo ben oltre i settanta,
abbiamo un esubero di quaranta.
Li vogliamo passare tutti nel gorgo?
Strappandoci
i capelli a mazzi come nei drammi russi?
Basta saperlo.
La felicità va attesa e non pretesa...
ca custa lon ca custa
[costi quello che costi].
Com'è che dicevano in Stand by Me?
«Le cose più importanti sono le più difficili da
dire perché le parole le rimpiccioliscono.»
E allora zitte.
Sttt! Come sarà lo scopriremo solo vivendo. Se siete delle
fidanzate tormentate
o peggio ancora delle mogli intristite
ecco il consiglio di mia nonna:
«A volte per il bene della coppia bisogna mordere l'aglio e dire che è dolce».
Una volta pensavo fosse un brutto insegnamento ma
adesso penso l'esatto contrario.
Per far durare l'amore
bisogna usare il buonsenso.
Tacere quando è il momento,
lasciar correre,
chiudere gli occhi
e aspettare che passi la
bufera.

Tratto da "Sola come una gamba di sedano",
Luciana Littizzetto, ed. Mondadori.

giovedì, giugno 04, 2009

Zucchine tonde ripiene dell'orto fatte dalla mia Mamma..

E tra mille dolciumi.. veniamo a qualcosa di salato, tanto raro da vedere in questa lande, nè?! ;o) Questa non è opera mia, ma fotografata perchè proprio carina: trattasi delle prime zucchine rotonde del nostro orto, rapite e farcite da mia mamma, e fotografate al volo un attimo prima di essere prontamente azzannate!! La ricetta viene da "Cucina Moderna" di questo mese.. di cui mia mamma è abbastanza una affezionata, saltuaria, ma sì.. E ospitandola con la sua ricettina colgo l'occasione di farle anche qui gli auguri , così si gasa.. ^.^ perchè oggi compie gli anni! 44 suonati! E anche il mio regalo per lei è stato, non tutto (ma buona parte), a tema mooooolto cuciniero, anche se lei non è molto appassionata in realtà eh.. ma ha quegli slanci dal nulla, vedi le zucchine, una tantum, che quasi commuovono.. ;o)) Quindi con le nuove padelle serie e super-antiaderenti della Bialetti e tutto il set in bamboo di utensili e il libricino sulle torte salate (finger crossed.. sembra che ci si stia lentamente appassionando! E io ho subito agito a tema.. nella speranza di esserne beneficiaria..) e tutto il resto.. direi che in caso di prossimi slanci salati, (poco poco istigati dalla figlia, eh!! ^.^) la assumerò al volo per l'angolo salato del blogghettino.. che, ammetto, sul salato è proprio carente..


Ingredienti:
[per 4 persone]


4 Zucchine tonde
160 gr di ricotta
(la ricetta prevedeva la stessa quantità di robiola)
100 gr prosciutto cotto in una sola fetta: tagliato a
dadini piccoli
2 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
4 uova
20 gr burro
sale e pepe q.b.
Timo al limone
(la ricetta originale prevedeva invece la maggiorana)

Lavare le zucchine, tagliare le calotte e svuotarle delicatamente con uno scavino, facendo attenzione a non romperle. Cuocere le zucchine e calotte a vapore per 10 minuti, poi farle intiepidire. Tagliare il prosciutto a dadini, spalmare l'interno delle zucchine con la ricotta (oppure la robiola prevista dalla ricetta su Cucina Moderna!), quindi distribuire i dadini di prosciutto cotto sul fondo e le pareti, facendoli aderire bene al formaggio. Sgusciare le uova e metterne uno in ogni zucchina, salare, pepare e cospargere tutto con il parmigiano e completare con il burro a fiocchetti.

P.s.: suggerimento azzeccato della rivista: sgusciare le uova direttamente in un mestolino, così riuscirete a versarle nelle zucchine senza rompere il tuorlo!
Sistemare le zucchine in una pirofila insieme alle calotte e cuocerle in forno a 200°C per 20 minuti circa, nella parte bassa del forno, proteggendo la superficie con un foglio di alluminio, per non far scurire troppo le uova. Togliere la pirofila dal forno, lasciare riposare le zucchine per pochi istanti e guarnire con qualche fogliolina di timo al limone (la ricetta prevedeva la maggiorana!).


Auguri Mummy!! ;o)

giovedì, maggio 28, 2009

Una sorpresa FabDOlosa ^----^ [e dei muffin altrettando FabDOlosi eh!]

Beh beh beh..
oggi rientro in casa e mi trovo un pacco sul letto..
grosso anche!
Bah..
cuuuus'è?!??
Apro...

Una pazza!!
La mia Dodoinaaaaaa!!



Fiorellini, libricini, letterine, ricettine, mollettine, caramelline..! Di tutto di piùùù! Saltava sempre fuori qualcosa!!! Un architetto non ce l'avrebbe fatta a incastrare tutto sto ben di Dio in qualche centimetro meglio eh!!
Persino un fantastico stampo per speculoos che cercavo da taaaaaanto tempo.. ^.^


E taaaaanto..
ma taaaaaaaaaaaanto..
ma proprio taaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaantissimo soulfood!
;o)))


Niente, siccome le emozioni e le sorprese non si trasmettono via blog.. vi lascio solo immaginare la sorpresa beeeellabellabella che è stata,
you've made my day Dodouzzolina mia!!
Anche gli stickers della Billa.. che due donnine fabDOlose.. ^---^

Grazie ancora Donatella adoratina mia!

E in postilla, questi qui sopra sono i muffin, o meglio, i sopravvissuti (che ne son venuti una marea e ne ho già magnati e fatti magnà un'ulteriore marea!) che proprio ieri, matupppppènza, ho scopiazzato dal tuo blogghettino, di una sciolglievolezza quasi Lindt d'or.. ;-DDD
Quasi più tortine paradiso mignon che muffin!
Superapprovate da me, ma da tutti quelli che oggi se li son passati, anche ;))
Per ora ve la linko direttamente da Do,
poi magari con più calma ve la trascriverò per comodità! ^.^

Ancora una volta grazie Do,
schatje mio,
nonché tanti kusje!!
[schcusasssse eventuali accordi di genere e / o numero fuori posto!.. che co' l'olandese siam indietrino sa.. ;-DD ]

martedì, maggio 26, 2009

Frollini con scaglie di cioccolato alla Elisabetta Tiveron.. alla.. Disney!

Molto molto fiera dei miei stampini bimbinamente Disneyosi..
ho deciso di sfoggiarli con una ricettina che mi ispirava proprio per semplicità!
Trattasi quindi di un fantastico scopiazzamento spudorato di una ricettuola di Elisabetta Tiveron, che trovate qui..
E, come sospettato, supervelocissima nell'esecuzione, e risultato davvero soddisfacente! ^.^
Poche volte viste dosi così perfette perfettissime! ;))
Ve la riporto giusto per comodità, con le pochissime varianti che ho applicato, tra parentesi.. :

Ingredienti:
(per quanto mi riguarda ne sono risulati 30 biscottini più una crostatina mini a forma di cuore, che per ora non ho fotografato, se poi mi ricordo.. la allego anche quella!)

250 gr farina 00
100 gr burro molto morbido
70 gr zucchero semolato
(io ho utilizzato quello a velo, e unica cosa che farò la prossima che sicurosicurosicuro li rifarò: aggiungero un pochino di zucchero)
1 uovo
50 gr cioccolato fondente al 70 % tritato grossolanamente
1 cucchiaio di vaniglia liquida
(io ho utilizzato un cucchiaino di bacca di vaniglia naturale in polvere)
1/2 bustina di lievito per dolci
(io ne ho utilizzati 2 cucchiaini scarsi perchè volevo essere sicura che mantenessero la forma..)

Preriscaldare il forno a 170°C statico (Elisabetta suggerisce: 175° gas o 160° col forno ventilato).
In una ciotola lavorare a crema il burro con lo zucchero. Unire gli altri ingredienti, impastando a mano e lasciando per ultimo il cioccolato, da lavorare il meno possibile.
Stendere l'impasto piuttosto spesso (qualche millimetro!) e formare i vostri biscottini con la forma che preferite (Elisabetta ad esempio li fa con la rotella dentellata da tortellino, per intendersi, a quadretti e rettangoli e son molto carini!)
Io qui ho fatto un passaggio facoltativo: li ho lasciati riposare già formati un pochino in frigo, ma solo per essere sicura che mantenessero le faccine ben benino.. ^.^
Cuocere su una teglia foderata di carta da forno per 10/15 minuti e voilà! Velocissimi e uno splendore!

martedì, maggio 19, 2009

L'associazione Banana et Vaniglia..

A me..
me pia(s)ce!!
^.^

Quindi, siccome volavolavolavolavolalllll'Ape Maiaaaaaaa..
o meglio, volo io e devo ancora trovare il tempo per organizzarmi dopo un viaggettino, perchè spignattare spignatto.. ma va sempre a finire in un modo o nell'altro che non fotografo!!

Vi faccio fare un viaggettino sull'ala dell'aereo anche a voi,
magnandoci un gelatino [e relativa fotina] d'archivio..
Ovvero quello più riuscito, finora, da quando ho la gelatiera (l'estate scorsa!):
o anche solo quello che ormai faccio a occhi chiusi perchè bene o male vien sempre..
effetto copertina di Linus forse? Può esse'! ;)
Inauguriamo così virtualmente l'estate che ci dà che ci dà.. coi duemila gradi che ci sta portando col mesetto d'anticipo!
Gelato alla Banana e Vaniglia
[dal ricettario della mia gelatiera!]

2 banane
300 ml di acqua
150 gr di zucchero
1/2 limone: succo
100 gr di panna fresca
essenza di vaniglia naturale
(oppure, semini di una bacca di vaniglia)
pizzichino di sale

[Facoltativo: poco zucchero o miele per montare la panna]

Frullare le banane, aggiungere quindi lo sciroppo di zucchero preparato precedentemente [sciogliendo sul fuoco, finchè completamente sciolti i 150 gr di zucchero nei 300 ml di acqua. lasciato poi raffreddare completamente], il succo di limone l'estratto di vaniglia e il pizzichino di sale.
Incorporare la panna, dopo averla montata con un po' di zucchero, oppure miele (direi facoltativo, ma per quanto mi riguarda il miele, un pochino, ho provato, ci sta bene!).
Versare quidi il tutto nella gelatiera e lasciare mantecare... di solito con la gelatiera sono sufficienti una ventina di minuti.

Enjoy! ;o))

Vi metto anche i suggerimenti, che personalmente però non ho mai applicato della ricetta originale..

Per la guarnizione:

200 gr fragole
1 banana
1 arancia
1 cucchiaio di zucchero
1 bicchierino di acquavite di lampone
ciliegie sciroppate

Sbucciare l'arancia, togliere la pellicola e tagliare a dadini. Tagliare la banana a rondelle e spruzzare con un po' di succo di limone. Unire le fragole e mescolare il tutto con lo zucchero e l'acquavite di lamponi. Lasciare macerare qualche minuto. Preparare quindi delle coppe con frutta mista e gelato a strati alterni (un cucchiaio di frutta, uno di gelato..e così via!) lasciando per ultimo il gelato. Versare su ogni coppa un po' di acquavite di lamponi e guarnire con ciliegie sciroppate...

giovedì, maggio 07, 2009

Nel Regno di Epiland [anche se ad arrivare è la BELLA stagione.. a quanto pare..forse..!]


Nel Regno di Epiland

Rassegniamoci. La brutta stagione arriva sempre. Si
spatasciano i cachi, marciscono nei boschi le castagne,
ribollono i tini rallegrando le anime (ma quando mai)...
E la donna del Duemila? Lei, che vuole volteggiare
sull'abisso del suo essere femmina e donna a tutti i costi, in
autunno può smettere finalmente di strapparsi i peli o
deve continuare a frequentare il meraviglioso mondo di
Epiland? Son problemi. Anche se abbiamo già ritirato in
naftalina la mini giropassera, dobbiamo continuare la
tortura? E dico tortura a dispetto di quelli che sostengono
che la ceretta non faccia male. Certo. Bruciarsi i peli
col kerosene fa molto più male. C'è chi dice addirittura
che il pelo sia una cosa molto naturale e femminile.
Come l'imene. Grazie. Però il pelo invece di sparire cresce.
Se io non mi sto dietro, sulle cosce mi spunta un prato
verde. La mattina mi sveglio con la rugiada! E poi a
casa da sola non me la faccio la ceretta, perché tanto so
come va a finire. Metterla la metto, ma toglierla... ciao!
Mission: impossible! Mi tengo 'sti fuseaux marron glacé e
aspetto che si sciolgano come i ghiacciai d'alta quota.
Una soluzione molto pratica a questo punto potrebbe
essere andare in bici a occhi chiusi. È un attimo rasparsi
fino alle caviglie e, poi, tolte le croste, tolto tutto. Oppure
puoi provare con la depilazione definitiva. Però ci
vuole un sacco di tempo. Una mia amica l'ha fatta. Ci
ha messo tre anni. Adesso non ci ha più un pelo sulle
cosce... ma ci ha una barba!
Pare persino che i peli siano lunatici. Che crescano
seguendo le lune. Quindi bisognerebbe stare attente. Fare
un paio di conti. Allora pensavo: ma se vanno a lune, ci
avranno pure qualcosa a che fare coi segni zodiacali.
Donna leone? Ci ha il crinierone: Donna pesci? Fortunata.
Ci ha le squame. E donna toro? Ci ha le corna. Beh.
Purtroppo quelle se le tiene. Non c'è ceretta che tenga.


Luciana Littizzetto, da "Sola come una gamba di sedano"

domenica, maggio 03, 2009

Le finte Peschine all'Alchermes... diventate ormai ricetta di famiglia ;))

Eh sì.. questa ricettina è ormai diventata quasi di famiglia! Consolidata, quasi infallibile, e pronta a subire ogni variante del momento.. E poi veloce e regalabile!! ^.^ Quindi perfetta per ogni invito dell'ultimo minuto da amici, parenti ecc ecc.. infatti fa sempre furore e tutto il parentado ormai ha richiesto (e ottenuto!) la ricettuola..

Il tutto dovuto alla ricetta scopiazzata ormai un paio di annetti fa, mi sa, dalla mia Maestra Zen. preferita.. o meglio Saretta ^.^, che adesso non ha più il blog ma alla quale ho ben modo di dare tutta la paternità della goduria! O maternità..?! Bah.. insomma, fatto sta, da lei l'ho scopiazzata e la ringrazio anche qui! ;o))
Ecco a voi..

[Ricetta dimezzata, ne risultano circa 20/25 peschine mignon:]

250 gr di farina 00

100 gr di zucchero semolato

1 uovo intero

50 gr di burro fuso

Pizzico di sale

Qualche cucchiaio di latte

Mezza bustina di lievito per dolci

Estratto naturale di vaniglia

(o vanillina, se non lo avete..)

Per guarnire:

Zucchero semolato q.b.

Alchermes q.b.

Cioccolato fuso, oppure crema di nocciole

(ma anche marmellata, o crema, a seconda dei gusti insomma ^.^!)


Accendere il forno a 180°C.

In una ciotola: amalgamare gli ingredienti secchi (farina, zucchero, lievito per dolci, vaniglia, pizzico di sale) e farne una fontana. All’interno del buchetto unire gli ingredienti liquidi: l’uovo intero (magari leggermente sbattuto), il burro (precedentemente fuso a bagnomaria e lasciato intiepidire) e cominciare ad amalgamare con un cucchiaio di legno velocemente: a questo punto aggiungere qualche cucchiaiata di latte… regolatevi con la consistenza per capire quanti! Considerate che la ricetta originale prevede parecchio più latte.. ma sarà perché io utilizzo le uova delle galline della nonna, quindi ruspanti e gigantine ;o), ho capito che in realtà di norma ne serve proprio pochino, giusto quello necessario per raggiungere, a questo punto lavorando l’impasto con le mani, una consistenza soda, ma morbidina, un pochino di più di una pasta frolla, per intendersi..

Formare quindi subito le palline con le mani, la dimensione la potete decidere a seconda dei vostri gusti: di norma sono grandine, quasi come un paninetto, ma ultimamente io preferisco farle più piccole, a mo’ di pasticcino.. a voi la scelta! Io li ho fatti quindi grandi come un piccolo bacio di dama circa.. Adagiarli su una placca ricoperta con un foglio di carta forno, un pochino distanziati e infornare a 170/180°C per una decina di minuti, o comunque finché proprio leggermente dorati.

La farcia:

Togliere quindi dal forno e tuffare quindi velocemente, uno alla volta e ancora caldi, in una ciotolina con un pochino di Alchermes (io l’ho diluito con qualche cucchiaio di acqua, perché per il mio gusto risulterebbero altrimenti troppo forti: da lì il colore rosino e non rosso intenso) e subito dopo rotolare in un piattino cosparso di zucchero semolato.

A questo punto accoppiare a due a due e farcire, con l’aiuto di un cucchiaino, con la cioccolata (o quello che più vi piace: creme o marmellate ci staranno comunque benone!).

Lasciare asciugare qualche ora e papparsele..

;o))

domenica, aprile 26, 2009

Biscottini glassati con la ricetta della mia Nonna.. ^-^

Cominciamo con una ricetta fondamentale nella mia famiglia! I biscottini alla fecola di mia nonna..
Che lei fa sempre a Carnevale, però io li assunti da tempo come jolly per qualsiasi esperimento.. glasse comprese! So che non ci si sbaglia e sperimento le varianti..
Questa volta con le glasse colorate!
^.^

Ingredienti:
300 gr farina 00
200 gr fecola
175 gr burro
1 uovo intero
2 tuorli
4 grammi lievito per dolci
(mezzo cucchiaino)
200 gr zucchero
(io uso quasi sempre zucchero a velo)
Se vi piace: qualche aroma naturale
[mia nonna usa sempre l'anice, io quasi sempre l'estratto di vaniglia]
Se necessari: qualche cucchiaio di latte
Procedere con la vostra procedura preferita per fare una frolla: io personalmente seguo, quasi sempre ormai, il metodo alla Gennarino. Se necessitate di altri liquidi, perchè non riuscite a compattare la pasta frolla.. non so, magari perchè le vostre uova non son quelle delle galline di mia nonna (quindi non ruspantemente gigantine! ^.^), usate pochi cucchiai di latte, e lavorate velocemente come le normali frolle! Poi lasciate riposare in frigo almeno almeno (!) un'oretta.. considerate che è un impasto piuttosto burroso e fecoloso, insomma.Poi formate i biscottini dello spessore che preferite e trasferiteli nella teglia imburrata e ricoperta di carta da forno(con queste dosi verranno più teglie: io, infatti, molto spesso decido di congelare una parte di frolla per fare poi altri biscottini quando mi capita, o come base da crostate!).
[ Passaggio facoltativo: io a questo punto di solito lascio la teglia coi biscottini almeno una decina di minuti in frigo, in modo tale da compattare l'impasto stesso.. perchè così i biscottini , essendo burrosi, mantengono meglio la loro forma, mi pare. Ma non è indispensabile, insomma! ]
Mettere in forno preriscaldato sui 170°C e cuocere una decina di minuti... ma controllate ogni pochi minuti, perchè molto dipende dallo spessore in cui li avrete sagomati: ad ogni modo attenzione perchè devono essere appena appena dorati, e se sottili si possono magari bruciacchiare facilmente! ;o))
Lasciare raffreddare.
A questo punto preparare la glassa all'acqua:

Glassa:
100 gr di zucchero a velo
pochissime gocce di acque tiepida
qualche goccia di colorante alimentare liquido
(nel mio caso giallo, verde e rosso)
Codettine, zuccherini:decorazioni a piacere...
Nel mio caso: dividere lo zucchero a velo in piccole ciotoline (nel mio caso 3). In ognuna di queste mettere una goccia di acqua tiepida e una o due gocce di colorante alimentare e mescolare con un cucchiaino. Avrete così ottenuto velocissimamente delle glasse colorate!! Regolatevi di consistenza e intensità di colore che desiderate... et voilà! Mettetevi all'opera con la fantasia!A questo punto con codette colorate, zuccherini, anicini, o quello che più vi piace decorate i biscottini. Lasciateli quindi asciugare completamente e... mangiateveli TUTTI!! ^.^
O regalateli a chi vi pare! ;o)) Apprezzeranno..

domenica, aprile 19, 2009

A volte ritornano.. : dopo secoli un po' di cupcakes e biscottini per voi! ^.^

Ho pensato che tutto sommato questo mio blogghino mi manca..
E quando mi capita di scoprire o avere qualcosina che voglio condividere con voi, che sian cibo, parole, musica, dolcezze o incazzatudini, insomma vita e tutto e il contrario di tutto come son un po' io...
il cioccolato e il profumo della vaniglia rimangono tutto sommato ancora oggi lì a consolarmi! ^.^
Quindi...
Un baciottolo a tutte le mie conoscenze blogghettare, che, nonostante la lunghissima latitanza, ancora ogni tanto mi nominavano l'abbandonato Cioccovaniglia! ;o))
Forse forse forse la Vanigliozza piccola Ali ha voglia di tornare e non seguire più solo silente tutti i blog vostri supergolosoni, ma, quando capiterà, senza costanza predefinita, ma tempo, voglia e lunaticaggine permettendo,.. in sordina e quatta quatta ricominciare a partecipare attivamente a questo mondo di personcine appassionate di cibo per la panza, come di cibo per l'anima!

Rimando le ricettine a fra qualche giorno con calma!

venerdì, agosto 24, 2007

Crostata di ricotta e cioccolato

Questa è una crostata che mi piace particolarmente, quest'anno non credo di averla fatta prima dell'altro giorno, ma l'anno scorso l'ho fatta varie volte, con vari cioccolati o versioni diverse di frolla.
E' una ricettina a cui sono particolarmente legata perchè... è un po' colpa sua se son capitata totalmente per caso in questo fantastico pazzo mondo blog! L'anno scorso volevo fare una crostata con ricotta e cioccolato.. et voilà: google mi ha aperto un mondo facendomi scoprire la fantastica Fiordizucca che in quei giorni aveva postato una crostata bellissima che aveva fatto la sua zia Cenzina, e di cui mi ero innamorata all'istante. Da lì ho cominciato a scoprire un mondo del tutto nuovo, fatto di persone appassionate e troppo simpatiche... finchè mi ci sono voluta buttare anch'io, dopo qualche mese da spettatrice! Ovviamente visto che son pazza ^-^della ricetta originale mantenuto solo l'idea, e soprattutto l'idea delle roselline, che a me piace tanto, ma le proporzioni non sono le stesse, quindi io vi metto anche le mie va...

Ingredienti:
(Per una crostata piuttosto bassa... Noi a mangiarla eravamo solo in due... e pargolino di 13 millimetri! ;-)) ... se siete più persone aumentate un po' le dosi)
(vasetto = vasetto vuoto di yogurt da 125ml)
Per la frolla:
2 tuorli
1 albume
1 vasetto di zucchero
circa 4 vasetti di farina 00
120 gr burro
1 pizzico di sale
Se necessari: qualche cucchiai di latte

Per il ripieno:
250 gr di ricotta
200 gr di cioccolato (nel mio caso al latte, ma l'ho fatta già varie volte anche con la fondente, ed è ovviamente buonissimo anche così chevvvelodicoafffà, magari se lo credete troppo amaro in quel caso aggiungete un cucchiaio di zucchero)
1 cucchiaio abbondante di cacao amaro

Facoltativo:
Una spolverata finale di zucchero a velo

Per la frolla ho seguito per la prima volta il procedimento di Gennarino, e ne sono soddisfattissima, veloce e, diciamocela tutta, godurioso... perchè a noi foodblogger pazzi averci le manine in pasta ci garba assai! ^--^
Poi ci sono le diverse scuole di pensiero, ed io in realtà finora credo di averla fatta più secondo ispirazione che secondo metodo... Ma questo metodo della sfregatura a mo' di soldo mi ha proprio convinta.
Una volta impastata la pasta frolla avvolgerla nella pellicola e lasciarla riposare in frigo per almeno mezzoretta.
Nel frattempo tagliare il cioccolato abbastanza grossolonamente. In una ciotola mescolare un attimo la ricotta con il cioccolato tagliuzzato ed aggiungere il cucchiaio di cacao.
Quando è passato un po' di tempo, togliere la frolla dal frigo e dividerla in due pezzi, diciamo che uno sarà più o meno i 2/3 (per la base), l'altro 1/3 (per le strisce e per le roselline, se vi va).
Stendere la parte per la base finchè lo spessore sarà di circa mezzo centimetro. Trasferire in una teglia ricoperta di carta da forno e bucherellare il fondo.
Riempite la pasta a frolla col composto di ricotta, cioccolato e cacao, stendendo bene aiutandovi con un cucchiaio.
Con l'altra parte di frolla formare le strisce e disporle sulla crostata, poi se vi va formate velocemente delle roselline come ho fatto io, ho altre decorazioni.
Infornate in forno preriscaldato a 180°C per 40 minuti circa, o comunque finchè la crostata sarà leggermente dorata.
Togliere dal forno, e una volta raffreddata, se volete, spolverare con poco zucchero a velo.
Detto questo:
vi saluto per qualche giorno... non so ancora in realtà quanti, ma torno a casina dopo un po' di tempo,
dove però sono internetsmunita (aaargh!),
in controtendenza alla blogsfera che sta cominciando lentamente a ripopolarsi...
Però credo di riuscire a dare una controllata alla posta, anche se non spesso come al solito, quindi mi farà comunque piacerissimo ricevere i vostri commentini cioccolatini!

;-)))
Ci sentiamo presto...
mi mancherete ASSAI, che ormai alcuni di voi mi pare di conoscerli davvero e da un sacco di tempo!
E leggiucchiarvi è una piacevolissima abitudine, che riprenderò goduriosissimamente appena torno!
Bacioooooooooooooooooni,
guardate che
VE SBACIUCCHIO TUTTE/I,
UNO A UNO!

^.^

mercoledì, agosto 22, 2007

La zia Vanigliozza annuncia: "pargole" rivoluzioni crescono...

...Giorni abbracciosi, sorrisosi o lacrimosi
- ma di gioia -
in Casa Coinqui!...

Una piccola (o un piccolo... who knows!?) rivoluzione ha BENdeciso di far capolino nelle vite dei due piccioncini di casa,
altresì detti, da me, "Romeo and Juliet",
ma d'ora in poi allora meglio detti

papiRomeo
e mamiJuliet...
^-^
Ma anche un po' nelle nostre,
perché, che vi credete... quasi quanto mami-e-papi,
la zia AliVanigliozza,
come anche le altre ziotte belle,
mica se l'aspettava una comparsata del genere!
E allora l'allegra brigata-nonchè-sorellanza-autodichiarata Coinqui, colta in questi giorni da fantasticissimo shock collettivo per la notizia, seguito all'istante da GIOIA saltellante with a capital letter,
annuncia la giunta di un bel nipotino/a :
Ema & JeanP. ...
ve vojo e ve vojamo bèèèèène!
Che anche il pargolino in arrivo sia pieno di llllllove, looooovvvve, lllllove e ammmmmooore amoooore ammmmmore come la Mamma e il Papi!
E che dalla Mami prenda le lettere e le coccole,
dal Papi i numeri e le risate,
tanto per accontentare tutti!
E visto che la zietta Ali di solito (non si fosse capito... ;-P) non lo dice con un fiore, ma con una canzone... allora cantiamocela un po', mio nipotino gia' coccolato sulla fiducia ^.^:


"...È per te che sono verdi gli alberi,
e rosa i fiocchi in maternità,
è per te che il sole brucia a luglio,
è per te tutta questa città,
è per te che sono bianchi i muri,
e la colomba vola,
è per te il 13 dicembre,
è per te la campanella a scuola,
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...
è per te che a volte piove a giugno,

è per te il sorriso degli umani,
è per te un'aranciata fresca,
è per te lo scodinzolo dei cani,
è per te il colore delle foglie,
la forma strana della nuvole,
è per te il succo delle mele,
è per te il rosso delle fragole,
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...
è per te il profumo delle stelle,
è per te il miele e la farina,
è per te il sabato nel centro,
le otto di mattina,
è per te la voce dei cantanti,
la penna dei poeti,
è per te una maglietta a righe,
è per te la chiave dei segreti,
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...
è per te il dubbio e la certezza,
la forza e la dolcezza,
è per te che il mare sa di sale,
è per te la notte di natale ,
è per te ogni cosa che c'è
ninna na ninna e... "

Jovanotti, "Per te", dall'album "Capo Horn" (1999) -

"Feto amato non ancora avuto
feto avuto mai non voluto
peso e contropeso, c'è ma,
chi ha deciso ha certo ampia visione

Stai nuotando nella sabbia
mentre ieri calpestavi mari
sorseggiando di quei sassi
respiravi fuochi vividi

Dalle oscurità della notte
ai clamori degli abissi
Pesa e Dosa poche gocce di prosa

Ampia più ampia è la tua visione
peso schiacciante sai è dover capire che
ampia, più ampia è la tua visione
porterai ogni cellula nuova a fiorire"

- Ivan Segreto, "Ampia", in "Ampia"(2007) -

"La mia ragazza è un fiore che vedo sbocciare
sulle lenzuola dell’ospedale
sul suo vestito bianco il suo viso stanco
piange gocce di rugiada
la mia ragazza è l’Africa, è calda e limpida
la mia ragazza è tutto il mondo
...e tiene in braccio il suo bambino
apre gli occhi è piccolino...

La mia ragazza è terra, è carne e sangue
dal suo seno nasce il grano
la mia ragazza è anima, spirito e preghiera
dal suo cuore nasce amore
è un raggio di sole che illumina la stanza
la mia ragazza è mia per sempre

...e tiene in braccio il mio bambino
chiude gli occhi è piccolino
e tiene in braccio il mio bambino
apre il becco è un uccellino...

Infermiere, ostetriche, pediatri e dottori
poi i re magi ed i pastori
e questo è il centro di tutto il pianeta
in cielo la stella cometa

...e tiene in braccio il suo bambino
apre gli occhi è piccolino
e tiene in braccio il mio bambino
muove le ali è un uccellino...

Sta tutto dentro ad una mano
apre le ali è già lontano...
"

- Luca Carboni, "La mia ragazza", da "Il tempo dell'Amore" (1999)

"Voglio che tu sia diverso io voglio che tu sia speciale,
voglio che tu abbia qualcosa in più della media nazionale,
spero che tu sia meglio di me e che meriti di essere lì,
e anche se non fosse poi così è così che io voglio sperare,

che tu non diventi lo specchio fedele di ogni mia banalità
ma dandomi un vetro che sia trasparente
mi aiuti ogni giorno a uscire dal niente

Perché voglio che tu sia speciale
io voglio che tu sia diverso
voglio che mi aiuti a trovare
ciò che ho paura di essermi perso

Non voglio sapere se ti piace il mare o tanto meno se sai cucinare
voglio potermi identificare non in te ma nel tuo ideale
non vorrei che tu dicessi quello che so ma quello che non so dire
so che è un gioco infantile ma lasciami immaginare
che tu sia la speranza la mia fratellanza
il sogno che ormai non ho più
e quando ho la testa chinata sul marmo
tu possa gridare e svegliare il mio sonno

Perché voglio che tu sia speciale
io voglio che tu sia diverso
voglio che mi aiuti a trovare
ciò che ho paura di essermi perso
voglio che tu sia un essere speciale"


Niccolò Fabi, "Essere speciale", in "La cura del tempo"(2003)

"Un iperbole di stelle scia giù dal cielo
degno di una straordinaria notte di un giorno qualunque
mentre dormi accanto a me
io sto così bene al punto che
non ho più pensieri e i desideri li ho già regalati a te
ma il cielo induce a fare sogni e profezie
porsi le domande a cui rispondere non sai
e nessun sogno mai potrà
svelare suoi misteri e incognite
dormi piccolo tesoro dormi che una stella veglierà.

E chissà domani come sarai
chissà se ancora ci crederai
in un futuro da difendere
se anche tu non avrai certezze
guardando il cielo iperbole di stelle
la notte di un giorno qualunque... qualunque.

Non fermarti alle apparenze guarda sempre nel profondo
una stella a volte è solamente luce ormai
ed il mondo siamo noi dovremmo noi decidere di noi
ma ognuno perso in un frenetico presente cerca una sua meta

E chissà domani come sarai
chissà se ancora ci crederai
in un futuro da difendere
se anche tu non avrai certezze
guardando il cielo iperbole di stelle
la notte di un giorno qualunque... oh baby

se anche tu non avrai certezze
guardando il cielo iperbole di stelle
la notte di un giorno qualunque... qualunque"

- Raf, "Iperbole", da "Iperbole" 2001 -

Vi dico solo questo:
Attenti voi 3 (!),
che le zie vi vogliono un sacco di bene...
E VI ROMPERANNO LE PALLE SEMPRE E COMUNQUE,
VI STRIGLIERANNO O VI COCCOLERANNO,
secondo necessità,
OVUNQUE QUESTE RIVOLUZIONI VI PORTINO!
Neofamigliola avvisata, mezza salvata...
(t'al dìghi!)
^----------------^

mercoledì, agosto 15, 2007

"Ferragosto", scritta da Samuele Bersani, musica di Sergio Cammariere

"Fai una chiave doppia della stessa porta
per qualunque cosa storta si presenterà.
Dopo aver comprato dei lucchetti nuovi per la tua finestra
puoi partire,
io sto qua.
A giocare tra le sponde,
con le pozzanghere profonde,
buttando l’amo nell’acquario
della mia fantasia.
Finisco sul pulmino dei miei vecchi ricordi,
ma il campo sportivo l’ha inghiottito l’edera.
Seguendo ancora il fiume attracco sul cartone,
e piove e mi riparo dietro ad un’edicola…
Ho della sabbia nelle tasche.
Ho delle spighe sulle calze.
E uno straniero che si fida della mia compagnia.
È stato un temporale pigro e passeggero,
il sole è su che brucia in cielo sulle tegole.
Ma non avevo visto mai un arcobaleno essere centrato in pieno da una rondine…
Come un lampione che si accende in pieno giorno
inutilmente aspetto il sasso e chi così mi spegnerà.
Con il sorriso sulla fronte,
tra le pozzanghere profonde,
rimango al largo dell’acquario
della mia fantasia."

Sergio Cammariere
, "Ferragosto", in "Sul sentiero" (2004),
testo scritto da Samuele Bersani

Come un sogno in una notte di mezza estate...inoltrata, questo "buttare l'amo nell'acquario della mia fantasia" è un modo alternativo di festeggiare insieme a voi, lavoranti o vacanzieri, blogger o non blogger, vicini o lontani,
un
Buon Ferragosto!

lunedì, agosto 13, 2007

Muffin integrali con muesli... ma col topping che recupera!


Biagio Antonacci, "Se è vero che ci sei" (1996)
Che beltà!
"Certe volte guardo il mare, questo eterno movimento, ma due occhi sono pochi per questo immenso e capisco di esser solo, e passeggio dentro il mondo, ma mi accorgo che due gambe non bastano per girarlo e rigirarlo. [...]
Certe volte guardo il cielo, i suoi misteri e le sue stelle, ma sono troppe le mie notti passate senza te per cercare di contarle"...
Sì sì ci sono, non sono in vacanza, anche se latito anch'io più del solito in questa landa desolata che è la blogsfera ad agosto... tutti in giro a mostrar le chiappe (non-più)chiare, eh, bravi!
Latito perchè ho cominciato uno stage nel bookshop di libri inglesi qui a Siena, ed abbiamo organizzato dei mini-reading con un paio di autori, quindi mi sono dedicata un po' a quello, a varie ed eventuali.
Ma cucino, cucino... un pochino! Questi sono dei muffin che ho fatto per il dolce risveglio della coinqui Ema, che mi aveva lasciata a casa sola soletta quasi una settimana, quindi per un bel ribenvenuto le ho inventato ieri questi muffin, con i Crunch, cereali della Nestlè col cioccolato, che so le piacciono molto, perchè avevo già fatto dei muffin coi Crunch per il meme di Canny di febbraio, questi finto-seri almeno nelle intenzioni, integrali... ^-^
Muffin con farina integrale e muesli, mandorle, cioccolato fondente e Crunch
Ingredienti:
(ne sono risultati 9 muffin)
(unità di misura, ancora una volta, vasetto vuoto di yogurt da 125 ml)
INGREDIENTI SOLIDI:
1 vasetto di farina 00
1 vasetto di farina integrale
1 pizzico di sale
3 cucchiai di zucchero semolato
1 1/2 cucchiaini di lievito per dolci
1 punta di cucchiaino di bicarbonato
-----
Per il topping e un po' anche nell'impasto, diciamo metà e metà:
40 gr di cioccolato fondente, tagliata grossolanamente
3 cucchiai di muesli solo di cereali e miele
una manciata di mandorle, tagliate grossolanamente a lamelle
Un paio di cucchiaiate di cereali croccanti al cioccolato Crunch
-----
INGREDIENTI LIQUIDI:
1 uovo di medie dimensioni
4 cucchiai di olio di semi di girasole
circa 15 cucchiai di latte (poi vedete, dipende molto da quanto è "integrale" la farina integrale)
Preriscaldare il forno a 150°C. In due recipienti dividere gli ingredienti liquidi da quelli solidi: ovvero, in uno setacciare le farine, il lievito, il bicarbonato, lo zucchero ed il pizzico di sale, nell'altra sbattere velocemente con una forchetta l'uovo, l'olio di semi ed il latte. Versare quindi questo composto liquido nel recipiente degli ingredienti solidi e mescolare molto velocemente, poi aggiungere circa metà del trito di muesli di cereali, cioccolato fondente, mandorle e Crunch e rimescolare per pochi secondi.
Ricoprire lo stampo da muffin con dei pirottini di carta, (oppure imburrare la muffiniera se non si hanno) e versarvi un cucchiaio d'impasto in ogni stampo, diciamo insomma a riempirlo per tre quarti. Ricoprire ogni muffin col rimanente trito di godurie varie: muesli, cioccolato, Crunch spezzettati o interi e mandorle tagliate a lamelle.
Infornare nel forno già caldo per 15-20 minuti a 150°C circa o comunque appena dorati.

venerdì, agosto 03, 2007

Le tigelle con scamorza e prosciutto crudo, altra idea da spuntino serale...

Crash test dummies, "Mmm Mmm Mmm Mmm" (1993)... mi piaceva, e mi piace, un sacco.

Ingredienti:
(ancora fino a contrordine, unità di misura=scatolino vuoto da 125 ml di yogurt)
4 scatolini di farina 00
2 scatolini latte parzialmente scremato
1 1/2 cucchiaini abbondante di sale
2 cucchiai di olio evo
1 cucchiaino di zucchero
1 cubetto di lievito di birra
Per farcirle:
io ho utilizzato della scamorza tagliata a listarelle
qualche fettina di prosciutto crudo "casalingo" tagliato grossolanamente a listarelle,
(ma le tigelle ci stanno bene anche con verdurine tagliate sottili grigliate o, in versione dolce, che credo applicherò già domani con quelle rimaste perchè so che danno grandi soddisfazioni, con marmellate o nutella.. ^-^)
[con queste proporzioni sono venute circa 25 tigelle, che sfamano direi 4 personcine mediamente affamate)
In una tazza sciogliere il panetto di lievito con il cucchiaino di zucchero nel latte intiepidito.
In una ciotola formare con la farina la classica fontana e versarvi al centro il composto di latte e lievito e l'olio extravergine di oliva. Con un cucchiaio di legno impastare velocemente, poi continuare con le mani, se necessario aggiungendo ancora un po' di farina. Aggiungere il sale ed amalgamare finchè l'impasto sarà morbido e omogeneo.
Lasciare riposare nella ciotola per almeno un'oretta in un luogo tiepido, ricoperta di uno strofinaccio umido.
Preriscaldare la padella antiaderente (servirebbe, a far le personcine serie, la tigelliera, ma io per ora le ho sempre fatte senza, e di necessità virtù, sempre, premia!), nel frattempo stendere l'impasto abbastanza sottile, diciamo poco più di un centimetro, e con un bicchiere tagliare l'impasto formando i tipici cerchietti, che andrete a cuocere, una volta calda, sulla padella.
Cuocere per circa 5 o 6 minuti per ciascun lato, o comunque finchè vi sembreranno quasi cotte (non bruciate!), poi togliere dalla padella, tagliare per la lunghezza, e ripassare sulla padella per terminare la cottura della parte interna (mmmmh, sono stata shhhpiegata??! C'ho un po' sonno e non mi vengono le parole manco a pagarle!).
Questo lo potete fare con un po' d'anticipo, poi quando volete mangiarle, ripassarle sulla padella (o inforno, se siete coraggiosi!) un paio di minuti con la scamorza ed il prosciutto crudo, nel mio caso, o con quello che più vi piace, verdurine o robe goduriose a suon di Nutella o marmellate, vedete voi... il tutto dipende dal momento, però appunto, caldine secondo me son più buone!
Io faccio spesso le tigelle, in realtà più spesso le ho fatte in veste dolce, come spuntino improvvisato e veloce che accontenta tutti, ma anche come idea da cena abbastanza leggera, come nel nostro caso sul balcone a guardarci un film, danno le loro soddisfazioni...!
Ah beh, a fare le persone serie bisognerebbe utilizzare la panna e non il latte, ma io un po' perchè non l'avevo in dispensa, un po' perchè si mantengono più leggere (e sicuramente però sono più croccantine e non morbidose come le originali!), ho inventato una variante col latte... Poi, de gustibus!

sabato, luglio 28, 2007

Sergio Cammariere, "E mi troverai"...


"Le sento passeggiare nel cuore silenziose
come le rose le rime fioriscono in te...
Mi son detto un poeta non scrive soltanto per sé
c'è qualcosa che arriva di notte e poi spinge l'inchiostro
puoi trovare un senso nascosto
una porta che si apre al confine tra sogno e realtà
Ma il futuro è già in viaggio incurante del nostro rumore
orizzonti crollati negli occhi di chi guarderà
quella luna su quel mare lontano
dove i sogni ora attendono chi liberarli potrà.
E mi troverai, se vorrai sai dove cercarmi
e mi troverai nell'azzurro al tramonto sui campi
e mi troverai dentro di te...
E ho messo le parole ad asciugare al sole
come se il vento potesse portarle da te,
ora che
comincia a farmi male la nostalgia che ho
per quello che ora rivivere non è possibile
e non dirmi poi che sarebbe lo stesso
c’è qualcosa di te che oramai è già parte di me...
E mi troverai,
se vorrai sai dove cercarmi
finché un giorno poi capirai che le cose che cerchi
le hai lasciate qua dentro di me...
Le sento passeggiare nel cuore silenziose
come le rose le rime fioriscono in te,
ora che
ho messo le parole ad asciugare al sole
come se il vento potesse portarle
da te..."

Sergio Cammariere, in "Il Pane, Il Vino E La Visione" (2006)

Allora, il caldo mi incentiva parecchio la schizofrenia... passo da momenti in cui sono amorfa, ma pure un po' frollata, a momenti di coccolìte e dolciume congenito, e i momenti del primo tipo si focalizzano su Littizzettiti e consimili vari, o in chiacchiere in msn con un neoamico troppo ridicolo a scambiarci link su youtube a suon di risate comiche .. ;-D, i momenti dolciosi invece si concentrano nella mia vena letteraria da strapazzo, libri, poesie, arte, musica, soprattutto musica sempre e comunque... E allora tergiversiamo un po' insieme con questo testo di Cammariere, che secondo me è un poeta fatto e finito, questa canzone dalla prima volta che l'ho sentita, ormai quasi un annetto fa mi sa, mi ha veramente conquistata con delle parole talmente belle, delle immagini davvero suggestive, tra le più semplici nella loro bellezza e dolcezza, sussurrate lentamente che mi viene il pelo canino come lo chiama la Fra (la pelle d'oca) e il lacrimino da insitamente sentimentalona quale alla fin fine sono e parte il viaggio mentale e chi lo ferma più...
Mi dispiace solo che radioblog non ha una versione di questa canzone, come al solito, e su youtube ce n'è solo una versione live che non rende per niente, perchè in uno studio televisivo è ben difficile ricreare l'atmosfera giusta per una canzone da piano e orchestra, ma ascoltare la versione registrata in
studio con le cuffie al volume giusto e la luna quasi piena dalla finestra di queste sere, è molto suggestivo e fa bene all'anima... e qui poi non si parla di cibo poi?! C'è il cibo della panza e il cibo dell'anima... Quindi va a finire che non siam neanche più di tanto off topic!

^-^

martedì, luglio 24, 2007

L'attacco di piadinìte


"...Togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace...",
ma soprattutto, come ricordava anche la Ietti,
in questi giorni ci sta proprio,
il "potrei ma non voglio fidarmi di te", ben diverso dal "vorrei ma non posso..."
Samuele Bersani, "Giudizi Universali" (1997), si parla di piadine, lui è il mio emiliano preferito

In questi giorni non è che non cucino, però il coraggio di accendere il forno manca... allora ho sedato gli animi delle povere coinqui reclamanti un dolce facendo 3 salami dolci in un colpo solo, ma di quello vi ho già parlato, e sperimentiamo ogni sorta di pasta collettiva con sughini improvvisati, solitamente verdurosi, oppure un paio di volte alla settimana impasto la pizza, ma solo quando ceniamo particolarmente tardi e quindi con temperature un po' più dignitose...

L'altra sera non avevo il coraggio di fare manco quello, quindi mi son detta... perchè non la risolviamo con una bella piadinata collettiva e tagliam la testa al toro?! E così fu... il risultato dell'improvvisazione repentina è stato più che soddisfacente per essere un tentativo, ma c'è ampio margine di miglioramento, soprattutto perchè per mantenere il tutto sul leggerino ho usato solo pochissimo olio, quindi niente strutto che è ciò che dà il saporino godurioso alla piadàina.
Insomma più che bene per una cenetta-spuntino estiva, tra una chiacchiera e l'altra!

Per circa 6 piadine di medie dimensioni, mediamente leggere:
(aridàje con il sempiterno barattolino vuoto di yogurt da 125 ml...
quello sarà fino a contrordine da bilancia nuova...sigh)
3 barattolini di farina 00
1 barattolino di farina 0
1 cucchiaino scarso di bicarbonato di sodio
2 cucchiai di olio evo
1 cucchiaino abbondante di sale
1 1/2 barattolino di acqua tiepida
Per farcire:
melanzane a fettine sottili grigliate
scamorza freschissima
menta
oppure:
pomodori per insalata tagliati sottili
mozzarelline fresche tagliate sottili
origano
Facoltativo: qualche foglia di insalata

Setacciare le farine in una ciotola e formare la solita fontana. Riscaldare leggermente un po' d'acqua (per me è stato sufficiente 1 1/2 barattolini di acqua). Versare nel centro della "fontana", unire il sale, l'olio evo, e, aiutandosi inizialmente con un cucchiaio di legno e poi con le proprie manine, mescolare velocemente fino a formare un impasto omogeneo e abbastanza morbido da lavorare.
Mettere la piastra sui fornelli (io ho utilizzato una bistecchiera antiaderente liscia factotum che abbiamo... se poi avete l'attrezzino apposito, tanto meglio, ma non è necessario... ci si può arrangiare alla meglio). Nel frattempo dividere l'impasto in 6 parti, che saranno grandi circa come un uovo, e cominciare a stenderle il più sottili possibili!
Io ho fatto tutto alla sveltissima e non mi son nemmeno degnata di dar loro una forma dignitosa di piadina, ma in quattro e quattro otto ho combinato delle forme poco consone... ma l'importante è il magnorum, o sbaglio?!? Poi se uno ci si mette, e voi dai che lo so che siete personcine a modo, si può dare la classica forma rotonda, ma.... Antò, faceva CAAAARDO, e c'avevo pure fame...
Poi quando la piastra si sarà riscaldata per benino, cominciare a cuocere le piadine, diciamo per 2-3 minuti per ciascun lato, finchè avete impasto, consederate che con queste dosi a me son venute 6 piadine, che hanno sfamato 4 persone, e ne è pure avanzata mezza.
Cotte le piadine, preparare il ripieno tagliando la mozzarella e la scamorza fresca a pezzettini molto sottili, come anche i pomodori e le melanzane, che dovrete in questo caso passare a grigliare per qualche minuto prima di farcire.
Ripassare quindi le piadine farcite sulla piastra una alla volta, in modo che la mozzarella in un caso e la scamorza nell'altro, si sciolgano un pochino, piegare e servire belle caldine...
E buon appetito cari! Che avrete combinato in pochissimo tempo una cenetta abbastanza leggera, senza collassare troppo dal caldo... ussignùr.

venerdì, luglio 20, 2007

Sempre del bel donnino di "Meglio cambiare, NèH??!"...

Immagine di Pietro Zazzetta, "Coppia"


Non esistono uomini perfetti. Per noi.

Ma ritorniamo alle questioni di cuore.
Siete pronti per un altra grande verità?
Bene.
Non esistono uomini perfetti.
Esistono uomini perfetti per noi.
E questo vale anche per le donne.
E' come se fossimo pezzi di un puzzle.
Se ci abbiamo una gobbetta a destra,
una gobbona a sinistra e la punta in alto,
dobbiamo trovare l'incastro con un pezzo con la gobbetta a sinistra,
possibilmente senza gobbone e magari con la punta in basso.
Facile?
Per niente.
Bisogna fare un sacco di prove.
É raro trovare al primo colpo il pezzo giusto.
Qualcuna ci riesce.
La maggior parte fa finta.
Altre ancora provano e riprovano.
Sarà che hanno un difetto di fabbricazione
oppure non si accorgono che il pezzo di puzzle che cercano da anni sta
lì,
a due centimetri dal loro naso,
nascosto dal pizzo del centrino.
Inutile farsene una colpa.
Quello che abbiamo lasciato tra pianto e strider di denti non era un cretino,
egoista,
lurido scarafaggio.
Magari a ben guardare lo era anche.
Ma prima di tutto era un boy che non andava bene per noi.
Ci abbiamo provato.
Si ricomincia.
Palla al centro.
Vogliamo mica strapparci i capelli a ciuffi come Clitennestra al culmine della tragedia?
Va be' che adesso vanno di moda le estencion,
ma francamente non mi sembra il caso.
E comunque tutto questo sperimentare
non è mica così faticoso come picconare il carbone in miniera.
Ha i suoi bei lati positivi.
Si conosce gente,
si passa il tempo,
ci si trita il cuore e ci si rompe le corna.
Ma si va avanti.
E si vive,
porca miseria.
Io li detesto quelli che hanno così paura della vita che campano
criticando quello che fanno gli altri,
stando immobili come pezzi di dolomite.
Neanche di iceberg,
perché quello ogni tanto per via delle correnti si muove.
Non so se vi è mai capitato.
Sono coppie dall'amore decrepito che passano il loro inutile tempo sparlando.
Non vedono l'ora che qualcosa agli altri vada storto,
almeno hanno argomenti.
No, grazie.
Preferite vivere.
E se sbagliate,
consolatevi.
Sta scritto che
«ogni nuova fede nasce da un'eresia».

Tratto da Luciana Littizzetto, "Sola come un gambo di sedano", Mondadori, 2001

giovedì, luglio 19, 2007

Benigni in piazza a leggere Dante... !

Il caldo mi rallenta la voglia di cucinare, la fame (a parte l'urgenza di cioccolato!), la verve e pure i post più del solito!
Calùùùùùùùùr, immenso calùr.
Allora: 1) Virgilio è di Mantova;
2) la prima volta che Benigni ha recitato la Divina Commedia, circa venti anni fa, era nella mia facoltà;
3) il Babbo Monte (dei Paschi) per una volta ha offerto per tutti... quindi gratis invece che 45 euri e passa delle altre città (infatti mai vista così tanta gente a Siena, manco per il Palio, che è tutto dire!),
-> ERGO:
... Domenica scorsa sono stata in Piazza del Campo a vedere Roberto Benigni, non potevo perdermi un'occasione del genere: un omino che unisce comicità e poesia.
Io ho fatto solamente delle foto, ve ne spiaccico qualcuna, ero sotto al palco e troppo estasiata per mettermi a fare dei video, ma oggi ne hanno pubblicati un paio di Siena su youtube, mica vi crediate abbia parlato solo di Dante e del quinto canto dell'Inferno, ce n'era per tutti, politica in primis (e si è concentrato su Casini il che mi pareva strano, poi il giorno dopo ho scoperto che Casini era nel pubblico! Matupppènza...), poi amore, amicizia, bene e male... insomma quello che avevo bisogno e voglia di sentire dopo una mattina con stato d'animo burrascoso:



Poscia ch’io ebbi ’l mio dottore udito
nomar le donne antiche e ’ cavalieri,
pietà mi giunse, e fui quasi smarrito.
I’ cominciai: "Poeta, volontieri
parlerei a quei due che ’nsieme vanno,
e paion sì al vento esser leggeri".
Ed elli a me: "Vedrai quando saranno
più presso a noi; e tu allor li priega
per quello amor che i mena, ed ei verranno".
Sì tosto come il vento a noi li piega,
mossi la voce: "O anime affannate,
venite a noi parlar, s’altri nol niega!".
Quali colombe dal disio chiamate
con l’ali alzate e ferme al dolce nido
vegnon per l’aere, dal voler portate;
cotali uscir de la schiera ov’ è Dido,
a noi venendo per l’aere maligno,
sì forte fu l’affettüoso grido.
"O animal grazïoso e benigno
che visitando vai per l’aere perso
noi che tignemmo il mondo di sanguigno,
se fosse amico il re de l’universo,
noi pregheremmo lui de la tua pace,
poi c’hai pietà del nostro mal perverso.
Di quel che udire e che parlar vi piace,
noi udiremo e parleremo a voi,
mentre che ’l vento, come fa, ci tace.
Siede la terra dove nata fui
su la marina dove ’l Po discende
per aver pace co’ seguaci sui.

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,

prese costui de la bella persona

che mi fu tolta; e ’l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Amor condusse noi ad una morte.

Caina attende chi a vita ci spense".
Queste parole da lor ci fuor porte.
Quand’ io intesi quell’ anime offense,
china’ il viso, e tanto il tenni basso,
fin che ’l poeta mi disse: "Che pense?".
Quando rispuosi, cominciai: "Oh lasso,
quanti dolci pensier, quanto disio
menò costoro al doloroso passo!".
Poi mi rivolsi a loro e parla’ io,
e cominciai: "Francesca, i tuoi martìri
a lagrimar mi fanno tristo e pio.
Ma dimmi: al tempo d’i dolci sospiri,
a che e come concedette amore
che conosceste i dubbiosi disiri?".
E quella a me: "Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria; e ciò sa ’l tuo dottore.
Ma s’a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
dirò come colui che piange e dice.
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disïato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ’l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante".
Mentre che l’uno spirto questo disse,
l’altro piangëa; sì che di pietade
io venni men così com’ io morisse.
E caddi come corpo morto cade.

- Tratto dal 5° canto della Divina Commedia di Dante, nell'Inferno,

il canto di Paolo e Francesca -

martedì, luglio 17, 2007

Meme 4x4

Ubriaca di caldo, rispondo all'istante al richiamo mica della giungla, magari, ma della Ietti, per un memeino veloce-veloce...

4 dei miei cibi preferiti
1. Cioccolato! Non si fosse capito… soprattutto se con nocciole o direttamente gianduia
2. Lasagne di mia nonna Fènchy
3. torta delle rose sempre della Fènchy
4. pizza con mozzarella di bufala e pomodorini, sottile e croccantina e, in tema, lo devo aggiungere, il ciaccino salvaparanoia di Siena, magari della pizzeria all’angolo


4 cibi che non mangerei mai e poi mai
1. melone
2. insalata
3. cetrioli
4. coniglio
5. molluschi un po’ tutti e tanti altri, sono problematica con le consistenze, come la Tulip…


4 cose che faccio quando navigo su internet
1. leggo le mail e rispondo, se mi ricordo
2. scrivo sul blog
3. passo secoli su songmeanings/lyricsmania, youtube, wikipedia, ibs
4. leggo i miei blog preferiti e magari ne scopro qualcuno nuovo


4 impieghi che ho svolto nella vita

1. barista
2. commessa e addetta libri di testo per una libreria e per una coop, varie ed eventuali volte
3. dare lezioni di inglese e (ussignùr) matematica
4. tutor di lingue, rappresentante degli studenti di lingue
5. lavoro per l’ufficio disabili dell’università


4 films che potrei rivedere almeno altre 4 volte
1. “the hours” di Stephen Daldry
2. “La spada nella roccia”, il cartone, vale?
3. “Water” di Deepa Mehta
4. “il favoloso mondo di Amelie”


4 trasmissioni o serial TV che guardo
1. Quark, Ulisse, qualsiasi in formato documentario
2. telefilm: Grey’s anatomy, Lolle, e sìsìsì quando li mandano qualsiasi cosa scatafasciosa tipo Dawson’s creek, Felicity, o in altro senso Ally McBeal, mi manca un sacco
3. a pranzo ci cucchiamo sfottendo tutte le soap del caso
4. di solito qualsiasi telefilm abbia a che fare vagamente con medicina o biologia (da piccola a forza di Quark volevo fare la biologa o l’archeologa… mica son cambiata poi tanto)


4 posti in cui vorrei essere in questo momento
1. a casa a coccolare/farmi coccolare la mia cuginina 2enne Alessandra magari a pranzo dalla nonna Fènchy possibilmente ispirata per la sua nipotina devota (io) ^-^
2. nella piscina, proprio dentro, della mia migliore amica spersa tra i campi della padania
afosa
3. alle terme
4. in qualsiasi parte del mondo, in viaggio… magari il posto potrebbe essere: il corpo di Licia Colò, così viaggio a scrocco e bònanotte ^-^ . Ah, oggi pomeriggio poi soprattutto India


4 persone che mi farebbe piacere rispondessero a questo meme
Ma 4 che non siano in vacanza spersi chissà dove non me ne vengono… quegli altri l’han già fatto mi sa! La Dolcetta dice c'ha gli arretrati... mmmhm, Saretta, tu sei già stata agganciata??

domenica, luglio 15, 2007

"Considero valore"



Considero valore
- Erri de luca -

Considero valore ogni forma di vita,
la neve,
la fragola,
la mosca.
Considero valore il regno minerale,
l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto,
un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato,
due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente
e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua,
riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo,
accorrere a un grido,
chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord,
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo,
la clausura della monaca,
la pazienza del condannato,
qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare
e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

- Opera sull’acqua e altre poesie, Einaudi (2002) -


Credo che nella vita ci si dovrebbe impegnare per conoscerne se non tutti, almeno qualcuno di questi valori.
Poi mi fermo un attimo a pensare, leggo un giornale o accendo un secondo la tv e in un attimo capisco che spesso la parola valore non è poi così scontata.
Dopo quell'attimo quasi mi sembra un concetto assolutamente fantascientifico, lontano dalla realtà quotidiana di davvero troppe persone.
Non capisco come si possa scavalcare il valore VITA di un'altra persona.
Chi te ne dia il permesso, l'autorità, la possibilità di dormire poi comunque la notte, la possibilità di ritenerti facente parte della stessa specie a cui oggi ad esempio credo di rifiutarmi di voler appartenere.
Non capisco, e il bello è che non voglio capire, come si possa giudicare una persona come cattiva e poi comportarsi esattamente allo stesso modo.
Poi tutto il mio sistema di valori, appunto, resta totalmente intontito, atterrito, schifato, come avesse preso una gran botta di cruda e crudele realtà dopo essersi risvegliato da quel paese delle meraviglie che mi porto dietro dall'anagrafe.
Mi scuso ma per oggi un post che nulla ha a che fare con la cucina o con l'allegria, perchè sono arrabbiata. E mi sa anche schifata.
Spero di non urtare la sensibilità o le convinzioni personali o politiche di nessuno, ma poi nemmeno più di tanto perchè più che altro qui si tratta del concetto di umanità che mi vacilla, quella credo che non si divida per partiti o prese di posizione, perchè fondamentalmente mi piace credere che alla fine siamo tutti fatti di sangue, carne, ossa, grandi pregi e immensi difetti, ma tento sempre di sperare che qualcosa da salvare ci sia in ognuno di noi.
E a volte, come oggi, anche questa convinzione è obbligata a crollare sotto il peso della realtà dei fatti.
Quando poi leggo, come quasi ogni giorno faccio, la newsletter di "Nessuno tocchi Caino", contro la pena di morte, e qui ognuno può avere le sue posizioni, la mia personale a riguardo è ben definita e non si scrolla da parecchi anni, da quando mi sono approfondita la questione ed i miei dubbi con ricerche e sono arrivata alle mie conclusioni: non voglio che esista l'occhio per occhio in nessun luogo nel mondo, per nessuna ragione. E qui ognuno è libero di pensarla come vuole, ma poi credo che se approfondisse la questione un paio di dubbi se li farebbe, ma insomma non è di questo che voglio parlare.
Questa volta più che la pena, mi colpisce il crimine. E la mia attenzione si focalizza e si arrabbia su quella.
Tutto il mio mondo che mi sforzo perchè voglio credere incantato mi si annebbia quando leggo che esistono persone in grado di infettare volontariamente più di 400 bambini col virus dell'hiv.
Mi manca l'aria per più di un attimo.
Mi sembra di leggere una notizia che no, non può, non deve assolutamente essere vera, ma nemmeno possibile, in una società che pretende di essere civilizzata e progredita. Con delle persone che si ritengono per partito preso superiori agli animali. Ah sì? Io non lo so, ma sinceramente non credo che degli animali sarebbero in grado di uccidere dei loro simili con così tanta crudeltà e ripetitività, per ragioni che non capisco ma credo che non c'azzecchino niente con la fame.
Basta che la mia mente si metta un secondo a pensare a tutto il male che c'è nel mondo e so benissimo che questo non è altro che un esempio, che nel mondo esistono le guerre, la povertà estrema, che con i problemi minuscoli della nostra vita quitidiana spesso finiamo per incantonare in un angolino della testa nel tentativo disperato di allontanarli dalla possibilità che siano reali, per convincersi quasi che siano un gran brutto film. Solo della finzione.
Ma semplicemente questa notizia in particolare mi ha scosso parecchio oggi, sarà perchè ci sono di mezzo dei bambini, sarà che oggi non voglio che mi siano buttate addosso delle notizie del genere, vorrei che il mondo per un giorno andasse meno a rotoli.
Non voglio neanche lontanamente credere che esista così tanta cattiveria nel mondo, non mi rassegnerò mai all'idea e forse è per questo che spesso mi rifiuto di accendere la tv e capire quanto odio esista, oppure la accendo per poi mettere volontariamente il neurone in modalità off per far scivolare tutto il resto del mondo come non esistesse, come fosse solo una brutta invenzione fantasiosa e poco piacevole di un qualche scrittore delirante, forse un po' troppo entusiasmato da Ken Shiro da piccolo, per la verità.
Come posso pensare che una persona, anzi più di una, arrivi a compiere un atto del genere, come fa anche solo a pensarlo, dove trova le motivazioni, come fa a dormire la notte, in cosa crede, che valori ha, appunto, cosa gli è stato insegnato nella vita, ma soprattutto cosa ha imparato dalla vita? Fa davvero parte della mia stessa specie e quindi potenzialmente anche io potrei essere al suo posto? E le risposte mi sa che mi porterebbero a pensare che sì, al mondo c'è anche di peggio, tutto è possibile, un giorno potrei incontrare persone del genere, o, quel che è peggio, se mai avrò dei figli loro potranno vivere in un mondo come questo e avere a che fare con persone del genere.
Non capisco le ragioni del caso in particolare, ma anche se riuscissi a trovarle non credo arriverei mai a capirle, ma manco a prenderne atto passivamente.
Semplicemente oggi non vorrei fare parte di una specie animale, che poi non credo appunto che degli animali arriverebbero mai a tanto, con le dovute trasposizioni.
Mi accorgo che oggi non riesco a capacitarmene.
Voglio credere nel valore della vita prima di tutto, in quella che sarebbe stata per alcuni di quei bambini, che nel frattempo già se la sono vista strappare prima di viverla, nel dolore delle persone che li amavano e a quelli che ancora e da quel momento hanno invece dovuto raccogliere tutte le forze che avevano in corpo per affrontare quello che nemmeno riesco ad immaginare.
Quello che mi chiedo è con che coraggio delle persone, che magari hanno a loro volta dei figli, o anche solo dei nipoti o bambini a cui nella loro vita avranno voluto pur bene, possano non fermarsi a pensare mentre compiono, e non una volta, ma 400, un atto di una crudeltà simile, senza esitare al pensiero che quelli potrebbero essere i loro figli.
Ho bisogno di aggrapparmi davvero a quell' "uso del verbo amare" di cui parla De Luca e che evidentemente però non è poi così tanto condiviso.
Trovo quasi conforto in un suo libro che sto leggendo. Voglio credere che le persone diano ancora un peso al valore di ogni forma di vita.
Spero di riprendermi da questi cattivi pensieri con la bellezza della poesia di Dante, stasera vado a vedere Roberto Benigni che lo recita in piazza.
Basta brutta realtà per oggi.
Scusate lo sproloquio, ma oggi va così e che ci devo fare? Dobbiamo sempre leggere da un occhio e rimuovere con l'altro?

mercoledì, luglio 11, 2007

Ciambella rustica con ripieno di amaretti, ricotta e cacao


Oggi grande necessità di adrenalina, il caffè non funziona:
Scatman John con "Scatman" (1994).. che è stato uno dei miei primi tormentoni estivi, mi ricorda i primi festivalbar, le prime uscite alle fiere di paese, insomma: mi viene da ballare!

Ieri alle h 18.55.57 m'arriva un sms... chi sarà? Fra e Ema (coinqui), che dalla biblioteca hanno il coraggio di scrivere ciò (cito):
"Dì la verità, stai morendo dal caldo vero? Io e la Fra ti stiamo a fa' un cappotto... In realtà questo msg è per sapere se sei all'opera in cucina. Voglia di sboldro!"
..al che io scrivo che per fare un dolce non son mica SHPIRATA, ma che avevo pensato di impastare la pizza, ma poi non c'era nessuno che mi istigasse alla violenza e non l'avevo fatta. E se la volevano supervelox di fare uno squillo che la Mary Poppins che è in me si metteva a spignettà comunque.
h 19.14.33: "La Fra è contro i carboidrati e sai già per cosa parteggio. Quindi all'unisono DOLCE!"...
Uffiiiiii...uffiiiii...non mi viene, non c'ho voglia... Antò...fa cardooooo... Vabbeh, risoluzione: lo faccio, ma poi se viene 'na scifèz ve la magnate uguale e i piatti da lava' so tutti regali pe' voartre!
;-))) Do ut des...
Vado sul sicuro, faccio una ricettina della zia, però stravolgo tutto... va beh, mantengo la pratica...
Tiro fuori tutto, ciàpa chì ciàpa là.... grembiulino giallo della Annina, nel tascone lettore mp3 a pallissima e gnàmo! Creo...
h 19.28.21: "Ti sei SHPIRATA?"
sìììììì maledette r***********i, con Mediomaniana enfasi (ce lo diciamo sempre, non preoccupatevi, è tutto nella norma!)...
Tornano e si ritrovano sbaffata sul tavolo a raffreddarsi prima di ribaltarla la loro ciambella rustica, va bene per la colazione eh bambine, vi addolcisce il risveglio alla Mulino Bianco!?? Evidentemente sì, se quando mi sono svegliata la mattina per fare le foto all'interno sul tavolo dell'interno rimaneva quello che c'è nelle foto!! Anveeeeeeedi li licantropi so' passati!! Attila flagello di Dio proprioooooo!
;-)))))

La ricetta in teoria è di mia zia Claudia, io in realtà ho mantenuto la pratica e gli ingredienti (a parte l'aggiunta di poco cacao), ma ho cambiato un po' le dosi... sapendo di dover fare dosi "massicce" per coinquiline-licantrope: vi metto direttamente le mie:
Ingredienti:
(forever scatolino come scatolino vuoto di yogurt, da 125 ml)

impasto:
6 scatolini di farina
2 uova
1 scatolino di latte
1 scatolino di zucchero per l'impasto
1 bustina di lievito per dolci
100 gr di burro
ripieno:
200 gr amaretti (= 1 scatola)
250 gr di ricotta se possibile fresca
1/2 scatolino di zucchero
1 cucchiaio di cacao amaro (facoltativo)
1 uovo

In una ciotola sbriciolare grossolanamente gli amaretti (se, beati voi, ce l'avete, usate un mixer e polverizzateli)
Preriscaldare il forno a 180°C. Sciogliete a bagnomaria il burro e lasciate raffreaddare un po'. Imburrare ed infarinare leggermente una tortiera per ciambella.
Poi setacciare la farina, lo zucchero e lo lievito e disporlo in una ciotola a fontana. In un'altra ciotola mescolare velocemente le uova, il latte e il burro intiepidito (un po' in stile muffin, divisione ingredienti secchi ed ingredienti liquidi). Versare il composto liquido nel buco della fontana creata e lavorare velocemente con un cucchiaio di legno, poi se vedete che il composro è troppo duro, lavoratelo con le mani (ebbene sì! E' il suo bello e la sua stranezza... sarà per quello che mia zia la chiama rustica??? Mah..sono i misteri delle ricette famigliari!). In un altra ciotola mescolare la ricotta, 1 cucchiaio di cacao (facoltativo, non presente nella ricetta di mia zia), il mezzo scatolino di zucchero e gli amaretti sbriciolati.
Ora trasferire con le mani circa metà dell'impasto più o meno uniformemente (eh, si chiama rustica quindi si ha anche la licenza poetica giustificata di essere "ruspanti"!), poi disporvi sopra il ripieno preparato prima e ricoprire con il restante impasto sempre con le mani a mo' di pezza...
Poi infornate a 170°C per 40-45 min, considerando che comunque l'interno non si asciugherà del tutto perchè è presente la ricotta.
Guardate che sembrerà magari strana da fare e non il massimo da vedere, ma da magnà, ve lo assicuro, Sò SODDISFAZIONI! E risulterà anche soffice, anche se crederete che potrebbe diventare un piccolo mattoncino, invece vi stupirà con effetti speciali... va beh dai, fly down... sto a esaggerà, ma nzomma l'è bona, per colazione, ma se ve la devo dire tutta io e Sonia l'abbiamo anche utilizzata come cena-coccola con il latte caldo! Farà un po' inverno ma ci stava proprio!

LA DONNA FINOCCHIO.

Precisiamo.
Esistono al mondo donne finocchio-femmina
e donne finocchio-maschio.

Ecco.
Quest'ultimo è un caso che non ci riguarda
(chie­dete a Platinette).
La donna finocchio-femmina è spesso incinta.
Ed è un' ottima madre.
Solida e protettiva.
Devi avere pazienza se vuoi arrivarle al cuore.
Ma niente smancerie.
Tocca toglierle con calma tutte le difese,
strato dopo strato.
Non è fatta per i sentimenti focosi e le notti calienti.
Va amata cruda.
Mordicchiata un po' alla volta.
Pur essendo grassoccia,
è tosta e tonica.
Non ci ha un filo di cellulite.
Amare una donna finocchio fa bene alla salu­te.
Libera dalle scorie e non appesantisce lo stomaco.

Tratto da : Luciana Littizzetto, "La Principessa sul pisello", Mondadori, Milano, 2002

martedì, luglio 10, 2007

Ode allo sboldro* felice, giunto dalla Ietti


Riprendo il titolo usato dalla Ietti "Ode al giorno felice", quando gli ho mandato un pensierino, con una piccola ma pertinente modifica:
*dicesi a Mantova, in gergo giovanile, SBOLDRO ciò che di più goduriosamente godurioso ci sia, dolce o salato.
(ed era ora che ve ne rendessi partecipi perchè è una definizione indispensabile ormai qui in casa-coinqui, per definire desideri culinari improvvisi chiamantesi "voglia di sboldro", ecc...)

Queen, "Friends will be friends" (1986)

..."[...]It's so easy now, 'cos you got friends you can trust. Friends will be friends, When you're in need of love they give you care and attention
Friends will be friends, When you're through with life and all hope is lost
Hold out your hand 'cos friends will be friends
- right till the end"
Questo nelle foto è quello che la mia pupilla e un attimo dopo la papilla (gustativa) hanno avuto la goduria di vedere oggi a tarda ora di pranzo... quando, affondata la fauce in abbodanti conchiglie della Barilla con sughetto improvvisato stracchino, salvia e zucchine, bòno, con ciabattine di spugna e capigliatura in perfetto stile desperate housewife con due matite a raccogliere la criniera suona il citofono....
Mah??! Morosi non ne devono arrivare, le scale le hanno già pulite, chi è che bussa a questa porta?! Va Sonia e mi dice: "Boh... Ali vai tu, io non capisco cosa dice, c'è un pacco"...
Va beh, bella come una pantegana in pigiama vado giù dalle scale e chi mi becco: un corriere provolone da morire che mi fa seicento domande su abbronzatura, cosa c'è nel pacco, " 'mazza sì proprio rossa come na melanzana"... grazie, la similitudine mi alza l'autostima come non puoi capire, ma me lo dai sto pacco o te lo vuoi tenere per farti compagnia???! Ussignùr...
Finalmente sbologna il pacco e vedo che è proprio per me-sì-sì e cominciano gli..... ooooooooh, ma daaaaaaaaai, ma va lààààààààà quanto mai plurimi!
Salgo le scale, sbolognato il simpaticone, e apro il pacco sul tavolo con Sonyc: oooooooooh ohhhhhhhh... inebriante profumo di burroooo mi fa partire il neurone verso lidi anglosassoni e dico ma va lààààà, ma chi èèèèèèè..... la IETTI ???! Sgraziaaaaaaaaaaata tu ssssèi!!
Tutto questo ben di Dio mi inebria i neuroni e per un attimo non vedo che mica è finita lì: NO-NO-PROPRIOPROPRIO-NO!!
Tiro fuori tutti i pacchettini di sboldrerie e che mi becco?? Una letterina con la carta di diddl (che io ho UGUALO UGUALOOOO! Mi sento a casa...), un segralibro a grande graffetta con un bel micione obesone come il mio Gingy, e anche lì looooooove, love, immensamente love, e una bustina superchic rossa fuego, la apro e vedo una collana, che vedete nella foto, bellissimaaaa! Ietti mi sorge la possibilità che l'abbia fatta anche quella tu con le tue manine, possibile???Ho letto il tuo livespace ieri e ho visto riferimenti in merito a tue abilità sconosciute!?? Ad ogni modo, strabilianteee! Ehmmmmm... i biscottini che vedete nelle foto sono parecchi meno di quelli arrivati, perchè nel giro di 4 secondi scarsi si è sparsa la voce ai lupi sotto forma di coinqui pronte per il caffèttino signorile con prova shortbread... BUONISSIMI:
-Mini-muffin veramente mini e maxi-bòni e maxi simpatici... vorrò comprare anch'io i pirottini mignon!! Fantasmagorici... con gocce di cioccolato e e latte di cocco!
-biscotti stile shortbread che io idolatro a mille o bianchi, o al cacao o puciati in ganache (e mica bruscoliniiiii!) al 70% di cioccolato! Svenimentooooooo...
Ietti, ti do tempo mezzo minuto per diffondermi le ricette! Qui c'erano le coinqui con coretti di "mazza, ma qui mica si frigge con l'acqua... proprio robbbba di pasticceria!"...
Come faccio io con te???!
Come ti posso ringraziare ehhhhh!??
Per aver passato del tempo a preparare con le tue manine da cuochina pazza a spignattare per me!??
GRAAAAAAZIEEEEEEEE tesora,
mi hai fatto una sorpresa bellissima, sei proprio una boncitta un monte!
(eh, sei appena tornata da gite toscane, quindi capisci!)
;-)))))))

Rimpatriate Pisane

Riassunto fotografico con A) autoscatti plurimi in stile Blair witch project, B) revival della scena di Jessica di "Viaggi di nozze" di Verdone con la banana al ristorante.. presente?
va beh, noi ci siamo limitate al bar... e C) lezione delirante di ginnastica on the beach..in questo caso più on the grass, della Fra...
dovete capire che il caldo fa brutti scherzi...
;-P

Stavolta i Cake con "Perhaps, perhaps, perhaps" (1996), fantastica cover, perchè Sonia si è messa a cantarla tra il lungofiume e i portici... e giù di coretti!
PISA: C'ero stata da piccola, poi pochi mesi fa a marzo, ma avevo visto poco per forza di cose e ci sono ritornata un'altra volta e stavolta mi è proprio piaciuta!
Sabato scorso parte dell'allegra brigata-coinqui "rincoglionite dal troppo caldo" ha fatto una gitarella a Pisa, per dare un bacino ad Heidi, nostra ex-coinquilina, donnina austriaca in arrivo, munita di fidanzato Mirko, direttamente da Vienna per prendere, la poverina!, un traghetto Livorno-SARDEGNA per due settimane..uff!!
Dopo che lei c'era venuta a trovare a marzo , le avevamo promesso che saremmo andate noi a trovarla... ma il fantastico post-it che ci ha appiccicato sul frigo con le offerte low-cost per i voli per Vienna è ancora parcheggiato lì,quindi un paio di settimane fa in msn mi ha intimato di comvincere le altre pulzelle a farci una gitarella per farci perdonare e raggiungerla per un salutino veloce... se no ce menava! Convinte almeno Fra e Sonia, siam partite, ovviamente facendo le nostre inimitabili volpate di uscire di casa in ritardo, per poi correre come pazze scatenate per quel paio di chilometri che portano da casa nostra alla stazione, ma mica due chilometri da padania, no, 2 km senesi, che sono un saliscendi assicurato che per un'antisportiva come me significano scene da risata assicurata con rantoli agonizzanti da mal di milza che ve lo raccomando! ;-)))
Ovviamente poi, mandato un sms agonizzante alla Ietti anche lei alle prese con il fantastico mondo dei ritardi delle fs, (Iettiiiiii, m'è troppo spiaciuto non esserti venuta a salutare domenica, ma ero collassante a letto con pressione raso terra e stanchezza arretrata.. gioventù assolutissimamente bruciata! AMMETTO! Perdono perdono perdonoooo con CaterinaCaselliana enfasi!), salite sul treno al pelo con la lingua a terra per l'impresa agonistica, il treno è partito con più di 20 minuti di ritardo, come è ovvio che sia, scene più che ripetute al ritorno ovviamente, ma dopo anni e anni di fs e bonus di risarcimento sono un'esperta in materia e parto assolutamente munita di cuore in pace e pace dei sensi o più che altro delle incazzature in tasca, con la consapevolezza di non sapere non solo quando arrivo, ma di solito manco quando parto, ma so' sempre dettagli! Basta partire col lettore mp3 stracarico, un bel libricino e l'immancabile rivistina di cucina, il cui acquisto è un rito prima di ogni viaggio semi-lungo con qualsiasi mezzo, a costo di perdere il treno. Stavolta mi ha ispirato la serie oro di cucina moderna di questo mese, su pomodori, melanzane e peperoni, fenomenale!
...Vaniglietta, Sonia, Fra, Heidi: sul prato dei Piazza dei Miracoli, all'ombra della Torre di Pisa e del Battistero...

Nell'attesa dell'arrivo dell'Heidina con "consorte", l'abbiamo buttata sul culinario:

- appena arrivate siamo capitate in un mercatino della frutta in una zona di Pisa particolarissima, che a Pisa proprio non sembrava di essere, dove da marito e moglie indiani troppo belli e gentilissimi abbiamo comprato, da personcine serie, pesche e banane per gli spuntini della giornata,
- seconda colazione con sfogliatina di riso alla crema e caffè macchiato, come da foto,
- ho assaggiato uno dei piatti tipici, la Focaccia con la cecina, nel localino dove, a detta di un'amica di Fra che ci studia da anni e che ce l'ha assicurato, lo fanno meglio... ma non mi ricordo il nome del posto!! [Però mi ricordo come tornarci, che è ciò che importa..;-P]. Buonissima, droga pesante quasi quanto il ciaccino di Siena;
- ho scovato per caso una gelateria fe-no-me-na-le sul lungofiume, dove ho mangiato uno dei gelati più buoni della mia vita... lì, rinfrescato il neurone col gelato, mi sono ricordata di prendere il bigliettino, sono addirittura muniti di sito:
Gusti???
io: - CREMA DI ZAFFERANO
- LIME E MENTA (vera, in tante fogliolineeee...commovente!!)
Ovviamente ho assaggiato anche quelli delle compari... ;-D
Fra: zafferano come il mio, e VANIGLIA DI TAHITI... bòòòna!
Sonia: granita al THE VERDE E MENTA, il the verde si sentiva ed era fantastico!
Li vorrò assolutamente ricreare, quando avrò regalato la gelatiera a mia mamma...

Poi abbiamo finalmente recuperato Heidi e Mirko, che dopo 11 ore di macchina di cui parecchie di coda nella zone di Mestre, ovviamente, sono arrivati e ci siamo corsi incontro con scene degne delle migliori carrambate... Mirko, sei sempre un mito: ogni volta che ci vediamo ci regala una confezione di Toffifee... inutile dire che HA CAPITO TUTTO DELLA VITA... o anche solo di chi si ritrova davanti! Cavolo, l'abbiamo sfruttato come fotografo e gli abbiam fatto manco una fotina... vabbeh, ELOGIOOOO a mille sempre e comunque, noi tifiamo lo sposalizio da mò! (E siam già giunti alla convivenza, vedi che ci prendiamo con le amorose previsioniiii! ^-^).
Heidina bella, brava e austriaca inside come sempre, ci fa sempre schiantare... la prossima volta se non veniamo noi a Vienna ce puoi ufficialmente menà!
Detto ciò, sono pure un po', oltre che patata e carota, donna ravanello, ho chiuso il cerchio...
LA DONNA RAVANELLO.

Piccola di statura,
veloce di pen­siero,
disillusa di cuore.
In qualsiasi situazione trova il modo di arrangiarsi.
È spiritosa e sagace.
Disordinata,
non ama le convenzioni
e detesta le interminabili sedute dal parrucchiere.
Per fare prima si tinge la chioma in ca­sa,
da sola,
a suon di henné.
Vista l'imperizia,
il risultato è spesso una
stravagante nuance ravanello pallido.
Gli uomini la credono fragile e indifesa,
e pensano di portar­sela a letto facilmente.
Illusi.
Basta un morso per capire quanto è forte.
Non sa cosa siano le cotte,
lei.

Tratto da : Luciana Littizzetto, "La Principessa sul pisello", Mondadori, Milano, 2002

venerdì, luglio 06, 2007

Una merendella coi controfiocchi: Brownies al cocco

Red Hot Chili Peppers, " Road trippin' " (1999), una delle pochissime dei Rhcp senza batteria...
viaggioni fisico-geografici, una delle mie preferite a tutto volume quando guido, e non vi dico quelli mentali, con sta musica che mi solletica il neurone...


Ispirata da una commistione di vocine diaboliche nel mio cervelletto, che si concentravano e gridavano vendetta su questa celestialità di Fabien, quest'altra di FrancescaV e dal libricino che mi ha regalato la Cuochè per il compleanno e mi sfoglicchio spesso, dovevo provare a fare sti benedetti BROWNIES e questa è l'invenzione che ne è saltata fuori :

Merenda a suon di BROWNIES al cioccolato fondente e cocco,
con un bel thè Twinings alla vaniglia, cocco e semi di cacao
(che c'entra poco con tutte le precedenti, ma era per spiegare il filo mentale e dare ai Cesari, mica ai Cesaroni..uh uh come son burlona di mattina presto!, in questione, ciò che spetta loro, cioè in questo caso l'istigazione alla violenza goduriosa)
Ingredienti:
(con scatolini intendo l'imperituro scatolino vuoto di yogurt da 125 ml)
200 gr cioccolato fondente
100 gr burro
2 scatolini di farina di cocco
1 scatolino di farina 00
1 scatolino di zucchero di canna equosolidale golden caster
3 uova

Preriscaldare il forno a 180°C. In un pentolino far sciogliere a bagnomaria il cioccolato ed il burro, mescolando finchè ben sciolti ed amalgameti, poi togliere dal fuoco e lasciare raffreddare qualche minuto. Nel frattempo montare in un recipiente le 3 uova con lo zucchero di canna per un paio di minuti. Aggiungere poi il cocco e mescolare ancora. Quindi aggiungere il composto di cioccolato e burro, ormai non più troppo caldo, ed incorporare bene. Infine aggiungere poca alla volta la farina setacciata e trasferire in una teglia, preferibilmente quadrata o rettangolare (io ho usato la normale tortiera tonda e ho poi tagliato a quadrotti i brownies, perchè avevo teglie rettangolari proprio piccole, e sapevo che le coinqui non avrebbero apprezzato poco abbondanza!) , ricoperto di carta da forno, cospargere magari un cucchiaino di cocco sulla superficie, che fa scena (^-^), ed infornare per 25-30 minuti, se necessario abbassando la temperatura un pochino, o comunque finchè si forma una crosticina dall'aspetto croccantino in superficie (ma l'interno deve rimanere "umidino", non troppo secco).

Appena raffreddato un po' (a parte che a me piace più caldino...
;0)) ), tagliare nei classici quadretti/rettangoli e papparsene alll'istante uno, ma anche un paio su, con una bella tazza di tè a tema, se vi va.

Detto questo, diamo inizio alle danze... o meglio alla digressione blogorroica. Forse in questa sede non si è ancora tanto percepito, mi io sono una pazza scatenata quando si parla di thé, tisane, tisanine, infusi e quant'altro... posso diventare, in realtà sono già a buona strada, un'erboristeria umana. E' una cosa degli ultimi anni, prima li snobbavo grassamente, mi ricordo bene l'unico Earl Grey che avevo bevuto, ed era in terza media in classe per parlare di cultura inglese (con i shortbread.....ahhhh!).. sì, c'ho la memoria buonissima per le minchiatelle, e allora??! E' risaputo, la frase preferita della mia migliore amica quando mi parla è "Quanti files buttati nel cesso!"..in dialetto, qui ve lo anche raffinato. Ad esempio, ora devo sfogare il tarlo che mi perseguita da un paio di giorni, una mia amica mi ha detto di avere appena comprato un infuso al marzapane buonissimo e adesso quello è già il mio domandone... 'ndo lo trovo?! Vabbeh, non tergiversiamo: insomma io un bel tè anche a Ferragosto sarei in grado di bermelo, oddio, sempre a modo mio, ma quello anche sul cucuzzolo della montagna... io li adoro caldi per l'effetto caldino alle mani che mi piace un sacco (ecco magari più sotto Natale che a Ferragosto, sì, ammetto)..., ma poi aspetto rigorosamente che siano quasi freddi per berli!

E più son strani più mi illumino d'immenso... Passo le ore nei reparti delle tisane nei supermercati, il paese dei Balocchi, vengo colta da parossismo da acquisto plurimo e in quel caso lì è una gran cosa che qui non ci sia pericolo di trovar cose strane (a parte un negozio, ma c'è di che far dei mutui... c'ho fatto solo dei regali a natale e mai più! Costano il doppio, quando va bene!), a Mantova già appena leggermente di più, ma Deo gratia che non sto a Milano o Roma... che farei stragi! (Di portafoglio, s'intende).

Insomma in questo ci stava a puntino un bel Twinings, che insieme a quelli dell'equosolidale rimangono i miei preferiti, a tema: il Voyage Baìa... c'est-à-dire vaniglia, cocco e semi di cacao, che ha un profumo celestiale, il sapore è molto meno deciso, ma apprezzo assai assai lo sforzo di metterci cose che idolatro... ^-^


LA DONNA INSALATA.
Frivola
e anche un po' superficiale,
della donna insalata ci si innamora facilmente.
Perché è la quint'essenza della femmina.
Carina,
volubile,
spensiera­ta,
capricciosa.
Ma è meglio non fidarsi...
È infedele per na­tura.
Passa da un letto all' altro
con una leggerezza invidia­bile.
Basta un po' di calore per renderla tenera.
Forse perché è una femmina con poca sostanza.
O forse perché ha scoperto che
nella vita è meglio fermare gli istanti mi­gliori
senza farsi troppe domande.
Di solito la donna insa­lata
va molto d'accordo
con la donna pomodoro.
Sono amiche per la pelle.
Di tutt' altra risma,
la donna insalata belga.
Come dire... la classe non è acqua...
L'età le ha,
sì,
imbiancato i capelli,
ma le ha donato uno charme quasi magnetico.
Sarà quel suo retrogusto amaro,
di chi ha cono­sciuto gli inganni della vita,
a renderla così desiderabile.
Tratto da : Luciana Littizzetto, "La Principessa sul pisello", Mondadori, Milano, 2002

giovedì, luglio 05, 2007

Un'altra variazione sperimentale sul tema QUINOA, perchè c'ho già preso gusto...


Jack Johnson, "No other way" (2005)... che io amo in tutte le salse possibili, quella lenta alla mattina mi fa proprio sognare e mi rilassa tanto.

Visto che sono poco ispirata per dei dolci, anche se sarei molto ispirata a fiondarci le zanne... quindi forse però oggi ci metto mano, vi raccontò velocemente un'altra variante riuscita degli esperimenti con il non-cereale del momento, di cui vi avevo parlato pochi giorni fa qui ... dove, se non la conoscete, ci sono anche un paio di link per farvi un'idea.

QUINOA CON ZUCCHINE, FUNGHI, PAPRICA E ORIGANO...con una spolveratina finale di pecorino fresco

Per 2 persone:

1 1/2 bicchiere Quinoa Real equosolidale
sale q.b.
acqua q.b.
1 scalogno
1 cucchiaio di olio evo per il soffritto e 1 a crudo a cottura ultimata
2 zucchine piccole
alcuni funghi secchi (se avete i porcini tanto meglio!)
1/2 cucchiaino paprika piccante
(era un esperimento e avevo paura di rendere tutto troppo piccante, ma in realtà lo era pochissimo, quindi si può abbondare, se piace)
1 cucchiaino di origano (di quelli seri, profumati, nel mio caso quello di casa di una coinqui!)
Facoltativo: una spolverata di pecorino fresco

Sciacquare bene la quinoa sotto acqua corrente, aiutandosi con uno scolapasta a maglie piccolissime oppure un setaccio, per eliminare la saponina, una sostanza dal sapore amarognolo.

Nel frattempo fare appassire con un cucchiaio di olio evo lo scalogno tagliato grossolanamente, poi farvi rosolare un paio di minuti i funghi secchi, precedentemente ammorbiditi in acqua, tagliati a pezzetti. Aggiungere ora le zucchine lavate e tagliate a cubetti e mescolare per un paio di minuti. Aggiungere ora la quinoa sciacquata e fare tostare un minuto, continuando a girare.

Aggiungere ora dell'acqua bollente (le istruzioni dicono di utilizzare 150 ml di acqua per 70 gr di quinoa... io sono andata ad occhio, ma assorbe abbastanza acqua, insomma ancora pentolino d'acqua sul fuoco a fiamma bassa per ogni eventuale aggiunta!). Aggiungere la paprika, magari abbondando più di quanto ho fatto io, e lasciare cuocere per circa 12 minuti, o comunque finchè la quinoa non si è "aperta" e l'acqua asciugata (a me i risotti e i cereali in generale piacciono al dente e molto asciutti, non so a voi, regolatevi secondo i vostri gusti!). Aggiungere l'origano... io ce lo piazzerei ovunque, e mescolare qualche secondo. Impiattare, aggiungendo un cucchiaio di olio evo e, se vi piace, un po' di pecorino fresco, che lascia un sapore molto delicato e secondo me può piacere molto più di quello stagionato alle persone che, come me, non amano troppo i formaggi di per sè.. (...Grana escluso...per ragioni di longobardicità insita!)

E poi, dai, era anche una scusa bell-e-bbbbbuona per spiaccicarvi un'altra donnina-verdura!


LA DONNA CIPOLLA

Pallida e decisamente fuori taglia,
sprovvista totalmente del punto vita,
piange da anni
sul­le sue miserie.
Ed è per questa tendenza alle lacrime
che molti uomini non riescono a digerirla.
Il maschio predili­ge la donna cipolla di Tropea,
meridionale,
sana e sapori­ta.
La donna cipolla patisce il freddo
e si veste a strati.
Se non si ha molto tempo a disposizione,
meglio evitare di chiederle lo spogliarello.
È tenera,
ha qualche problema di alito,
è affezionata alle sue radici
e usa da sempre lo stesso profumo.
Un filino impegnativo, per la verità.

Tratto da : Luciana Littizzetto, "La Principessa sul pisello", Mondadori, Milano, 2002

martedì, luglio 03, 2007

2 Luglio: un Palio come dì... stRRRano!



[Siccome a Siena cantante significa sempre e solo Gianna Nannini, ed ha vinto la sua contrada, ma radioblog non mi vuole sbolognare nessuna sua canzone, oggi ci spiaccichiamo i
Queen, "We are the champions"...
che in caso di vittorie ci sta sempre, poi i Queen ci stanno sempre un gran bene con qualsiasi cosa... ;-D ]

Allora, ormai non è che uno si stupisca più di niente, però...

C'ho ufficialmente un casino di contrade nel cervello.
E avviso che ho qualche annetto di arretrati, quindi questo post sfogoso sarà anche più blogorroico del solito... chiedo umilmente venia!
E siccome in questi giorni non ho avuto molto modo di cucinare qualcosina di interessante, o meglio ho cucinato, ma le solite cose veloci solo con qualche variante del momento, quantità industriali di pizza impastata dopo pranzo per cena per accontentare tutte le pulzellette, risotti fantasie, paste collettive etc etc, facciamo una digressione in tema senese.

Ieri, 2 luglio, c'è stato il primo Palio, il prossimo sarà il 16 agosto. Un Palio tra i più strrrani che io abbia mai vissuto, dal vivo, o in televisione.
Qui ad esempio c'è una cronaca molto più comprensibile della mia di quello che è successo.
Da piccola son venuta una volta sola a Siena e me la ricordo benissimo, nonostante avessi cinque anni, perchè soffrendo di vertigini, adesso un po' meno, mi han fatto salire sulla torre e ovviamente ho pianto come una disperata, incompresa come pochi, con tanto di foto comprovanti di mio padre che mi porta in braccio, e con la mia faccia sbattuta contro di lui pur di non vedere niente, per gli ultimi scalini dopo un mio rifiuto categorico, perchè già allora ero testona, e hanno avuto pure il coraggio di farmi mettere in posa col vuoto e il panorama dietro con io che ho una faccia da "mò ve devo menà?!?" notevole, peccato che quella foto ce l'abbia a casa, perchè se no ce l'avrei spiaccicata per rendere l'idea.
E mi ricordo benissimo di quando siamo scesi e io ero ingrillata come poche volte e per zittirmi mi hanno fatto scegliere una bandierina del palio... avevo scelto quella della contrada del
Drago, verde, giallo e rosa antico (mai sia che vi salti fuori che quel colore è fucsia! La sottoscritta è la regina delle occasioni di essere menata, per fortuna mai andate in porto... è che io non mi ricordo mai di essere circondata da persone con senso dell'umorismo poco elastico e molto facilmente offendibile... classico esempio di figura retorica chiamantesi eufemismo) e ci ho giocato per un sacco di tempo.
Poi vengo a Siena per immatricolarmi dopo poco meno di tre lustri e dormo più o meno nella contrada dell'
Istrice, quindi in teoria dovrei simpatizzare per quella contrada, perchè "si appartiene", senza poi tanti virgolini [cito un documentario sentito ieri "Bambini, voi non vivrete nella contrada, vivrete PER la contrada"... inquietante prospettiva, dico io] , alla contrada in cui si dorme per la prima volta a Siena.
Poi per un mesetto ho abitato in una casa vicino alla contrada del
Bruco, evabbeh.
Subito dopo mi sono trasferita in questa casa, dove ancora sto, nella contrada della
Torre... che guarda caso dopo ben 44 anni arrivo io e vince. Oooook-vaaabene.
Ieri invece la Torre nemmeno gareggiava, ma, il che è PEGGIO, gareggiava a estrazione l'
Oca, una delle loro peggiori nemiche... [ah, che, per inciso, è la contrada della Gianna Nannini nazionale], poi evito di raccontarvi cosa si combinano 365 giorni all'anno tra contradaioli delle contrade nemiche perchè non son robe degne di lords e ladys, manco medievali, per capirsi. Proprio no. Allucinanti. Uno non ci crede se non ci vive.
Al che mi sono piazzata nello spicchio di piazza del
Nicchio, sembrandomi normalmente tra i meno schizzati e pronti alla man di botte... poi dopo un pomeriggio tranquillissimo in piazza dalle 16.00 alle poco prima delle otto, quando le cose cominciano a complicarsi, felicemente confermata la loro apparente tranquillità, escono i cavalli e cominciano a posizionarsi. E si capisce che non credono proprio di vincere, son troppo tranquilli per i miei gusti. [Nonostante in città si vociferasse abbastanza il loro nome...]
Ho visto di parecchio peggio, ma insomma quasi un'oretta di preparazione perchè la
Civetta non si degna di mettersi in linea in piazza si regge parecchio meglio che davanti al televisore, rizzando il lanternino linguistico tra svagonate di turisti americani che abbozzano ipotesi psicologico-comportamentali sui cavalli non capendoci 'na mazza di quello che succede, essendo il tutto detto da altoparlanti autoctoni senesi (che anche da italiana ce ne vuole per capire la parlata a perfezione, ve lo assicuro), gente capitata a caso in piazza e che si ingegna per uscire ma ormai c'è chiusa dentro perchè han già chiuso i cancelli, e soprattutto commenti di sciùr e siùre senesi impermalositi dall'abbondanza di indegni-non-ariani-senesi nella LORO Siena, che partono con le invettive contro gli studenti, i turisti, il mondo, ma in quel particolare momento sul Palio (che è anche il nome dello stendardo, che non mi viene il nome e spero nessun senese legga mai qui perchè rischierei n'artra volta il linciaggio all'istante, che è il premio per il vincitore, ed è ogni anno creato da un artista diverso, di solito senese), secondo me davvero molto bello e colorato, uno dei più belli, secondo loro ovviamente troppo innovativo, non ci sono più le tradizioni, non ci sono più le mezze stagioni, si stava meglio quando si stava peggio, e allora pure mia nonna Fènchy se c'avesse le ruote sarebbe una bella carriola, ma vabbeh. Fatto sta.

Insomma poco dopo la partenza si capisce che sta vincendo palesemente l'Oca (a parte constatare sul campo che il fantino si gira un po' troppe volte e rallenta un tantino troppo spesso rispetto al Nicchio, che è quello subito dopo, ma teoricamente molto distanziato)... e così dalla prospettiva del mio angolo sembrava all'arrivo, poi qualche secondo dopo nella nostra fetta di piazza, quella appunto del Nicchio, ci sentiamo travolgere da un ragazzo che urla "no! Siamo noooi!" e cominciano gli abbracci, i pianti e giù di ogni... noi incredule che ci chiediamo come mai possa essere, va beh che siam lontane dal traguardo, però. Ma in effetti un secondo dopo al Municipio tirano fuori la bandiera del Nicchio e per due minuti il delirio, gente aggrappata, cori di insulti tra Nicchio e Torre contro l'Oca e giù di maremme. Yuppiduz.



Tempo proprio un paio di minuti e ancora il ribaltone. Le maremme e gli insulti comincia a ribaltarsi nel senso Oca versus Torre. Gente che si mena, gente che piagne, picco di affaroni alla telefonia mobile causa contradaioli che si chiamano per complimentarsi, insultarsi, capire cosa cavolo sia successo e perchè adesso al municipio stiano ritirando la bandiera del Nicchio e mettendo quella dell'oca.

MMMMmmMboh, dicchiù nin zò.

Assodato che vogliam tornare a casa per capire cosa sia successo, tanto c'è il canale civico di Siena che ritrasmette i 3 giri 24orealgiorno365giorniall'anno e GIURO che non sto assolutamente esagerando. Provare per credere.

Tornando a casa vediamo i torraioli con varie tipologie e gradi di incacchiamento:

A) Gente con mani nei capelli e sguardo da ebete fisso sul vuoto che piange a mo' di disgrazia, non animale domestico, No-No, proprio a livello di progenitore passato a miglior vita;

B) maremme di ogni sorta, incluso bambini di 3 anni parecchio scarsi che tirano fuori delle madonne a me del tutto sconosciute... roba che fossero miei parenti, peggio figli, gli avrei fatto un discorsino dei miei;

C) gruppi di torraiole riunite sotto le finestre al piano terra delle case per rivedere da fuori in massa in tv l'arrivo alla moviola e inveire contro la decisione della giuria.
...


Non commento ulteriormente perchè mi rendo conto che dall'esterno si possa capire ben poco, ma a viverci dopo il primo annetto in cui vedi solo l'aurea romantica delle tradizioni, cominci a capire che meccanismi psicologici ci stiano dietro a questo strano esempio di umanità che sono i ventimilaequalcosa senesi autoctoni, quanto parecchio meno romantico sia, rimanendo sicuramente affascinantissimo fin per carità, quanto di animalesco e in realtà piuttosto rabbioso ci stia dietro, quanto da casa non si sentano i fantini che "parlano" prima, quanto non si possa manco vagamente intuire quanto la sonante monetina centri più di tutto le sopraelencate messe insieme.


Siena si risveglia e vive veramente due giorni l'anno: il 2 luglio e il 16 agosto. Ma si concentra per benino pure gli altri, perchè gli altri 363 di giorni ventiquattro ore al dì sono di preparazione per quei pochi minuti di totale e frenetica irrazionalità, quando improvvisamente i senesi, tendenzialmente passivi e pesantissimamente arcilamentosi, si trasformano, ed è meglio essere preparati onde evitare.

Sarà meglio tornare alle cose più terra-terra va, verso l'orto magari, cara Litti...


LA DONNA ZUCCHINA.
Alta o bassa,
lotta sovente con pro­blemi di
cervicale
o ernie del disco.
È cresciuta storta,
col­pa della cattiva postura
e delle cattive compagnie.
Da gio­vane era un fiore.
S'è fatta sbattere
e farcire in tutti i modi,
e così è appassita presto.
Rimane una donna tenera,
ma toc­ca ammettere che non sa di tanto.
È tormentata dall' ansia
ed è costretta a ripetute visite alla toilette
per veloci pipì.
Deve tuffarsi
in un amore denso e pesante
come la pastella
per riacquistare sapore.
O friggere nell' olio.
Completa­mente panata.

Tratto da : Luciana Littizzetto, "La Principessa sul pisello", Mondadori, Milano, 2002


venerdì, giugno 29, 2007

Quinoa a mo' di risotto: con zafferano, zucchine e pomodori


Forse non tutti la conoscono, quindi partiamo con le delucidazioni del caso.
Dicesi QUINOA una pianta che è l'alimento base delle popolazioni andine, su cui se ne avete voglia potete sapere qualcosa di più tecnico qui, sulla cara wikipedina.
Ma anche qui, direttamente sul sito dell'Altromercato, dove c'è giusto giusto quella che ho utilizzato io, la trovate appunto in qualsiasi negozietto equosolidale ben fornito.
Io l'avevo sentita nominare parecchie volte, mi sono comprata a metà prezzo anche un libro veramente bellissimo di cucina equosolidale per il mio compleanno e anche lì mi sono fatta una certa cultura a riguardo... ricettine favolose sia dolci che salate con la quinoa davvero belle, però l'altro giorno volevo provarla ed avevo giusto la pausa pranzo di tempo quindi mi son detta che avrei fatto la longobardica fino in fondo e mischiato un alimento teoricamente sudamericano con una preparazione un tantino meno etnicheggiante, ma sicuramente buona perchè pluripluritestata.
Stavolta per sottofondo ci mettiamo la mia canzone preferita dell'album di James Morrison "Undiscovered", che mi piace proprio tutto, ma questa per me è particolarmente bella nella sua "tristarellezza",
"The pieces don't fit anymore" (2006)

Il risultato è stato una quinoa in perfetto stile risotto, con zafferano, zucchine e pomodori...

Ingredienti: (x 2 persone)

circa 150 gr di Quinoa Real
1 scalogno
sale fino q.b.
(io salo sempre molto poco, poi qui già c'è il condimento che insaporisce molto)
1 cucchiaio di olio per il soffrittino iniziale e 1 da mettere a crudo a cottura ultimata
1 bustina di zafferano
2 piccole zucchine
2 pomodori insalatari (perchè quelli c'erano in frigo, se avete i ciliegini tanto meglio!)
acqua q.b. (considerate che "beve" molto, quindi pentolino di acqua sul fornello alla mano)
un pochino di timo

Procedimento:
Esattamente quello del risotto.
Con l'accortezza di sciacquare bene sotto acqua corrente la quinoa prima di cuocerla, perchè contiente una sostanza detta saponina, che ha un sapore amaro, ma basta passarla appunto sotto l'acqua, magari aiutandosi con un colino o comunque qualcosa con le maglie molto piccole (perchè, almeno il mio, scolapasta ha i buchi troppo grandi) ed il gioco è fatto.
Tagliare lo scalogno e far soffriggere in una padella con un cucchiaio di olio finchè leggermente appassito, poi far cuocere per qualche minuto le zucchine tagliate a cubetti molto piccoli (se si attaccano o se non avete tempo di stare nei paraggi a girare continuamente aggiungete poca acqua).
Dopo un paio di minuti aggiungere la quinoa sciacquata e tostare per un minuto.
Poi coprire con un po' d'acqua calda (teoricamente per 70 gr di quinoa vanno 150 ml di acqua, ma io sono andata a occhio.. e secondo me se ne è "bevuta" di più) e salare q.b. (ripeto, secondo me poco, perchè già il condimento è saporito).
Aggiungere la bustina di zafferano e fare amalgamare velocemente.
Fare cuocere per 10 minuti, girando ogni tanto con un cucchiaio di legno, e poi aggiungere i pomodori tagliati grossolanamente a pezzettini e un pochino di timo e lasciare cuocere ancora 2 o 3 minuti, o comunque finchè i grani di quinoa si aprono e tutta l'acqua di cottura è stata assorbita. E poi gnamme!


LA DONNA CARCIOFO.

Capello corto, energica, pugnace, senza fronzoli, temprata dalle bufere della vita, sembra fatta solo di gomiti.
Reginetta dello stile minimal,
princi­pessa del tailleur e del décolleté tacco basso,
richiede ac­canto a sé un uomo temerario e paziente.
Che non abbia paura di pungersi.
Se spogliata della sua ispida corazza
mostra un cuore di femmina tenero e affettuoso.
Non chiedetele di depilarsi.
La sua intimità è irsuta e selvag­gia.
Cruda lascia l'amaro in bocca,
allappa i cuori degli amanti,
ma cotta al lento fuoco della passione,
con un po' d'aglio e soprattutto a testa in giù,
diventa morbida co­me burro.
Le carciofe romane sono le migliori.


Tratto da : Luciana Littizzetto, "La Principessa sul pisello", Mondadori, Milano, 2002

Su, su, tutti dalla Ietti!

Di corsa,
dai,
su,
pigroni e pigrone della blogsfera,
rimbalzate
a fare gli auguroooooni alla Gaietta!

Ietti, ti dedico un paio di videozzi...
ed una poesia che mi piace molto.
Così ti ritempri un po' lo spirito...
e ti fai un paio di risate INDI un pochino di sana ginnastica passiva, addominaliiii!
Così smaltisci già le goloserie che ti papperai oggi
(..perchè, dai, che ti prepari??!)

AUGUUUUURI TESORA,

buon compleanno!

Intanto Lui (Paolo Migone) e Lei (Geppi Cucciari)...

siam o non siam delle ladys?!

Accontentiam tutti!

;-)))




Beh... e poi...


e ricordati che...
"L'IMPORTANTE è SEMINARE"
Semina semina:
l'importante è seminare
-poco, molto, tutto-
il grano della speranza.
Semina il tuo sorriso
perché splenda intorno a te.
Semina le tue energie
per affrontare
le battaglie della vita.
Semina il tuo coraggio
per risollevare quello altrui.
Semina il tuo entusiasmo,
la tua fede,
il tuo amore.
Semina le più piccole cose,
i nonnulla.
Semina e abbi fiducia:
ogni chicco arricchirà
un piccolo angolo della terra.

- Vittorio Francione -

mercoledì, giugno 27, 2007

Dicevamo?!... ah, del Tiramisù triplo

Mi ero scordata di mettere fotine comprovanti l'allegra "brigata coinqui", mica tutte ma insomma le meglio, che si concede 'na bella gitarella domenicale alle terme giusto quel tanto per rosolarsi da brave pirlotte e squamarsi per benino.
Con facce rinco in treno da poche ore di sonno prima, con facce rintro da troppe ore di sole e zolfo poi...
ORDUNQUE dicevamo...
Che ve stavo a racconta' del tiramisù triplo.
Che poi è un tiramisù canonico... però triplamente slurposo, perchè quando ce vò ce vò
[ecco, magari spesso].

La
canzoncina di sottofondo oggi facciamo che sia degli
U2,
amatissimi dall'infanzia in poi,
"Where the streets have no name" (1987),
troppo bella e con un inizio da urlo...


TIRAMISù AL TRIPLO CIOCCOLATO
75 gr cioccolato bianco
75 gr cioccolato gianduia
75 gr cioccolato al latte con nocciole a granella
3 uova (3 tuorli + 3 albumi)
1 pizzico di sale
5 cucchiai di zucchero semolato
500 gr mascarpone (EH!?Lo so.. era un compleanno!!SshhHh!)
1 confezione da 400 gr di savoiardi
(io sono e rimango della scuola di pensiero dei Pavesini,
ma cosa deve fare una per delle coinqui??! ;-P )
3 tazzine di caffè ristretto
latte q.b
un paio di cucchiaini di cacao amaro
Procedimento:
Dai che son brava e lo riporto per onor di cronaca, però lo so che un tiramisù lo sapete fare meglio di me, brave cuochette e bravi cuochetti miei.
Montare i 3 tuorli d'uovo con i cucchiai di zucchero (c'è già "parecchio" cioccolato, quindi si può quasi quasi evitare, o comunque non abbondare troppo), poi aggiungere il mascarpone e mixare ancora finchè ne risulta una crema omogenea. Aggiungere 3 o 4 cucchiai di caffè e mescolare ancora. Tritare non troppo finemente i cioccolati (perchè, ovviamente, visto che son parecchio prevedibile, a me piace il "crocco" del cioccolato in bocca, ma se si preferisce si può tritare di più!) e aggiungerne alla crema circa 2/3 (si va a occhio.. a me piace anche un bel strato in perfetto stile "tempestato di diamanti" sopra, con poco cacao, ma regolatevi di conseguenza se preferite la superficie più cacaosa e meno cioccolatosa. Per ultima cosa amalgamare bene i 3 albumi montati a neve fermissimissima con un pizzico di sale.
Ora comporre il tutto partendo da uno strato di savoiardi imbevuti velocemente nel caffè e in un po' di latte (q.b.), poi un po' di crema e così via fino ad esaurimento della crema.
Con queste dosi a me è venuta una teglia media (che si vede nelle foto nel post precedente, se può essere d'aiuto), un'altra piccola teglia e un piatto (che si vede anche lui nella foto) fatto sul momento per essere azzannato altrettanto all'istante da coinqui ansiose e non in grado di aspettare quel tempo necessario al raffreddamento... ( ;-*).
Sopra cospargere con poco cacao amaro in polvere e SOPRATTUTTO, lì viene il bello (ma anche buono) con il resto dei 3 tipi di cioccolato supergoduriosamente slurposoooooo!
Mettere in frigo e lasciare raffreddare per un pochino di tempo, insomma finchè resistete alla tentazione dell'azzanno!

Un attimo che è il caso che vada a magnarmi un quadratino che il solo vago ricordo mi ha fatto venire un mancamento...
Uhm, sì, torniamo a fare le personcine "serie", ricomponiamoci, che è meglio. [Con PuffoQuattrocchiesca enfasi...]
Oggi si va di patata, perchè io si sappia son mezza carota e mezza patata, sia nella veste un po' pirla che in quella un po' tenace. [Però, già Danielito (Silvestri), magister vitae, disse "Aò, so' testarrrrdo, ma mica so' cojoneee", ecco, chi vuole intendere...]

LA DONNA PATATA.

La donna patata è un po' pirla.
Dicia­mocelo.
Sarà che ha la pelle sottile
e ci vuole un niente a ferirla.
Se si innamora è fritta.
O bollita.
Dipende dai mo­menti.
È una fuoriclasse in materia di cotte.
Può levarsi la pelle,
per amore.
Quando si incapriccia di un maschio si abbandona ciecamente tra le sue braccia,
si sottomette,
diventa arrendevole
ed è in grado di farsi schiacciare fi­no a ridursi a purea.
Le donne patata americana sono le più resistenti. Le puoi ferire,
disprezzare,
abbandonare.
Ma loro son tenaci.
Con un po' di luce e un po' d'acqua
sono in grado di germogliare per tutta la vita.

Tratto da : Luciana Littizzetto, "La Principessa sul pisello", Mondadori, Milano, 2002

domenica, giugno 24, 2007

[Svariati] giorni di ordinaria follia... e un tiramisù ai 3 cioccolati

... siccome che una li compie solo una volta 22 anni
[eh, un po' come tutti gli altri.. e allora??! Lasciate che mi arrampichi per benino sullo specchio e trovi le mie scuse, ohhh],
mi sono fatta un tiramisù di quelli seri,
con 3 dei miei cioccolati preferiti... dite che ho esagerato??
Ma va là...
Mica vero...
[Nell'ordine partendo dall'alto:
- 1) botta di vita altamente consigliata in caso di improvvisi cali ipoglicemici
- 2) bigliettino d'auguri disegnato in uno dei tanti momenti di art-attack da una coinqui, Ema, che ritrae la Vanigliozza esattamente qual è...foto comprovante, sfocata, a lato: perennemente con cuffie e musica, capello che vive di vita propria e pronta al ringhio facile quando una delle coinqui attenta alla vita di una torta mentre è in rilassamento da creazione... devo dare ELLA il via all'azzannata
collettiva!
- 3) la Vanigliozza con faccia da ebete che esprime il desiderio e soffia le candeline
(certo che le fotoreporter con una faccia un po' meno da 'mbecille me la potevano fà...)
- 4) la Vanigliozza in assoluta estasi da BOTTINO vero e proprio di regali... Love, love, love!!]
Questo per riassumere, con un po' di ritardo, i festaggiamenti del caso... cominciati addirittura con un paio di giorni di anticipo, domenica scorsa (17) con una bella levataccia a 5.50 a.m. per farsi una bella sfacchinata verso la stazione e prendere il treno della speranza verso le terme, queste fantastiche terme... per ustionarsi a puntino.
Poi subito la mattina dopo (18), ancora mezza stordita e in perfetto colore aragosta, rispondere al citofono che ti dice che devi farti le tue rampe di scale in pigiama e firmare per un pacco per te...
PER MEEEE??!?
Però c'è scritto che non posso aprirlo prima del 19...
Uff...che faticacce che ti toccan nella vita...
Risolvo di aprire il tutto alle 00.01.
Poi mica è finita qui:
alle 00.00.22SECONDI del 19, giorno X, ragazzi, SECONDI, la
Cuochetta adorata
già mi fa gli auguri e mi dice di passare da lei che c'è qualcosa anche lì per me...
ma per meeee!!?!??
E mi dà anche il beneplacito di aprire il pacchettino
(ovviamente io eseguo, con tanto di lacrimino per la congiunzione di emozioni:
post, regali, bigliettini, sms... Ussignùr quanti emusiùùùn!).
E ancora alla mattina dopo ci risiamo: le coinquiline che vengono in cucina appena rincaso e mi dicono "ah, ma allora ci sei... vai in camera tua...vai vai..."... va beh, vado..
ancora qualcosa PER MEEE??!?
Localizzo un bustone ciccio giallo sul mio letto...
AH Sì???!
Ma nooooooooo...
Morale: due pacchettini uno più ciccio dell'altro nel giro di due giorni: e pensare che io non gliel'avevo detto il giorno del mio compleanno alle due pulzelle in questione... (va beh, però quando c'è di mezzo una zerozerosetta come la Cuochè non c'è mai da annoiarsi!) ...
Il primo dalla mammina Damigellina d'onore... contenente la borsetta verde che si vede nella foto ed un bigliettino bellissimooooo! L'altro da monna Cuochè con una letterina di Anne Geddes troppo forte, un cd FE-NO-ME-NA-LE fatto da lei, che non si è ancora staccato dal mio hi-fi e difficilmente lo farà, due libricini Gribaudini amatissimi di Anne Wilson, uno sui brownies ed uno su idee golose da regalare, fantastici e ADDIRITTURA il primo grembiule serio della mia vita: professionalissimo della Zucchi, che si intravede come tutti gli altri regali nella foto...
GRAZIEEEEEEEEE ancora tesore,
ve l'ho già detto tante volte ma mica è abbastanza,
mi avete fatto delle sorprese davvero bellissimeeee...
che mi hanno commosso davvero tanto!
Siete troppo dolci e simpaticheee!
Poi alla sera parecchio tarda abbiamo, io e buona parte delle coinqui, pappato il suddetto tiramisù e ancora regaliiiii...
ah ma allora è un vizioooo!!
In tema, chevvelodicoaffà,
squisitamente goduriosissimo...
ovvero: uno stampo per ciambella che sapevano che mi mancava qui (perchè si sentivano palesemente in colpa per avermi fatto usare il pentolino come buco da ciambella da colazione qualche giorno fa...) e un libro di ricette di tanti chef con cosa???
L'avevo elogiato verso Natale perchè l'avevo addocchiato in giro e la Fra, ingegnera quale è, quando ci si mette, se l'è ricordato a distanza di mesi e è andata a recuperarloooo...
super-looooove!
Che coinquiline efficienti che mi ritrovo!! ;-)))
[Ma che vi credete: è un regalo interessatissimo... hanno avuto la decenza di ammetterlo sul retro del bigliettino, "Che ti credi che sia un regalo per te?? Magari sì, ma intanto noi ne godremo sicuramente"...
SAGAAAACI LE PULZELLETTE!]
P.S.:
...ehhhm, ora c'avrei un attachino da un po' di sonno... non è che posso raccontarvela un altro giorno, forse domani o giù di lì, la ricettina goduriosa?
Daaaaaai, solo per una volta! Se puede?
Ma anche sì...
buone nanne!

sabato, giugno 23, 2007

Meme di DolciRicette: Ciambella al Cioccolato-e-Vaniglia


Mika, "Lollipop"... ascoltatevela,
non so a voi,
ma a me scatta il degenero in falsetto all'istante!!

Allora... giusto giusto in corner, com'è il mio stile, arrivo tardi ma arrivo anch'io:
come non partecipare al meme per il
blogcompleanno di
Le istruzioni per partecipare si trovano qui (c'è ancora pochissimo tempo, SU!!), le ricette che partecipano ed il regolamento invece qui...
Stamattina ho sfoggiato il mio nuovo stampo per ciambelle... che mi mancava qui, perchè da brava volpona, quale indubbiamente sono, ce l'ho doppio a casa!
E' uno dei fantastici regali che ho ricevuto per il mio compleanno... di cui vi racconterò con più calma nel prossimo post perchè è stato veramente pieno di sorprese, parecchie delle quali in tema, ovviamente, godereccio!
Non sapevo quale ricetta utilizzare, ero tentata di fare il Bisulàn, che è la tipica ciambella di Mantova, ma poi ho rinunciato su consiglio, addirittura, della Nonna Fènchy in persona... che si rifiutava di darmi la ricetta perchè essendo quello un dolce tipico tradizionale, ai suoi tempi, dei contadini, era senza grassi e quindi un piccolo mattoncino... buono più che altro da "pocciare" nel vino.
E allora ho inventato di sana pianta... e cosa fare quando non ti vengono idee??
Guardi la barra superiore e ti ricordi che il tuo blog si chiama cioccolatoevaniglia...ti pare poco??!
La soluzione è più facile del pensabile:
facciamoci una bella ciambella PofficePoffice un po' al cioccolato...e un po' alla vaniglia, vah!
Ricettina:
(unità di misura: vasetto dello yogurt, da 125 ml)
3 uova (3 tuorli + 3 albumi)
3 1/2 vasetto di farina 00
100 gr burro a temperatura ambiente
1 vasetto di zucchero di canna equosolidale Golden Caster
1 bustina lievito per dolci
1 vasetto di yogurt, nel mio caso alla fragola, che dà un leggerissimo gusto fruttato
1 1/2 vasetto latte parzialmente scremato
1 pizzico di sale
per la parte di impasto alla vaniglia: 1 fialetta di aroma di vaniglia
per la parte al cioccolato: 70 gr di cioccolato al latte con granella di nocciole
Facoltativo: per guarnire, qualche quadratino di cioccolato al latte, pochissimi grammi di burro e un cucchiaino di nocciole tritate a granella.
Procedimento:
Preriscaldare il forno. In una ciotolina montare i 3 tuorli con lo zucchero e qualche cucchiaino di yogurt finchè belli spumosi. Montare con il burro finchè non rimane nessun grumo.
Unire poi il resto dello yogurt e mescolare ancora. Unire ora un poco alla volta, sempre mescolando, la farina ed il lievito setacciati ed il latte.
Unire poi all'impasto i 3 albumi montati a neve fermissima con un pizzico di sale.
A questo punto dividere l'impasto in due parti uguali e trasferire in due ciotole distinte: in una aggiungere l'aroma di vaniglia e mescolare finchè ben amalgamato.
Far sciogliere a bagnomaria il cioccolato alla granella di nocciole e, quando è appena un po' raffreddato, aggiungere all'altra parte dell'impasto e amalgamare al tutto finchè ne risulta un impasto scuto.
Imburrare ed infarinare la teglia per ciambelle e versarvi il composto a cucchiaiate alterne, in modo tale che ne risultino degli spicchi dei due gusti diversi, come si vede nelle foto.
Cuocere a 170°C per 35-40 minuti circa, o comunque finchè dorato ma non troppo (qui la prova stecchino è quasi d'obbligo).
Lasciare raffreddare qualche minuto, poi sformare e, se si vuole, guarnire con poco cioccolato bianco fuso a bagnomaria, con pochissimi grammi di burro, e cospargendo le palline ottenute con poca granella di nocciole.
Dai, come inaugurazione di un nuovo stampo non è malaccio, no??!

martedì, giugno 19, 2007

Emhmmh... la Vanigliozza oggi raggiunge la "veneranda" quota...


22!
[ ...e la torta a MEEEEEEEEE!... ]

Beh, notatemi già la postura da
"toglietemi tutto, ma non il mio... CUCCHIAINO!"...
eh,
dico,
l'imprinting si vedeva già da subito,
o no??!
Il lupo perde il pelo ragazzuole mie, il vizio quello mi sa....
meglio rinunciarci!
;-)))