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lunedì, gennaio 04, 2010

Cibovaghiamo.. e sediamoci su una nuvola!

Oh mò lè, una tantum anche eventi che fanno ben mangiare, nonchè ben sperare..
Sperando diventino sempre più una-pocum! Pochissimum!! :)
Che quando la quotidianità invece è piena di violenza anche solo verbale e rabbia spesso fondamentalmente riconducibile a ignoranza grassamaproprioobesa, per rimanere in lessico cibario, so' già soddisfazioni q.b.!
Ieri sera insomma sono stata ad un evento multiculturale.. cibi da Albania, India, Moldavia, Cina, Marocco, Nigeria, Argentina, Brasile e Italia, ma anche musica, tanti sorrisi, tante sciùre sprint, tanta sanissima cultura di conoscenza reciproca attraverso i piatti e le note e i saltelli danzerecci.
Questo è stato Cibovagando!
E speriamo sia solo l'inizio nel mantovano di una squisita "malattia" contagiosiiiiiiiissima: l'estero-filia, l'altro-filia, la cibo-filia, la culturPropriamapureAltrui-filia in generale, che anche con piccoli gesti di reciproca conoscenza come questi ci permetta di evitare un tantinello di più le etichette a-gratis e gli allarmismi magari non proprio sempre, ma fatto-sta proprio spesso altrettanto gratuiti e indiscriminati ma discriminantissimi, dilaganti.
Detto ciò in breve, passiamo dalla pomposa riflessione, che però scusatemi ma quandocevòcccccevò, in cui inevitabilmente si cade, alla sicuramente più interessante e goduriosa pratica.. E tiè! Voi siete sìsì discriminati pure, perchè voi ve le vedete solo ste godurie.. ma io me le so' magnate quasi tutte, sa??! ^.^ Una più troppo buona dell'altra, a-ri-tiè! :)
E così, mettendo tutti insieme in pratica almeno per un paio d'ore (ma possibilmente mooooolto più a lungo!) queste parole scritte in tante lingue su pannelli di stoffa, di Gibran..
(che vi riporto qui per una più subitaaaaanea comprensione, che pure questo mi sa.. CE Vò!):

Abbiamo ballato e ammirato ballare, abbiamo cantato e ascoltato cantare...

Abbiamo magnato e visto magnare!! ;))
Mantovani mangiare cum summa goduria cibi salati e dolci di mezzo mondo, cucinati amorevolissimamente da gentilissime persone normali, per una sera tramutati cuochetti ben felici di spiegare tutti gli ingredienti e i procedimenti delle preparazioni dei loro paesi d'origine.. in uno scambio totale!
Vi dico solo che a un certo punto c'erano ragazze indiane che spiegavano i balli indiani a signore albanesi e moldave, contagionando una signora brasiliana.. che a sua volta contagiava supersprint sciùre mantovanotte doc ^.^, che a sua volta lanciavano gli uomini indiani a ballare pure loro! Una malattia proooooooooooooooprio contagiosa! Altrochè suina.. parecchio meglio, speriamo che questa pandemia sia parecchio più virulentissssima, assai proprio!

Per quanto mi riguarda poi, ho confermato un'affinità elettiva ormai conclamata coi sapori marocchini (dolcini che è già la seconda volta che mangio in situazioni interculturali, a base di sesamo e mile FE-NO-ME-NA-LI, questi qui..
cous cous e tè alla menta in primis) e scoperto quella moldava, con biscottini alla marmellata di fragole e zucchero vanigliato paradisiaci e torta da panna al circa 3000%.. q.b.!
Ma ho mangiato davvero di tutto.. ne annovero solo i primi altri che mi vengono in mente: riso al curry dolce con mandorle e (credo) cocco indiano, buono! Riso alla cantonese, buono! Sfoglia salata a fagottino argentina, buona!! Dolci albanesi, super! E va beh dubito altamente c'entrasse ma già che c'era, pizza alla nutella, bòna! :) E potrei star qui qualche ora a tediarvi con tantie altre goloserie.. :)
Con un finale a suon di già plurimenzionata e pluriamatissssima Gelateria Chantilly.. che ci ha offerto 3 gusti buonissimi davvero di gelato fatti con prodotti locali, c'est-à-dire Mielata di bosco del Parco delle Bertone (qui in provincia!), Fiordilatte con le uova delle rrrrruspanti galline mantovane e la Crema Chantilly con vaniglia Bourbon! Buonissimi come sempre, vi ho già pluridetto :)
E un enorme ringraziamento alla mantovana Chef[-fa] a domicilio(e pure Sommelier perchè qui mica si frigge co' l'acqua nè!!) più instancabilmente saltellante e briosa che ci sia, Clara di Cook & Chic (atarchè Cip e Ciop.. ^-^), che non si stanca mai di vivacizzare con eventi stimolanti questa forsecheforse rifiorente landa mantovana!
Che tutto questo, come ci ha detto e non avevo mica dubbio alcuno.. è saltato magicamente fuori da un "facciamo qualcosa di strano!" rivolto a lei.. E la Vulcana non poteva mica far altro che crogiolarsi e gongolare al solo udire siffatte parole potenzialmente creative..!! Basìn Tesor e DAIDAIDAI alla prossima avventura!
Un sorriso per la stampa (nel caso specifico io! ^.^) della Clara!

martedì, giugno 16, 2009

Postilla Littizzettiana mensile!

Chissenefrega dell'amore
Che cretinate, i discorsi sull'amore.
Il cicì e cicià che si fanno gli amanti.
Parole, parole, parole...
si magonava già la Mina sorbendosi il Lupone scialato inzuccherose moine.
«Io credo che l'amore...»
«Io penso che amarsi significhi...
«Io sono convinta che per stare bene insieme...»
Ma chissenefrega!
Silenzio.
Lasciamo parlare Agnesi.
Che ci plachi una volta per tutte riempiendoci la pancia
con un piatto di pasta al sugo.
Abbiamo bisogno di rifarci un'incoscienza.
L'istante poi passa,
diventa distante,
che stupidi siamo a sporcare l'istante...
Le donne poi sono delle fuoriclasse della
paranoia
sentimentale.
Adorano
agonizzare nell'amore
come
farfalle cadute nel
vin santo.
Inzigano dubbi,
pretendono conferme,
anelano dichiarazioni solenni.
E gli uomini?
Beh.
Scappano.
A volte lo fanno con crudeltà divina lasciandoci il cuore incimurrito per anni;
altre di fretta, come Gianni Bella, dimenticandosi persino le mutande tricolori,
altre ancora spariscono come in un'illusione ben riuscita del mago Copperfield.
Ci sta bene.
Così impariamo a tenere la lingua al caldo.
Ma possibile?
L'amore eterno ce l'hanno raccontato i poeti,
ma quando la vita media era di trenta anni.
Adesso
che campiamo ben oltre i settanta,
abbiamo un esubero di quaranta.
Li vogliamo passare tutti nel gorgo?
Strappandoci
i capelli a mazzi come nei drammi russi?
Basta saperlo.
La felicità va attesa e non pretesa...
ca custa lon ca custa
[costi quello che costi].
Com'è che dicevano in Stand by Me?
«Le cose più importanti sono le più difficili da
dire perché le parole le rimpiccioliscono.»
E allora zitte.
Sttt! Come sarà lo scopriremo solo vivendo. Se siete delle
fidanzate tormentate
o peggio ancora delle mogli intristite
ecco il consiglio di mia nonna:
«A volte per il bene della coppia bisogna mordere l'aglio e dire che è dolce».
Una volta pensavo fosse un brutto insegnamento ma
adesso penso l'esatto contrario.
Per far durare l'amore
bisogna usare il buonsenso.
Tacere quando è il momento,
lasciar correre,
chiudere gli occhi
e aspettare che passi la
bufera.

Tratto da "Sola come una gamba di sedano",
Luciana Littizzetto, ed. Mondadori.

giovedì, maggio 28, 2009

Una sorpresa FabDOlosa ^----^ [e dei muffin altrettando FabDOlosi eh!]

Beh beh beh..
oggi rientro in casa e mi trovo un pacco sul letto..
grosso anche!
Bah..
cuuuus'è?!??
Apro...

Una pazza!!
La mia Dodoinaaaaaa!!



Fiorellini, libricini, letterine, ricettine, mollettine, caramelline..! Di tutto di piùùù! Saltava sempre fuori qualcosa!!! Un architetto non ce l'avrebbe fatta a incastrare tutto sto ben di Dio in qualche centimetro meglio eh!!
Persino un fantastico stampo per speculoos che cercavo da taaaaaanto tempo.. ^.^


E taaaaanto..
ma taaaaaaaaaaaanto..
ma proprio taaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaantissimo soulfood!
;o)))


Niente, siccome le emozioni e le sorprese non si trasmettono via blog.. vi lascio solo immaginare la sorpresa beeeellabellabella che è stata,
you've made my day Dodouzzolina mia!!
Anche gli stickers della Billa.. che due donnine fabDOlose.. ^---^

Grazie ancora Donatella adoratina mia!

E in postilla, questi qui sopra sono i muffin, o meglio, i sopravvissuti (che ne son venuti una marea e ne ho già magnati e fatti magnà un'ulteriore marea!) che proprio ieri, matupppppènza, ho scopiazzato dal tuo blogghettino, di una sciolglievolezza quasi Lindt d'or.. ;-DDD
Quasi più tortine paradiso mignon che muffin!
Superapprovate da me, ma da tutti quelli che oggi se li son passati, anche ;))
Per ora ve la linko direttamente da Do,
poi magari con più calma ve la trascriverò per comodità! ^.^

Ancora una volta grazie Do,
schatje mio,
nonché tanti kusje!!
[schcusasssse eventuali accordi di genere e / o numero fuori posto!.. che co' l'olandese siam indietrino sa.. ;-DD ]

giovedì, maggio 07, 2009

Nel Regno di Epiland [anche se ad arrivare è la BELLA stagione.. a quanto pare..forse..!]


Nel Regno di Epiland

Rassegniamoci. La brutta stagione arriva sempre. Si
spatasciano i cachi, marciscono nei boschi le castagne,
ribollono i tini rallegrando le anime (ma quando mai)...
E la donna del Duemila? Lei, che vuole volteggiare
sull'abisso del suo essere femmina e donna a tutti i costi, in
autunno può smettere finalmente di strapparsi i peli o
deve continuare a frequentare il meraviglioso mondo di
Epiland? Son problemi. Anche se abbiamo già ritirato in
naftalina la mini giropassera, dobbiamo continuare la
tortura? E dico tortura a dispetto di quelli che sostengono
che la ceretta non faccia male. Certo. Bruciarsi i peli
col kerosene fa molto più male. C'è chi dice addirittura
che il pelo sia una cosa molto naturale e femminile.
Come l'imene. Grazie. Però il pelo invece di sparire cresce.
Se io non mi sto dietro, sulle cosce mi spunta un prato
verde. La mattina mi sveglio con la rugiada! E poi a
casa da sola non me la faccio la ceretta, perché tanto so
come va a finire. Metterla la metto, ma toglierla... ciao!
Mission: impossible! Mi tengo 'sti fuseaux marron glacé e
aspetto che si sciolgano come i ghiacciai d'alta quota.
Una soluzione molto pratica a questo punto potrebbe
essere andare in bici a occhi chiusi. È un attimo rasparsi
fino alle caviglie e, poi, tolte le croste, tolto tutto. Oppure
puoi provare con la depilazione definitiva. Però ci
vuole un sacco di tempo. Una mia amica l'ha fatta. Ci
ha messo tre anni. Adesso non ci ha più un pelo sulle
cosce... ma ci ha una barba!
Pare persino che i peli siano lunatici. Che crescano
seguendo le lune. Quindi bisognerebbe stare attente. Fare
un paio di conti. Allora pensavo: ma se vanno a lune, ci
avranno pure qualcosa a che fare coi segni zodiacali.
Donna leone? Ci ha il crinierone: Donna pesci? Fortunata.
Ci ha le squame. E donna toro? Ci ha le corna. Beh.
Purtroppo quelle se le tiene. Non c'è ceretta che tenga.


Luciana Littizzetto, da "Sola come una gamba di sedano"

mercoledì, agosto 22, 2007

La zia Vanigliozza annuncia: "pargole" rivoluzioni crescono...

...Giorni abbracciosi, sorrisosi o lacrimosi
- ma di gioia -
in Casa Coinqui!...

Una piccola (o un piccolo... who knows!?) rivoluzione ha BENdeciso di far capolino nelle vite dei due piccioncini di casa,
altresì detti, da me, "Romeo and Juliet",
ma d'ora in poi allora meglio detti

papiRomeo
e mamiJuliet...
^-^
Ma anche un po' nelle nostre,
perché, che vi credete... quasi quanto mami-e-papi,
la zia AliVanigliozza,
come anche le altre ziotte belle,
mica se l'aspettava una comparsata del genere!
E allora l'allegra brigata-nonchè-sorellanza-autodichiarata Coinqui, colta in questi giorni da fantasticissimo shock collettivo per la notizia, seguito all'istante da GIOIA saltellante with a capital letter,
annuncia la giunta di un bel nipotino/a :
Ema & JeanP. ...
ve vojo e ve vojamo bèèèèène!
Che anche il pargolino in arrivo sia pieno di llllllove, looooovvvve, lllllove e ammmmmooore amoooore ammmmmore come la Mamma e il Papi!
E che dalla Mami prenda le lettere e le coccole,
dal Papi i numeri e le risate,
tanto per accontentare tutti!
E visto che la zietta Ali di solito (non si fosse capito... ;-P) non lo dice con un fiore, ma con una canzone... allora cantiamocela un po', mio nipotino gia' coccolato sulla fiducia ^.^:


"...È per te che sono verdi gli alberi,
e rosa i fiocchi in maternità,
è per te che il sole brucia a luglio,
è per te tutta questa città,
è per te che sono bianchi i muri,
e la colomba vola,
è per te il 13 dicembre,
è per te la campanella a scuola,
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...
è per te che a volte piove a giugno,

è per te il sorriso degli umani,
è per te un'aranciata fresca,
è per te lo scodinzolo dei cani,
è per te il colore delle foglie,
la forma strana della nuvole,
è per te il succo delle mele,
è per te il rosso delle fragole,
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...
è per te il profumo delle stelle,
è per te il miele e la farina,
è per te il sabato nel centro,
le otto di mattina,
è per te la voce dei cantanti,
la penna dei poeti,
è per te una maglietta a righe,
è per te la chiave dei segreti,
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...
è per te il dubbio e la certezza,
la forza e la dolcezza,
è per te che il mare sa di sale,
è per te la notte di natale ,
è per te ogni cosa che c'è
ninna na ninna e... "

Jovanotti, "Per te", dall'album "Capo Horn" (1999) -

"Feto amato non ancora avuto
feto avuto mai non voluto
peso e contropeso, c'è ma,
chi ha deciso ha certo ampia visione

Stai nuotando nella sabbia
mentre ieri calpestavi mari
sorseggiando di quei sassi
respiravi fuochi vividi

Dalle oscurità della notte
ai clamori degli abissi
Pesa e Dosa poche gocce di prosa

Ampia più ampia è la tua visione
peso schiacciante sai è dover capire che
ampia, più ampia è la tua visione
porterai ogni cellula nuova a fiorire"

- Ivan Segreto, "Ampia", in "Ampia"(2007) -

"La mia ragazza è un fiore che vedo sbocciare
sulle lenzuola dell’ospedale
sul suo vestito bianco il suo viso stanco
piange gocce di rugiada
la mia ragazza è l’Africa, è calda e limpida
la mia ragazza è tutto il mondo
...e tiene in braccio il suo bambino
apre gli occhi è piccolino...

La mia ragazza è terra, è carne e sangue
dal suo seno nasce il grano
la mia ragazza è anima, spirito e preghiera
dal suo cuore nasce amore
è un raggio di sole che illumina la stanza
la mia ragazza è mia per sempre

...e tiene in braccio il mio bambino
chiude gli occhi è piccolino
e tiene in braccio il mio bambino
apre il becco è un uccellino...

Infermiere, ostetriche, pediatri e dottori
poi i re magi ed i pastori
e questo è il centro di tutto il pianeta
in cielo la stella cometa

...e tiene in braccio il suo bambino
apre gli occhi è piccolino
e tiene in braccio il mio bambino
muove le ali è un uccellino...

Sta tutto dentro ad una mano
apre le ali è già lontano...
"

- Luca Carboni, "La mia ragazza", da "Il tempo dell'Amore" (1999)

"Voglio che tu sia diverso io voglio che tu sia speciale,
voglio che tu abbia qualcosa in più della media nazionale,
spero che tu sia meglio di me e che meriti di essere lì,
e anche se non fosse poi così è così che io voglio sperare,

che tu non diventi lo specchio fedele di ogni mia banalità
ma dandomi un vetro che sia trasparente
mi aiuti ogni giorno a uscire dal niente

Perché voglio che tu sia speciale
io voglio che tu sia diverso
voglio che mi aiuti a trovare
ciò che ho paura di essermi perso

Non voglio sapere se ti piace il mare o tanto meno se sai cucinare
voglio potermi identificare non in te ma nel tuo ideale
non vorrei che tu dicessi quello che so ma quello che non so dire
so che è un gioco infantile ma lasciami immaginare
che tu sia la speranza la mia fratellanza
il sogno che ormai non ho più
e quando ho la testa chinata sul marmo
tu possa gridare e svegliare il mio sonno

Perché voglio che tu sia speciale
io voglio che tu sia diverso
voglio che mi aiuti a trovare
ciò che ho paura di essermi perso
voglio che tu sia un essere speciale"


Niccolò Fabi, "Essere speciale", in "La cura del tempo"(2003)

"Un iperbole di stelle scia giù dal cielo
degno di una straordinaria notte di un giorno qualunque
mentre dormi accanto a me
io sto così bene al punto che
non ho più pensieri e i desideri li ho già regalati a te
ma il cielo induce a fare sogni e profezie
porsi le domande a cui rispondere non sai
e nessun sogno mai potrà
svelare suoi misteri e incognite
dormi piccolo tesoro dormi che una stella veglierà.

E chissà domani come sarai
chissà se ancora ci crederai
in un futuro da difendere
se anche tu non avrai certezze
guardando il cielo iperbole di stelle
la notte di un giorno qualunque... qualunque.

Non fermarti alle apparenze guarda sempre nel profondo
una stella a volte è solamente luce ormai
ed il mondo siamo noi dovremmo noi decidere di noi
ma ognuno perso in un frenetico presente cerca una sua meta

E chissà domani come sarai
chissà se ancora ci crederai
in un futuro da difendere
se anche tu non avrai certezze
guardando il cielo iperbole di stelle
la notte di un giorno qualunque... oh baby

se anche tu non avrai certezze
guardando il cielo iperbole di stelle
la notte di un giorno qualunque... qualunque"

- Raf, "Iperbole", da "Iperbole" 2001 -

Vi dico solo questo:
Attenti voi 3 (!),
che le zie vi vogliono un sacco di bene...
E VI ROMPERANNO LE PALLE SEMPRE E COMUNQUE,
VI STRIGLIERANNO O VI COCCOLERANNO,
secondo necessità,
OVUNQUE QUESTE RIVOLUZIONI VI PORTINO!
Neofamigliola avvisata, mezza salvata...
(t'al dìghi!)
^----------------^

venerdì, luglio 20, 2007

Sempre del bel donnino di "Meglio cambiare, NèH??!"...

Immagine di Pietro Zazzetta, "Coppia"


Non esistono uomini perfetti. Per noi.

Ma ritorniamo alle questioni di cuore.
Siete pronti per un altra grande verità?
Bene.
Non esistono uomini perfetti.
Esistono uomini perfetti per noi.
E questo vale anche per le donne.
E' come se fossimo pezzi di un puzzle.
Se ci abbiamo una gobbetta a destra,
una gobbona a sinistra e la punta in alto,
dobbiamo trovare l'incastro con un pezzo con la gobbetta a sinistra,
possibilmente senza gobbone e magari con la punta in basso.
Facile?
Per niente.
Bisogna fare un sacco di prove.
É raro trovare al primo colpo il pezzo giusto.
Qualcuna ci riesce.
La maggior parte fa finta.
Altre ancora provano e riprovano.
Sarà che hanno un difetto di fabbricazione
oppure non si accorgono che il pezzo di puzzle che cercano da anni sta
lì,
a due centimetri dal loro naso,
nascosto dal pizzo del centrino.
Inutile farsene una colpa.
Quello che abbiamo lasciato tra pianto e strider di denti non era un cretino,
egoista,
lurido scarafaggio.
Magari a ben guardare lo era anche.
Ma prima di tutto era un boy che non andava bene per noi.
Ci abbiamo provato.
Si ricomincia.
Palla al centro.
Vogliamo mica strapparci i capelli a ciuffi come Clitennestra al culmine della tragedia?
Va be' che adesso vanno di moda le estencion,
ma francamente non mi sembra il caso.
E comunque tutto questo sperimentare
non è mica così faticoso come picconare il carbone in miniera.
Ha i suoi bei lati positivi.
Si conosce gente,
si passa il tempo,
ci si trita il cuore e ci si rompe le corna.
Ma si va avanti.
E si vive,
porca miseria.
Io li detesto quelli che hanno così paura della vita che campano
criticando quello che fanno gli altri,
stando immobili come pezzi di dolomite.
Neanche di iceberg,
perché quello ogni tanto per via delle correnti si muove.
Non so se vi è mai capitato.
Sono coppie dall'amore decrepito che passano il loro inutile tempo sparlando.
Non vedono l'ora che qualcosa agli altri vada storto,
almeno hanno argomenti.
No, grazie.
Preferite vivere.
E se sbagliate,
consolatevi.
Sta scritto che
«ogni nuova fede nasce da un'eresia».

Tratto da Luciana Littizzetto, "Sola come un gambo di sedano", Mondadori, 2001

mercoledì, luglio 11, 2007

Ciambella rustica con ripieno di amaretti, ricotta e cacao


Oggi grande necessità di adrenalina, il caffè non funziona:
Scatman John con "Scatman" (1994).. che è stato uno dei miei primi tormentoni estivi, mi ricorda i primi festivalbar, le prime uscite alle fiere di paese, insomma: mi viene da ballare!

Ieri alle h 18.55.57 m'arriva un sms... chi sarà? Fra e Ema (coinqui), che dalla biblioteca hanno il coraggio di scrivere ciò (cito):
"Dì la verità, stai morendo dal caldo vero? Io e la Fra ti stiamo a fa' un cappotto... In realtà questo msg è per sapere se sei all'opera in cucina. Voglia di sboldro!"
..al che io scrivo che per fare un dolce non son mica SHPIRATA, ma che avevo pensato di impastare la pizza, ma poi non c'era nessuno che mi istigasse alla violenza e non l'avevo fatta. E se la volevano supervelox di fare uno squillo che la Mary Poppins che è in me si metteva a spignettà comunque.
h 19.14.33: "La Fra è contro i carboidrati e sai già per cosa parteggio. Quindi all'unisono DOLCE!"...
Uffiiiiii...uffiiiii...non mi viene, non c'ho voglia... Antò...fa cardooooo... Vabbeh, risoluzione: lo faccio, ma poi se viene 'na scifèz ve la magnate uguale e i piatti da lava' so tutti regali pe' voartre!
;-))) Do ut des...
Vado sul sicuro, faccio una ricettina della zia, però stravolgo tutto... va beh, mantengo la pratica...
Tiro fuori tutto, ciàpa chì ciàpa là.... grembiulino giallo della Annina, nel tascone lettore mp3 a pallissima e gnàmo! Creo...
h 19.28.21: "Ti sei SHPIRATA?"
sìììììì maledette r***********i, con Mediomaniana enfasi (ce lo diciamo sempre, non preoccupatevi, è tutto nella norma!)...
Tornano e si ritrovano sbaffata sul tavolo a raffreddarsi prima di ribaltarla la loro ciambella rustica, va bene per la colazione eh bambine, vi addolcisce il risveglio alla Mulino Bianco!?? Evidentemente sì, se quando mi sono svegliata la mattina per fare le foto all'interno sul tavolo dell'interno rimaneva quello che c'è nelle foto!! Anveeeeeeedi li licantropi so' passati!! Attila flagello di Dio proprioooooo!
;-)))))

La ricetta in teoria è di mia zia Claudia, io in realtà ho mantenuto la pratica e gli ingredienti (a parte l'aggiunta di poco cacao), ma ho cambiato un po' le dosi... sapendo di dover fare dosi "massicce" per coinquiline-licantrope: vi metto direttamente le mie:
Ingredienti:
(forever scatolino come scatolino vuoto di yogurt, da 125 ml)

impasto:
6 scatolini di farina
2 uova
1 scatolino di latte
1 scatolino di zucchero per l'impasto
1 bustina di lievito per dolci
100 gr di burro
ripieno:
200 gr amaretti (= 1 scatola)
250 gr di ricotta se possibile fresca
1/2 scatolino di zucchero
1 cucchiaio di cacao amaro (facoltativo)
1 uovo

In una ciotola sbriciolare grossolanamente gli amaretti (se, beati voi, ce l'avete, usate un mixer e polverizzateli)
Preriscaldare il forno a 180°C. Sciogliete a bagnomaria il burro e lasciate raffreaddare un po'. Imburrare ed infarinare leggermente una tortiera per ciambella.
Poi setacciare la farina, lo zucchero e lo lievito e disporlo in una ciotola a fontana. In un'altra ciotola mescolare velocemente le uova, il latte e il burro intiepidito (un po' in stile muffin, divisione ingredienti secchi ed ingredienti liquidi). Versare il composto liquido nel buco della fontana creata e lavorare velocemente con un cucchiaio di legno, poi se vedete che il composro è troppo duro, lavoratelo con le mani (ebbene sì! E' il suo bello e la sua stranezza... sarà per quello che mia zia la chiama rustica??? Mah..sono i misteri delle ricette famigliari!). In un altra ciotola mescolare la ricotta, 1 cucchiaio di cacao (facoltativo, non presente nella ricetta di mia zia), il mezzo scatolino di zucchero e gli amaretti sbriciolati.
Ora trasferire con le mani circa metà dell'impasto più o meno uniformemente (eh, si chiama rustica quindi si ha anche la licenza poetica giustificata di essere "ruspanti"!), poi disporvi sopra il ripieno preparato prima e ricoprire con il restante impasto sempre con le mani a mo' di pezza...
Poi infornate a 170°C per 40-45 min, considerando che comunque l'interno non si asciugherà del tutto perchè è presente la ricotta.
Guardate che sembrerà magari strana da fare e non il massimo da vedere, ma da magnà, ve lo assicuro, Sò SODDISFAZIONI! E risulterà anche soffice, anche se crederete che potrebbe diventare un piccolo mattoncino, invece vi stupirà con effetti speciali... va beh dai, fly down... sto a esaggerà, ma nzomma l'è bona, per colazione, ma se ve la devo dire tutta io e Sonia l'abbiamo anche utilizzata come cena-coccola con il latte caldo! Farà un po' inverno ma ci stava proprio!

LA DONNA FINOCCHIO.

Precisiamo.
Esistono al mondo donne finocchio-femmina
e donne finocchio-maschio.

Ecco.
Quest'ultimo è un caso che non ci riguarda
(chie­dete a Platinette).
La donna finocchio-femmina è spesso incinta.
Ed è un' ottima madre.
Solida e protettiva.
Devi avere pazienza se vuoi arrivarle al cuore.
Ma niente smancerie.
Tocca toglierle con calma tutte le difese,
strato dopo strato.
Non è fatta per i sentimenti focosi e le notti calienti.
Va amata cruda.
Mordicchiata un po' alla volta.
Pur essendo grassoccia,
è tosta e tonica.
Non ci ha un filo di cellulite.
Amare una donna finocchio fa bene alla salu­te.
Libera dalle scorie e non appesantisce lo stomaco.

Tratto da : Luciana Littizzetto, "La Principessa sul pisello", Mondadori, Milano, 2002

martedì, luglio 10, 2007

Ode allo sboldro* felice, giunto dalla Ietti


Riprendo il titolo usato dalla Ietti "Ode al giorno felice", quando gli ho mandato un pensierino, con una piccola ma pertinente modifica:
*dicesi a Mantova, in gergo giovanile, SBOLDRO ciò che di più goduriosamente godurioso ci sia, dolce o salato.
(ed era ora che ve ne rendessi partecipi perchè è una definizione indispensabile ormai qui in casa-coinqui, per definire desideri culinari improvvisi chiamantesi "voglia di sboldro", ecc...)

Queen, "Friends will be friends" (1986)

..."[...]It's so easy now, 'cos you got friends you can trust. Friends will be friends, When you're in need of love they give you care and attention
Friends will be friends, When you're through with life and all hope is lost
Hold out your hand 'cos friends will be friends
- right till the end"
Questo nelle foto è quello che la mia pupilla e un attimo dopo la papilla (gustativa) hanno avuto la goduria di vedere oggi a tarda ora di pranzo... quando, affondata la fauce in abbodanti conchiglie della Barilla con sughetto improvvisato stracchino, salvia e zucchine, bòno, con ciabattine di spugna e capigliatura in perfetto stile desperate housewife con due matite a raccogliere la criniera suona il citofono....
Mah??! Morosi non ne devono arrivare, le scale le hanno già pulite, chi è che bussa a questa porta?! Va Sonia e mi dice: "Boh... Ali vai tu, io non capisco cosa dice, c'è un pacco"...
Va beh, bella come una pantegana in pigiama vado giù dalle scale e chi mi becco: un corriere provolone da morire che mi fa seicento domande su abbronzatura, cosa c'è nel pacco, " 'mazza sì proprio rossa come na melanzana"... grazie, la similitudine mi alza l'autostima come non puoi capire, ma me lo dai sto pacco o te lo vuoi tenere per farti compagnia???! Ussignùr...
Finalmente sbologna il pacco e vedo che è proprio per me-sì-sì e cominciano gli..... ooooooooh, ma daaaaaaaaai, ma va lààààààààà quanto mai plurimi!
Salgo le scale, sbolognato il simpaticone, e apro il pacco sul tavolo con Sonyc: oooooooooh ohhhhhhhh... inebriante profumo di burroooo mi fa partire il neurone verso lidi anglosassoni e dico ma va lààààà, ma chi èèèèèèè..... la IETTI ???! Sgraziaaaaaaaaaaata tu ssssèi!!
Tutto questo ben di Dio mi inebria i neuroni e per un attimo non vedo che mica è finita lì: NO-NO-PROPRIOPROPRIO-NO!!
Tiro fuori tutti i pacchettini di sboldrerie e che mi becco?? Una letterina con la carta di diddl (che io ho UGUALO UGUALOOOO! Mi sento a casa...), un segralibro a grande graffetta con un bel micione obesone come il mio Gingy, e anche lì looooooove, love, immensamente love, e una bustina superchic rossa fuego, la apro e vedo una collana, che vedete nella foto, bellissimaaaa! Ietti mi sorge la possibilità che l'abbia fatta anche quella tu con le tue manine, possibile???Ho letto il tuo livespace ieri e ho visto riferimenti in merito a tue abilità sconosciute!?? Ad ogni modo, strabilianteee! Ehmmmmm... i biscottini che vedete nelle foto sono parecchi meno di quelli arrivati, perchè nel giro di 4 secondi scarsi si è sparsa la voce ai lupi sotto forma di coinqui pronte per il caffèttino signorile con prova shortbread... BUONISSIMI:
-Mini-muffin veramente mini e maxi-bòni e maxi simpatici... vorrò comprare anch'io i pirottini mignon!! Fantasmagorici... con gocce di cioccolato e e latte di cocco!
-biscotti stile shortbread che io idolatro a mille o bianchi, o al cacao o puciati in ganache (e mica bruscoliniiiii!) al 70% di cioccolato! Svenimentooooooo...
Ietti, ti do tempo mezzo minuto per diffondermi le ricette! Qui c'erano le coinqui con coretti di "mazza, ma qui mica si frigge con l'acqua... proprio robbbba di pasticceria!"...
Come faccio io con te???!
Come ti posso ringraziare ehhhhh!??
Per aver passato del tempo a preparare con le tue manine da cuochina pazza a spignattare per me!??
GRAAAAAAZIEEEEEEEE tesora,
mi hai fatto una sorpresa bellissima, sei proprio una boncitta un monte!
(eh, sei appena tornata da gite toscane, quindi capisci!)
;-)))))))

Rimpatriate Pisane

Riassunto fotografico con A) autoscatti plurimi in stile Blair witch project, B) revival della scena di Jessica di "Viaggi di nozze" di Verdone con la banana al ristorante.. presente?
va beh, noi ci siamo limitate al bar... e C) lezione delirante di ginnastica on the beach..in questo caso più on the grass, della Fra...
dovete capire che il caldo fa brutti scherzi...
;-P

Stavolta i Cake con "Perhaps, perhaps, perhaps" (1996), fantastica cover, perchè Sonia si è messa a cantarla tra il lungofiume e i portici... e giù di coretti!
PISA: C'ero stata da piccola, poi pochi mesi fa a marzo, ma avevo visto poco per forza di cose e ci sono ritornata un'altra volta e stavolta mi è proprio piaciuta!
Sabato scorso parte dell'allegra brigata-coinqui "rincoglionite dal troppo caldo" ha fatto una gitarella a Pisa, per dare un bacino ad Heidi, nostra ex-coinquilina, donnina austriaca in arrivo, munita di fidanzato Mirko, direttamente da Vienna per prendere, la poverina!, un traghetto Livorno-SARDEGNA per due settimane..uff!!
Dopo che lei c'era venuta a trovare a marzo , le avevamo promesso che saremmo andate noi a trovarla... ma il fantastico post-it che ci ha appiccicato sul frigo con le offerte low-cost per i voli per Vienna è ancora parcheggiato lì,quindi un paio di settimane fa in msn mi ha intimato di comvincere le altre pulzelle a farci una gitarella per farci perdonare e raggiungerla per un salutino veloce... se no ce menava! Convinte almeno Fra e Sonia, siam partite, ovviamente facendo le nostre inimitabili volpate di uscire di casa in ritardo, per poi correre come pazze scatenate per quel paio di chilometri che portano da casa nostra alla stazione, ma mica due chilometri da padania, no, 2 km senesi, che sono un saliscendi assicurato che per un'antisportiva come me significano scene da risata assicurata con rantoli agonizzanti da mal di milza che ve lo raccomando! ;-)))
Ovviamente poi, mandato un sms agonizzante alla Ietti anche lei alle prese con il fantastico mondo dei ritardi delle fs, (Iettiiiiii, m'è troppo spiaciuto non esserti venuta a salutare domenica, ma ero collassante a letto con pressione raso terra e stanchezza arretrata.. gioventù assolutissimamente bruciata! AMMETTO! Perdono perdono perdonoooo con CaterinaCaselliana enfasi!), salite sul treno al pelo con la lingua a terra per l'impresa agonistica, il treno è partito con più di 20 minuti di ritardo, come è ovvio che sia, scene più che ripetute al ritorno ovviamente, ma dopo anni e anni di fs e bonus di risarcimento sono un'esperta in materia e parto assolutamente munita di cuore in pace e pace dei sensi o più che altro delle incazzature in tasca, con la consapevolezza di non sapere non solo quando arrivo, ma di solito manco quando parto, ma so' sempre dettagli! Basta partire col lettore mp3 stracarico, un bel libricino e l'immancabile rivistina di cucina, il cui acquisto è un rito prima di ogni viaggio semi-lungo con qualsiasi mezzo, a costo di perdere il treno. Stavolta mi ha ispirato la serie oro di cucina moderna di questo mese, su pomodori, melanzane e peperoni, fenomenale!
...Vaniglietta, Sonia, Fra, Heidi: sul prato dei Piazza dei Miracoli, all'ombra della Torre di Pisa e del Battistero...

Nell'attesa dell'arrivo dell'Heidina con "consorte", l'abbiamo buttata sul culinario:

- appena arrivate siamo capitate in un mercatino della frutta in una zona di Pisa particolarissima, che a Pisa proprio non sembrava di essere, dove da marito e moglie indiani troppo belli e gentilissimi abbiamo comprato, da personcine serie, pesche e banane per gli spuntini della giornata,
- seconda colazione con sfogliatina di riso alla crema e caffè macchiato, come da foto,
- ho assaggiato uno dei piatti tipici, la Focaccia con la cecina, nel localino dove, a detta di un'amica di Fra che ci studia da anni e che ce l'ha assicurato, lo fanno meglio... ma non mi ricordo il nome del posto!! [Però mi ricordo come tornarci, che è ciò che importa..;-P]. Buonissima, droga pesante quasi quanto il ciaccino di Siena;
- ho scovato per caso una gelateria fe-no-me-na-le sul lungofiume, dove ho mangiato uno dei gelati più buoni della mia vita... lì, rinfrescato il neurone col gelato, mi sono ricordata di prendere il bigliettino, sono addirittura muniti di sito:
Gusti???
io: - CREMA DI ZAFFERANO
- LIME E MENTA (vera, in tante fogliolineeee...commovente!!)
Ovviamente ho assaggiato anche quelli delle compari... ;-D
Fra: zafferano come il mio, e VANIGLIA DI TAHITI... bòòòna!
Sonia: granita al THE VERDE E MENTA, il the verde si sentiva ed era fantastico!
Li vorrò assolutamente ricreare, quando avrò regalato la gelatiera a mia mamma...

Poi abbiamo finalmente recuperato Heidi e Mirko, che dopo 11 ore di macchina di cui parecchie di coda nella zone di Mestre, ovviamente, sono arrivati e ci siamo corsi incontro con scene degne delle migliori carrambate... Mirko, sei sempre un mito: ogni volta che ci vediamo ci regala una confezione di Toffifee... inutile dire che HA CAPITO TUTTO DELLA VITA... o anche solo di chi si ritrova davanti! Cavolo, l'abbiamo sfruttato come fotografo e gli abbiam fatto manco una fotina... vabbeh, ELOGIOOOO a mille sempre e comunque, noi tifiamo lo sposalizio da mò! (E siam già giunti alla convivenza, vedi che ci prendiamo con le amorose previsioniiii! ^-^).
Heidina bella, brava e austriaca inside come sempre, ci fa sempre schiantare... la prossima volta se non veniamo noi a Vienna ce puoi ufficialmente menà!
Detto ciò, sono pure un po', oltre che patata e carota, donna ravanello, ho chiuso il cerchio...
LA DONNA RAVANELLO.

Piccola di statura,
veloce di pen­siero,
disillusa di cuore.
In qualsiasi situazione trova il modo di arrangiarsi.
È spiritosa e sagace.
Disordinata,
non ama le convenzioni
e detesta le interminabili sedute dal parrucchiere.
Per fare prima si tinge la chioma in ca­sa,
da sola,
a suon di henné.
Vista l'imperizia,
il risultato è spesso una
stravagante nuance ravanello pallido.
Gli uomini la credono fragile e indifesa,
e pensano di portar­sela a letto facilmente.
Illusi.
Basta un morso per capire quanto è forte.
Non sa cosa siano le cotte,
lei.

Tratto da : Luciana Littizzetto, "La Principessa sul pisello", Mondadori, Milano, 2002

venerdì, luglio 06, 2007

Una merendella coi controfiocchi: Brownies al cocco

Red Hot Chili Peppers, " Road trippin' " (1999), una delle pochissime dei Rhcp senza batteria...
viaggioni fisico-geografici, una delle mie preferite a tutto volume quando guido, e non vi dico quelli mentali, con sta musica che mi solletica il neurone...


Ispirata da una commistione di vocine diaboliche nel mio cervelletto, che si concentravano e gridavano vendetta su questa celestialità di Fabien, quest'altra di FrancescaV e dal libricino che mi ha regalato la Cuochè per il compleanno e mi sfoglicchio spesso, dovevo provare a fare sti benedetti BROWNIES e questa è l'invenzione che ne è saltata fuori :

Merenda a suon di BROWNIES al cioccolato fondente e cocco,
con un bel thè Twinings alla vaniglia, cocco e semi di cacao
(che c'entra poco con tutte le precedenti, ma era per spiegare il filo mentale e dare ai Cesari, mica ai Cesaroni..uh uh come son burlona di mattina presto!, in questione, ciò che spetta loro, cioè in questo caso l'istigazione alla violenza goduriosa)
Ingredienti:
(con scatolini intendo l'imperituro scatolino vuoto di yogurt da 125 ml)
200 gr cioccolato fondente
100 gr burro
2 scatolini di farina di cocco
1 scatolino di farina 00
1 scatolino di zucchero di canna equosolidale golden caster
3 uova

Preriscaldare il forno a 180°C. In un pentolino far sciogliere a bagnomaria il cioccolato ed il burro, mescolando finchè ben sciolti ed amalgameti, poi togliere dal fuoco e lasciare raffreddare qualche minuto. Nel frattempo montare in un recipiente le 3 uova con lo zucchero di canna per un paio di minuti. Aggiungere poi il cocco e mescolare ancora. Quindi aggiungere il composto di cioccolato e burro, ormai non più troppo caldo, ed incorporare bene. Infine aggiungere poca alla volta la farina setacciata e trasferire in una teglia, preferibilmente quadrata o rettangolare (io ho usato la normale tortiera tonda e ho poi tagliato a quadrotti i brownies, perchè avevo teglie rettangolari proprio piccole, e sapevo che le coinqui non avrebbero apprezzato poco abbondanza!) , ricoperto di carta da forno, cospargere magari un cucchiaino di cocco sulla superficie, che fa scena (^-^), ed infornare per 25-30 minuti, se necessario abbassando la temperatura un pochino, o comunque finchè si forma una crosticina dall'aspetto croccantino in superficie (ma l'interno deve rimanere "umidino", non troppo secco).

Appena raffreddato un po' (a parte che a me piace più caldino...
;0)) ), tagliare nei classici quadretti/rettangoli e papparsene alll'istante uno, ma anche un paio su, con una bella tazza di tè a tema, se vi va.

Detto questo, diamo inizio alle danze... o meglio alla digressione blogorroica. Forse in questa sede non si è ancora tanto percepito, mi io sono una pazza scatenata quando si parla di thé, tisane, tisanine, infusi e quant'altro... posso diventare, in realtà sono già a buona strada, un'erboristeria umana. E' una cosa degli ultimi anni, prima li snobbavo grassamente, mi ricordo bene l'unico Earl Grey che avevo bevuto, ed era in terza media in classe per parlare di cultura inglese (con i shortbread.....ahhhh!).. sì, c'ho la memoria buonissima per le minchiatelle, e allora??! E' risaputo, la frase preferita della mia migliore amica quando mi parla è "Quanti files buttati nel cesso!"..in dialetto, qui ve lo anche raffinato. Ad esempio, ora devo sfogare il tarlo che mi perseguita da un paio di giorni, una mia amica mi ha detto di avere appena comprato un infuso al marzapane buonissimo e adesso quello è già il mio domandone... 'ndo lo trovo?! Vabbeh, non tergiversiamo: insomma io un bel tè anche a Ferragosto sarei in grado di bermelo, oddio, sempre a modo mio, ma quello anche sul cucuzzolo della montagna... io li adoro caldi per l'effetto caldino alle mani che mi piace un sacco (ecco magari più sotto Natale che a Ferragosto, sì, ammetto)..., ma poi aspetto rigorosamente che siano quasi freddi per berli!

E più son strani più mi illumino d'immenso... Passo le ore nei reparti delle tisane nei supermercati, il paese dei Balocchi, vengo colta da parossismo da acquisto plurimo e in quel caso lì è una gran cosa che qui non ci sia pericolo di trovar cose strane (a parte un negozio, ma c'è di che far dei mutui... c'ho fatto solo dei regali a natale e mai più! Costano il doppio, quando va bene!), a Mantova già appena leggermente di più, ma Deo gratia che non sto a Milano o Roma... che farei stragi! (Di portafoglio, s'intende).

Insomma in questo ci stava a puntino un bel Twinings, che insieme a quelli dell'equosolidale rimangono i miei preferiti, a tema: il Voyage Baìa... c'est-à-dire vaniglia, cocco e semi di cacao, che ha un profumo celestiale, il sapore è molto meno deciso, ma apprezzo assai assai lo sforzo di metterci cose che idolatro... ^-^


LA DONNA INSALATA.
Frivola
e anche un po' superficiale,
della donna insalata ci si innamora facilmente.
Perché è la quint'essenza della femmina.
Carina,
volubile,
spensiera­ta,
capricciosa.
Ma è meglio non fidarsi...
È infedele per na­tura.
Passa da un letto all' altro
con una leggerezza invidia­bile.
Basta un po' di calore per renderla tenera.
Forse perché è una femmina con poca sostanza.
O forse perché ha scoperto che
nella vita è meglio fermare gli istanti mi­gliori
senza farsi troppe domande.
Di solito la donna insa­lata
va molto d'accordo
con la donna pomodoro.
Sono amiche per la pelle.
Di tutt' altra risma,
la donna insalata belga.
Come dire... la classe non è acqua...
L'età le ha,
sì,
imbiancato i capelli,
ma le ha donato uno charme quasi magnetico.
Sarà quel suo retrogusto amaro,
di chi ha cono­sciuto gli inganni della vita,
a renderla così desiderabile.
Tratto da : Luciana Littizzetto, "La Principessa sul pisello", Mondadori, Milano, 2002

giovedì, luglio 05, 2007

Un'altra variazione sperimentale sul tema QUINOA, perchè c'ho già preso gusto...


Jack Johnson, "No other way" (2005)... che io amo in tutte le salse possibili, quella lenta alla mattina mi fa proprio sognare e mi rilassa tanto.

Visto che sono poco ispirata per dei dolci, anche se sarei molto ispirata a fiondarci le zanne... quindi forse però oggi ci metto mano, vi raccontò velocemente un'altra variante riuscita degli esperimenti con il non-cereale del momento, di cui vi avevo parlato pochi giorni fa qui ... dove, se non la conoscete, ci sono anche un paio di link per farvi un'idea.

QUINOA CON ZUCCHINE, FUNGHI, PAPRICA E ORIGANO...con una spolveratina finale di pecorino fresco

Per 2 persone:

1 1/2 bicchiere Quinoa Real equosolidale
sale q.b.
acqua q.b.
1 scalogno
1 cucchiaio di olio evo per il soffritto e 1 a crudo a cottura ultimata
2 zucchine piccole
alcuni funghi secchi (se avete i porcini tanto meglio!)
1/2 cucchiaino paprika piccante
(era un esperimento e avevo paura di rendere tutto troppo piccante, ma in realtà lo era pochissimo, quindi si può abbondare, se piace)
1 cucchiaino di origano (di quelli seri, profumati, nel mio caso quello di casa di una coinqui!)
Facoltativo: una spolverata di pecorino fresco

Sciacquare bene la quinoa sotto acqua corrente, aiutandosi con uno scolapasta a maglie piccolissime oppure un setaccio, per eliminare la saponina, una sostanza dal sapore amarognolo.

Nel frattempo fare appassire con un cucchiaio di olio evo lo scalogno tagliato grossolanamente, poi farvi rosolare un paio di minuti i funghi secchi, precedentemente ammorbiditi in acqua, tagliati a pezzetti. Aggiungere ora le zucchine lavate e tagliate a cubetti e mescolare per un paio di minuti. Aggiungere ora la quinoa sciacquata e fare tostare un minuto, continuando a girare.

Aggiungere ora dell'acqua bollente (le istruzioni dicono di utilizzare 150 ml di acqua per 70 gr di quinoa... io sono andata ad occhio, ma assorbe abbastanza acqua, insomma ancora pentolino d'acqua sul fuoco a fiamma bassa per ogni eventuale aggiunta!). Aggiungere la paprika, magari abbondando più di quanto ho fatto io, e lasciare cuocere per circa 12 minuti, o comunque finchè la quinoa non si è "aperta" e l'acqua asciugata (a me i risotti e i cereali in generale piacciono al dente e molto asciutti, non so a voi, regolatevi secondo i vostri gusti!). Aggiungere l'origano... io ce lo piazzerei ovunque, e mescolare qualche secondo. Impiattare, aggiungendo un cucchiaio di olio evo e, se vi piace, un po' di pecorino fresco, che lascia un sapore molto delicato e secondo me può piacere molto più di quello stagionato alle persone che, come me, non amano troppo i formaggi di per sè.. (...Grana escluso...per ragioni di longobardicità insita!)

E poi, dai, era anche una scusa bell-e-bbbbbuona per spiaccicarvi un'altra donnina-verdura!


LA DONNA CIPOLLA

Pallida e decisamente fuori taglia,
sprovvista totalmente del punto vita,
piange da anni
sul­le sue miserie.
Ed è per questa tendenza alle lacrime
che molti uomini non riescono a digerirla.
Il maschio predili­ge la donna cipolla di Tropea,
meridionale,
sana e sapori­ta.
La donna cipolla patisce il freddo
e si veste a strati.
Se non si ha molto tempo a disposizione,
meglio evitare di chiederle lo spogliarello.
È tenera,
ha qualche problema di alito,
è affezionata alle sue radici
e usa da sempre lo stesso profumo.
Un filino impegnativo, per la verità.

Tratto da : Luciana Littizzetto, "La Principessa sul pisello", Mondadori, Milano, 2002