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domenica, aprile 26, 2009

Biscottini glassati con la ricetta della mia Nonna.. ^-^

Cominciamo con una ricetta fondamentale nella mia famiglia! I biscottini alla fecola di mia nonna..
Che lei fa sempre a Carnevale, però io li assunti da tempo come jolly per qualsiasi esperimento.. glasse comprese! So che non ci si sbaglia e sperimento le varianti..
Questa volta con le glasse colorate!
^.^

Ingredienti:
300 gr farina 00
200 gr fecola
175 gr burro
1 uovo intero
2 tuorli
4 grammi lievito per dolci
(mezzo cucchiaino)
200 gr zucchero
(io uso quasi sempre zucchero a velo)
Se vi piace: qualche aroma naturale
[mia nonna usa sempre l'anice, io quasi sempre l'estratto di vaniglia]
Se necessari: qualche cucchiaio di latte
Procedere con la vostra procedura preferita per fare una frolla: io personalmente seguo, quasi sempre ormai, il metodo alla Gennarino. Se necessitate di altri liquidi, perchè non riuscite a compattare la pasta frolla.. non so, magari perchè le vostre uova non son quelle delle galline di mia nonna (quindi non ruspantemente gigantine! ^.^), usate pochi cucchiai di latte, e lavorate velocemente come le normali frolle! Poi lasciate riposare in frigo almeno almeno (!) un'oretta.. considerate che è un impasto piuttosto burroso e fecoloso, insomma.Poi formate i biscottini dello spessore che preferite e trasferiteli nella teglia imburrata e ricoperta di carta da forno(con queste dosi verranno più teglie: io, infatti, molto spesso decido di congelare una parte di frolla per fare poi altri biscottini quando mi capita, o come base da crostate!).
[ Passaggio facoltativo: io a questo punto di solito lascio la teglia coi biscottini almeno una decina di minuti in frigo, in modo tale da compattare l'impasto stesso.. perchè così i biscottini , essendo burrosi, mantengono meglio la loro forma, mi pare. Ma non è indispensabile, insomma! ]
Mettere in forno preriscaldato sui 170°C e cuocere una decina di minuti... ma controllate ogni pochi minuti, perchè molto dipende dallo spessore in cui li avrete sagomati: ad ogni modo attenzione perchè devono essere appena appena dorati, e se sottili si possono magari bruciacchiare facilmente! ;o))
Lasciare raffreddare.
A questo punto preparare la glassa all'acqua:

Glassa:
100 gr di zucchero a velo
pochissime gocce di acque tiepida
qualche goccia di colorante alimentare liquido
(nel mio caso giallo, verde e rosso)
Codettine, zuccherini:decorazioni a piacere...
Nel mio caso: dividere lo zucchero a velo in piccole ciotoline (nel mio caso 3). In ognuna di queste mettere una goccia di acqua tiepida e una o due gocce di colorante alimentare e mescolare con un cucchiaino. Avrete così ottenuto velocissimamente delle glasse colorate!! Regolatevi di consistenza e intensità di colore che desiderate... et voilà! Mettetevi all'opera con la fantasia!A questo punto con codette colorate, zuccherini, anicini, o quello che più vi piace decorate i biscottini. Lasciateli quindi asciugare completamente e... mangiateveli TUTTI!! ^.^
O regalateli a chi vi pare! ;o)) Apprezzeranno..

martedì, luglio 10, 2007

Rimpatriate Pisane

Riassunto fotografico con A) autoscatti plurimi in stile Blair witch project, B) revival della scena di Jessica di "Viaggi di nozze" di Verdone con la banana al ristorante.. presente?
va beh, noi ci siamo limitate al bar... e C) lezione delirante di ginnastica on the beach..in questo caso più on the grass, della Fra...
dovete capire che il caldo fa brutti scherzi...
;-P

Stavolta i Cake con "Perhaps, perhaps, perhaps" (1996), fantastica cover, perchè Sonia si è messa a cantarla tra il lungofiume e i portici... e giù di coretti!
PISA: C'ero stata da piccola, poi pochi mesi fa a marzo, ma avevo visto poco per forza di cose e ci sono ritornata un'altra volta e stavolta mi è proprio piaciuta!
Sabato scorso parte dell'allegra brigata-coinqui "rincoglionite dal troppo caldo" ha fatto una gitarella a Pisa, per dare un bacino ad Heidi, nostra ex-coinquilina, donnina austriaca in arrivo, munita di fidanzato Mirko, direttamente da Vienna per prendere, la poverina!, un traghetto Livorno-SARDEGNA per due settimane..uff!!
Dopo che lei c'era venuta a trovare a marzo , le avevamo promesso che saremmo andate noi a trovarla... ma il fantastico post-it che ci ha appiccicato sul frigo con le offerte low-cost per i voli per Vienna è ancora parcheggiato lì,quindi un paio di settimane fa in msn mi ha intimato di comvincere le altre pulzelle a farci una gitarella per farci perdonare e raggiungerla per un salutino veloce... se no ce menava! Convinte almeno Fra e Sonia, siam partite, ovviamente facendo le nostre inimitabili volpate di uscire di casa in ritardo, per poi correre come pazze scatenate per quel paio di chilometri che portano da casa nostra alla stazione, ma mica due chilometri da padania, no, 2 km senesi, che sono un saliscendi assicurato che per un'antisportiva come me significano scene da risata assicurata con rantoli agonizzanti da mal di milza che ve lo raccomando! ;-)))
Ovviamente poi, mandato un sms agonizzante alla Ietti anche lei alle prese con il fantastico mondo dei ritardi delle fs, (Iettiiiiii, m'è troppo spiaciuto non esserti venuta a salutare domenica, ma ero collassante a letto con pressione raso terra e stanchezza arretrata.. gioventù assolutissimamente bruciata! AMMETTO! Perdono perdono perdonoooo con CaterinaCaselliana enfasi!), salite sul treno al pelo con la lingua a terra per l'impresa agonistica, il treno è partito con più di 20 minuti di ritardo, come è ovvio che sia, scene più che ripetute al ritorno ovviamente, ma dopo anni e anni di fs e bonus di risarcimento sono un'esperta in materia e parto assolutamente munita di cuore in pace e pace dei sensi o più che altro delle incazzature in tasca, con la consapevolezza di non sapere non solo quando arrivo, ma di solito manco quando parto, ma so' sempre dettagli! Basta partire col lettore mp3 stracarico, un bel libricino e l'immancabile rivistina di cucina, il cui acquisto è un rito prima di ogni viaggio semi-lungo con qualsiasi mezzo, a costo di perdere il treno. Stavolta mi ha ispirato la serie oro di cucina moderna di questo mese, su pomodori, melanzane e peperoni, fenomenale!
...Vaniglietta, Sonia, Fra, Heidi: sul prato dei Piazza dei Miracoli, all'ombra della Torre di Pisa e del Battistero...

Nell'attesa dell'arrivo dell'Heidina con "consorte", l'abbiamo buttata sul culinario:

- appena arrivate siamo capitate in un mercatino della frutta in una zona di Pisa particolarissima, che a Pisa proprio non sembrava di essere, dove da marito e moglie indiani troppo belli e gentilissimi abbiamo comprato, da personcine serie, pesche e banane per gli spuntini della giornata,
- seconda colazione con sfogliatina di riso alla crema e caffè macchiato, come da foto,
- ho assaggiato uno dei piatti tipici, la Focaccia con la cecina, nel localino dove, a detta di un'amica di Fra che ci studia da anni e che ce l'ha assicurato, lo fanno meglio... ma non mi ricordo il nome del posto!! [Però mi ricordo come tornarci, che è ciò che importa..;-P]. Buonissima, droga pesante quasi quanto il ciaccino di Siena;
- ho scovato per caso una gelateria fe-no-me-na-le sul lungofiume, dove ho mangiato uno dei gelati più buoni della mia vita... lì, rinfrescato il neurone col gelato, mi sono ricordata di prendere il bigliettino, sono addirittura muniti di sito:
Gusti???
io: - CREMA DI ZAFFERANO
- LIME E MENTA (vera, in tante fogliolineeee...commovente!!)
Ovviamente ho assaggiato anche quelli delle compari... ;-D
Fra: zafferano come il mio, e VANIGLIA DI TAHITI... bòòòna!
Sonia: granita al THE VERDE E MENTA, il the verde si sentiva ed era fantastico!
Li vorrò assolutamente ricreare, quando avrò regalato la gelatiera a mia mamma...

Poi abbiamo finalmente recuperato Heidi e Mirko, che dopo 11 ore di macchina di cui parecchie di coda nella zone di Mestre, ovviamente, sono arrivati e ci siamo corsi incontro con scene degne delle migliori carrambate... Mirko, sei sempre un mito: ogni volta che ci vediamo ci regala una confezione di Toffifee... inutile dire che HA CAPITO TUTTO DELLA VITA... o anche solo di chi si ritrova davanti! Cavolo, l'abbiamo sfruttato come fotografo e gli abbiam fatto manco una fotina... vabbeh, ELOGIOOOO a mille sempre e comunque, noi tifiamo lo sposalizio da mò! (E siam già giunti alla convivenza, vedi che ci prendiamo con le amorose previsioniiii! ^-^).
Heidina bella, brava e austriaca inside come sempre, ci fa sempre schiantare... la prossima volta se non veniamo noi a Vienna ce puoi ufficialmente menà!
Detto ciò, sono pure un po', oltre che patata e carota, donna ravanello, ho chiuso il cerchio...
LA DONNA RAVANELLO.

Piccola di statura,
veloce di pen­siero,
disillusa di cuore.
In qualsiasi situazione trova il modo di arrangiarsi.
È spiritosa e sagace.
Disordinata,
non ama le convenzioni
e detesta le interminabili sedute dal parrucchiere.
Per fare prima si tinge la chioma in ca­sa,
da sola,
a suon di henné.
Vista l'imperizia,
il risultato è spesso una
stravagante nuance ravanello pallido.
Gli uomini la credono fragile e indifesa,
e pensano di portar­sela a letto facilmente.
Illusi.
Basta un morso per capire quanto è forte.
Non sa cosa siano le cotte,
lei.

Tratto da : Luciana Littizzetto, "La Principessa sul pisello", Mondadori, Milano, 2002

mercoledì, maggio 30, 2007

Torta delle Rose

...ricetta "Fènchy-original"...
[La Fènchy, ormai si BENsà, è la mia nonna supersprint]
- un'altra ricetta tradizionale mantovana -
Oggi, quindi "La vie en rose", nella versione originale di Edith Piaf (1946)!
che centra poco tutto sommato, ma è da ieri che me la canticchio in testa...

Beh, insomma, e allora che continui a far freschino, che io mi consolo di conseguenza.

Pensavo di dover rimandare alla fine della calura estiva, tipo minimo settembre, per avere voglia di fare una Torta delle Rose come si deve, non perchè sia difficile, anzi, come impegno è poco più di quello per fare il pane, però è una preparazione a più riprese, con allenamento di bicipite, [voi donnine macchina-del-pane munite secondo me siete già un pezzo avanti!], insomma roba squisitamente da NON farsi se fa eccessivamente caldino, c'è anche quell'oretta buona di forno che ti schianta a terra solo al pensiero sopra i 30°...

La torta delle rose mi sa che la conoscete già, perchè ogni tanto la vedo sbucare bella bella in qualche blog, con immediato svenimento mio, però di base credo sarebbe tipica della mia Mantova
o zone limitrofe ed è
SENZA DUBBIO ALCUNO
(non c'è sbrisolona che tenga, questo è COMFORT FOOD fatto e finito, mica bruscolini!)
quella che più mi attiva qualsiasi tipo di memoria,
memoria olfattiva in primis,
e il computerino focalizza all'istante la cucina della plurinominata nonna Fènchy,
poi quella tattile,
per le sensazioni ultraterrene che dà spezzare una fetta di esemplare di torta fatta dalle venerande manine della suddetta nonna
[che non centra manco da lontano con i risultati che vengono a me, tutt'altra storia... tutt'altri "suoni" e sensazioni... Una si può anche impegnare finchè ne ha voglia, ma manine con 72 anni d'esperienza in materia non è che si eguagliano con niente...],
poi quella visiva perchè le torte, ma anche un po' tutto il resto, di mia nonna hanno la capacità di avere delle dimensioni ciclopiche e di saziare equamente le sue tre care figliolette e relative famigliuole per svariate colazioni successive...
perchè è lì,
appena svegli,
scaldata un attimo in forno che la torta delle rose
[essendo come di'...un attimino sostanziosa]
dà le maggiori soddisfazioni, profumino celestiale e consistenza intatta per parecchi gorni... E la Fènchy che prima la faceva non dico tutte le domeniche, ma insomma poco ci mancava, adesso non me la fa più perchè la cuginina 2-enne, e sottolineo 2-ENNE, fa violenza psicologica e sciopera se quando arriva a casa della nonna non c'è SEMPRE E SOLO la "torta gialla", ovvero la torta cùn l'òi, altro must di casa, che avevo già tentato di sperimentare qui...
Ora dico, buonissima anche quella e va bene che la menzionata cuginina-Polly-pocket è un ariete ascendente capricorno, PERò IO RECLAMO la mia DOSE, perchè sì di droga palesemente trattasi, di torta delle rose ogni tanto...e da un paio d'anni, appunto le sfornate di questo tipo si contano sulle dita di 1 mano... UFF! Cosa mi tocca di sopportare!! ;-)))
Basta, questo era uno sfogo... (metereopatia esci da questo corpo!) ma in questo caso per fortuna è arrivata l'ondata di freddo siberiano che ti fa venir voglia di recuperare all'insegna mali estremi-estremi rimedi e del chi-fa-da-sè... oh mò lè!

Ingredienti:
(ricetta della Fènchy, si salvi chi può!!)
200 gr burro (100 gr per l'impasto e 100 gr per la cremina... ma anche un po' meno)
200 gr zucchero (100 gr per l'impasto e 100 gr per la cremina)
3 uova
1 panetto lievito di birra
mezza tazza (abbondante, aggiungo io) di acqua
farina 00 q.b. (la Fènchy va a caso, io ho usato circa 500 gr + 3 bicchieri per capirci)
(facoltativo, però dà un'aria più raffinata: una cucchiaio di zucchero a velo per decorare)
Procedimento:
Sciogliere il lievito di birra in mezza scodella di acqua tiepida con due cucchiaini di zucchero (ma abbondante, aggiungo io, perchè mia nonna ha perfino le tazze in versione magnum...). Impastare con la sola farina (e giù olio di gomito!!) per qualche minuto e lasciare riposare in un luogo caldino per 1 oretta.
In una ciotola unire 100 gr di zucchero e 100 gr di burro a temperatura ambiente e passare con la frusta, poi aggiungere le 3 uova e mescolare ancora bene. Aggiungere questo composto all'impasto stile lievitino di prima e rimpastare il tutto, aggiungendo della farina (Q.B.: qui la Fènchy non si sbottona, gli unici aggettivi che sono riuscita a estrapolarle sono "C'la gà da èsar (che deve essere, n.d.t.) SODA", ma MORBIDA... andateve a fidà! Quando avete raggiunto questo tipo di nirvana godereccio dell'impasto, lasciate riposare ancora minimo 1 altra oretta.
A questo punto dividere l'impasto in 7/8 parti uguali e formare le rose così: stendere delle strisce alte massimo 1 cm, lunghe e non molto larghe e spalmarvici su tutta la lunghezza una "cremina" che avrete preparato con i restanti 100 gr di burro e 100 gr di zucchero, aiutandovi con un coltello (e lì Sì CHE SI RAGIONA... e si apprezza la maestria: anni e anni di stesure di fette di pane e nutella DANNO I LORO FRUTTI, assicuro.. per esperienza personale!) e arrotolatele a mo' di rosa, appunto. Poi trasferitele un pochino distanziate nella teglia che avrete imburrato e infarinato, oppure (per convincersi di risparmiare 3 calorie.. come la sottoscritta, vabbeh...) ricoperto di carta da forno. Io ne ho messe 6 intorno e 2 centrali, ad esempio.
Lasciare riposare ancora un'ora e vedrete che le rose cresceranno e si uniranno tra loro... e cominceranno già a spargere per la casa un profumino briochoso che mi viene il bavino solo al remoto pensiero...
Poi mettere nel forno preriscaldato e cuocere a 150°C per circa un'ora. Però attenti: se vedete che comincia a colorirsi troppo copritela con un po' di carta d'alluminio e lasciate ancora cuocere finchè dorata. Lasciare raffreddare qualche minuto e poi, se vi piace, spolverare con un po' di zucchero a velo...
E BUONA GODURIA ASSICURATA!!

martedì, maggio 22, 2007

L'Affondo Godurioso a suon di Ciliegie







TORTA AL CACAO E CILIEGIE
300 gr circa di ciliegie (peso già denocciolate)
70 gr zucchero di canna
50 gr zucchero semolato
buccia grattuggiata di un limone
succo di mezzo limone
280 gr farina 00
80 gr burro
15/20 cucchiai di latte
3 uova medie
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito per dolci
30 gr cacao amaro magro Zaini
Facoltativo: qualche mandorla per guarnire
Procedimento:
Lavare e togliere il nocciolo alle ciliegie... un lavoro un po' brigoso, ma con un paio di belle canzoni di sottofondo tutto è possibile, e neanche tanto noioso. Preriscaldare il forno a 180°C. Montare bene con la frusta il burro ammorbidito a temperatura ambiente con i due tipi di zucchero un po' alla volta, poi aggiungere i tre tuorli e mescolare ancora per qualche minuto. Aggiungere la farina setacciata con il lievito e mescolare con la frusta, aggiungendo di volta in volta il succo di limone e il latte quando l'impasto diventa troppo difficile da lavorare. Aggiungere la scorza di limone ed il cacao amaro e incorporare. Montare a neve fermissima con un pizzico di sale i tre albumi e incorporarli nell'impasto sempre dall'alto al basso finchè ben amalgamati al tutto.
Ora aggiungere le ciliegie (lasciarne da parte una manciata) e trasferire il composto in una teglia ricoperta di carta da forno. Decorare con la manciata di ciliegie rimaste, così viene l'effetto AFFONDO GODURIOSO, e, se piace, con qualche mandorla e cuocere in forno per 45 minuti circa.
Quando ero a casa, qualche giorno fa, sono stata spesso e volentieri dalla mia nonna Fènchy (Francesca per le non-nipoti) e mi sono dedicata alla vita agreste... e un mezzo pomeriggio l'ho dedicato alla raccolta delle ciliegie, millemila quintali di ciliegie, poi sparse un po' tra parenti, amici e vicini di casa, qualche chilo finito sotto le grinfie di mia mamma, che li ha trasformati in chili di marmellate (e mi ha detto che ha usato un libro che le ho regalato io...una ricetta con ciliegie, scorzette di limone e cannella, mi pare d'aver capito! Vuoi vedere che sarà qualche raccolta di Sale&Pepe?!)...
E un sacchettino bello bello nel mio trolley,
prontamente sparso stavolta tra coinquiline illuminate d'immenso e scandalizzate dai ben
12.90 EURI al Kg
che costano alla Conad (e son pure parecchio più brutte!),
e questa torta lo scorso week-end:
creata pensando di fare dei muffin AFFONDANTEMENTE-GODURIOSI onorando lo stile Ietti!!
Poi però avendo la muffiniera a "6 posti" non avevo voglia di fare plurime sfornate causa calura e abbondanza di coinquiline da "sfamare"... come al solito ho optato per la soluzione magnum:
la torta unica.
Molto buona da colazione, ma soprattutto per una pausa caffè.
Oggi andiamo di miti,
di canzoni preferite dai tempi in cui avevo tutte le cassette,
so bene a chi dedicarla molto spassionatamente,
Queen, "Let me live" (pubblicata nel 1995, registrata nel 1983)

domenica, aprile 15, 2007

Tale Ali Tale Ale...

Beh, che dire…

buon sangue non mente!

Tale Ali

- io -

Tale Ale

- la neo-duenne in questione -

Ho trovato foto ( quelle a sinistra) comprovanti il fatto che già a due anni ero palesemente traviata...

dal

cioccolato:

del mio secondo compleanno sono presenti foto che dimostrano due feste, una a casa dei nonni e una a casa mia… rispettivamente con crostata alla frutta davanti (però poi non si capisce come le foto seguenti mostrino me totalmente assorta in qualcosa di cioccolatoso… budino?! Mah… i misteri…) il secondo davanti ad una teglia più grossa di me di tiramisù…
Beh, si poteva già presumere la golosità congenita o no????!

Tutto questo per dire che la mia cuginina, la già pluricitata Ale, ha compiuto il 30 marzo ben 2 anni pure lei… (Auguuuuuuuuri tesorina coccolina mia!!) e il confronto dà le sue belle soddisfazioni alla sottoscritta! Le foto comprovano ancora una volta che la razza è decisamente quella: nei pochi giorni di vacanza in cui l’ho vista (…otite, raffreddore, febbre, mal di gola, nausea e quant’altro mi hanno assalito subito dopo la mini gita sociale a Siviglia e mi devono ancora lasciare in realtà: tradotto = vacanze passate barricata in casa a suon di rincoglionimento generale da medicine di ogni tipo… yuppi!) le ho fatto un bel po' di fotine (vedi collage a destra)... e come si ben-vede mica solo quelle della sua festa me la mostrano in veste godereccia immersa nella torta, cucchiaini della situazione, fiere esibizioni di lingua "inspiegabilmente" marrone-cioccolato-fondente, ecc!!???...
diciamo ecco che ho notato che la netta maggioranza ha come tema principale lei che si pappa gelati a ogni ora (me la son ritrovata pazza scatenata di gelati al cioccolato!), torte e chi più ne ha...

eh!
Quando è colpa del dna...

sabato, marzo 10, 2007

Crostata di marmellata di prugne della nonna Fenchy!






Questa crostata l'ho fatta con la marmellata delle prugne della mia Nonna Fènchy (ovvero Francesca...così chiamata perchè la Ale, la cucinina disgraziata quasi 2-enne la definisce così in simpatia...) .
Ieri l'altro, infatti, era il ben 23° compleanno di Milz (Milena)...
- Auguri ancora! -
e questa è stata una delle millemila migliaia di torte, una più buona dell'altra, mangiate per festeggiarla a dovere!
La nonna Fènchy, giustamente, è una di quelle che quando fa le cose le fa per bene… tradotto: ragiona
PER QUINTALI.
Quindi quando fa le marmellate mica le fa nei vasetti con misure “da cristiani”, no, si fa dai 12 ai 15 chili per volta…
Insomma, scherzo, ma neanche più di tanto, perché secondo me il vaso che mi ha dato sarà proprio minimo minimo un chilo di botta di vita, ragione per cui se devi portare qualcosa che ti regala lei nel trolley, stai pur certa che SOLO quello ci starà, o perlomeno fungerà da piccolo enorme piombino nello zaino… vabbbeh, son tutte belle le nonne del mondo, perché sono esagerose come solo loro possono essere, no??!
Questo vas”etto” me l’ha dato qualche mese fa…
E visto che sono in crisi d’affetto culinario perché sono più di due mesi che non la vedo e un giorno sì e l’altro pure la
cuginina 2-enne mi telefona per farmi una guerra pissicologggica non indifferente di continui “Aliiiii, vieni a casa!”, mentre sta perennemente “merendando” con torte varie ed eventuali della nonna,
l’infamona, …
sarò obbligata a consolarmi “solo” con la marmellata della Fènchy…
UFFI!

Insomma bando alle ciance,
questa è la ricetta,
se qualcuno si volesse coccolare:

Ingredienti:

Per la Frolla:
2 uova
2 cucchiai di fecola
300 gr farina 00
100 gr burro
50 gr zucchero a velo
30 gr zucchero di canna
Pizzico di sale
vaniglia
Se necessari, 2/3 cucchiai di latte

Poi:
1/3 del barattolo formato famiglia con squadra di calcio annessa
di marmellata di prugne
(un vasetto piccolo, per le persone con barattoli più “umani”)


Preparare la frolla mescolando velocemente la farina, la fecola, gli zuccheri, il sale, la vaniglia con il burro ammorbidito un pochino a temperatura ambiente.
Unire poi le due uova e lavorare ancora per pochi minuti.
Lasciare riposare in frigo per un’oretta.

Stendere poi la frolla che avrete ottenuto in una teglia unta col burro e infarinata, lasciando da parte un pezzettino per fare le formine con gli stampini.
Bucherellare il fondo e distribuirvi la marmellata.
A questo punto sbizzarrire la fantasia e stendere il pezzettino di frolla e ricavarci con gli stampini tanti mini biscottini e disporli sulla crostata.
Cuocere nel forno preriscaldato a 170°C per 40/50 minuti.

E pappatevi una bella fetta, va...
che se no nonna Fenchy dice che mangiate poco e siete "patiti"!
('na cifra...)

martedì, febbraio 20, 2007

La "Tùrta cun l'oi"



Primo tentativo della mia vita di ricreare quella meraviglia naturale della "Tùrta cun l'oi" (torta con l'olio, n.d.t) di mia nonna... perchè tutte le volte mi scoraggia dicendomi che se "non conosci bene il tuo forno" (sì dai, facciamo pure psicologia comportamentale applicata al forno... va bene) questa irrimediabilmente cade che è un piacere... e forma il "cicìn", ovvero un impasto semi-cotto-semi-crudo immangiabile ai più (e ovviamente buonissimo per la sottoscritta, ma questi sò dettagli... d'altronde, cito, "se son dolci, mangio anche i chiodi", come disse, con mia piena solidarietà tra l'altro, la Manu).
Tutto ciò perchè in questa torta al posto della farina ci vanno ben 500 gr di fecola... per la gioia appunto dei palati estasiati dalla morbidezza o di chi
( vero, Heidina??)
addirittura mi si emoziona per il suono che crea quando da una fetta si toglie un pezzettino con le mani e fa
"cccch..."
(non rende giustizia, ma dal vivo è meglio!),
ma per la disperazione di chi la cuoce... perchè la sottile linea di confine tra 'non-sono-del-tutto-cotta-e-mò-aspetta-che-appena-apri-il-forno-mi-spiaccico-ben-benino-a-terra' e 'mò-n'attimo-che-mi-brucio' è sempre lì in agguato e crea suspence fino all'ultimo...
Direi che per essere un primo tentativo non è andata per niente male, un po' più asciutta dell'originale, una crepetta stile cratere, però almeno a forma di cuore... ci sono insomma sicuramente spazi di miglioramento (anche perchè ho parecchio ridotto le dosi della nonna Fènchi che sono un tantino "a bomba"...), ma forse sono sulla buona strada!
Su richiesta di FrancescaV allego a posteriori alla torta-"cuppolone" la ricetta allucinoggggena della nonna, io la chiamo la ricetta "delle 5"
c'est-à-dire:
ORIGINALE
500 gr fecola
500 gr zucchero
1 bicchiere di olio di semi Cuore
1 lievito per dolci
5 uova
Preriscaldare il forno a 180°C. Unire tutti gli ingredienti e lasciare cuocere per almeno almeno 40/50 minuti... altrimenti, appunto, appena si apre il forno cade e "si sfracella al suolo" q.b.
RIVISITATA,
un pochino meno a bomba...
(q.b.)
circa:
3-4 uova medie
400 gr di fecola
280-300 gr max di zucchero
3/4 bicchiere di olio di semi
1 lievito
un pizzico di sale
....e..... BUON APPETITO!

lunedì, febbraio 12, 2007

Home sweet home... il pane a mo' di nonna Fènchy!


Colta da un attacco di malinconia gastronomica di casa ho tentato l'intentabile... fare il pane buono come lo fa la nonna Fènchi! Inutile dire che il risultato non era a pari livelli di maestria, ma ci accontentiamo per essere un primo tentativo...