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mercoledì, agosto 22, 2007

La zia Vanigliozza annuncia: "pargole" rivoluzioni crescono...

...Giorni abbracciosi, sorrisosi o lacrimosi
- ma di gioia -
in Casa Coinqui!...

Una piccola (o un piccolo... who knows!?) rivoluzione ha BENdeciso di far capolino nelle vite dei due piccioncini di casa,
altresì detti, da me, "Romeo and Juliet",
ma d'ora in poi allora meglio detti

papiRomeo
e mamiJuliet...
^-^
Ma anche un po' nelle nostre,
perché, che vi credete... quasi quanto mami-e-papi,
la zia AliVanigliozza,
come anche le altre ziotte belle,
mica se l'aspettava una comparsata del genere!
E allora l'allegra brigata-nonchè-sorellanza-autodichiarata Coinqui, colta in questi giorni da fantasticissimo shock collettivo per la notizia, seguito all'istante da GIOIA saltellante with a capital letter,
annuncia la giunta di un bel nipotino/a :
Ema & JeanP. ...
ve vojo e ve vojamo bèèèèène!
Che anche il pargolino in arrivo sia pieno di llllllove, looooovvvve, lllllove e ammmmmooore amoooore ammmmmore come la Mamma e il Papi!
E che dalla Mami prenda le lettere e le coccole,
dal Papi i numeri e le risate,
tanto per accontentare tutti!
E visto che la zietta Ali di solito (non si fosse capito... ;-P) non lo dice con un fiore, ma con una canzone... allora cantiamocela un po', mio nipotino gia' coccolato sulla fiducia ^.^:


"...È per te che sono verdi gli alberi,
e rosa i fiocchi in maternità,
è per te che il sole brucia a luglio,
è per te tutta questa città,
è per te che sono bianchi i muri,
e la colomba vola,
è per te il 13 dicembre,
è per te la campanella a scuola,
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...
è per te che a volte piove a giugno,

è per te il sorriso degli umani,
è per te un'aranciata fresca,
è per te lo scodinzolo dei cani,
è per te il colore delle foglie,
la forma strana della nuvole,
è per te il succo delle mele,
è per te il rosso delle fragole,
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...
è per te il profumo delle stelle,
è per te il miele e la farina,
è per te il sabato nel centro,
le otto di mattina,
è per te la voce dei cantanti,
la penna dei poeti,
è per te una maglietta a righe,
è per te la chiave dei segreti,
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...
è per te il dubbio e la certezza,
la forza e la dolcezza,
è per te che il mare sa di sale,
è per te la notte di natale ,
è per te ogni cosa che c'è
ninna na ninna e... "

Jovanotti, "Per te", dall'album "Capo Horn" (1999) -

"Feto amato non ancora avuto
feto avuto mai non voluto
peso e contropeso, c'è ma,
chi ha deciso ha certo ampia visione

Stai nuotando nella sabbia
mentre ieri calpestavi mari
sorseggiando di quei sassi
respiravi fuochi vividi

Dalle oscurità della notte
ai clamori degli abissi
Pesa e Dosa poche gocce di prosa

Ampia più ampia è la tua visione
peso schiacciante sai è dover capire che
ampia, più ampia è la tua visione
porterai ogni cellula nuova a fiorire"

- Ivan Segreto, "Ampia", in "Ampia"(2007) -

"La mia ragazza è un fiore che vedo sbocciare
sulle lenzuola dell’ospedale
sul suo vestito bianco il suo viso stanco
piange gocce di rugiada
la mia ragazza è l’Africa, è calda e limpida
la mia ragazza è tutto il mondo
...e tiene in braccio il suo bambino
apre gli occhi è piccolino...

La mia ragazza è terra, è carne e sangue
dal suo seno nasce il grano
la mia ragazza è anima, spirito e preghiera
dal suo cuore nasce amore
è un raggio di sole che illumina la stanza
la mia ragazza è mia per sempre

...e tiene in braccio il mio bambino
chiude gli occhi è piccolino
e tiene in braccio il mio bambino
apre il becco è un uccellino...

Infermiere, ostetriche, pediatri e dottori
poi i re magi ed i pastori
e questo è il centro di tutto il pianeta
in cielo la stella cometa

...e tiene in braccio il suo bambino
apre gli occhi è piccolino
e tiene in braccio il mio bambino
muove le ali è un uccellino...

Sta tutto dentro ad una mano
apre le ali è già lontano...
"

- Luca Carboni, "La mia ragazza", da "Il tempo dell'Amore" (1999)

"Voglio che tu sia diverso io voglio che tu sia speciale,
voglio che tu abbia qualcosa in più della media nazionale,
spero che tu sia meglio di me e che meriti di essere lì,
e anche se non fosse poi così è così che io voglio sperare,

che tu non diventi lo specchio fedele di ogni mia banalità
ma dandomi un vetro che sia trasparente
mi aiuti ogni giorno a uscire dal niente

Perché voglio che tu sia speciale
io voglio che tu sia diverso
voglio che mi aiuti a trovare
ciò che ho paura di essermi perso

Non voglio sapere se ti piace il mare o tanto meno se sai cucinare
voglio potermi identificare non in te ma nel tuo ideale
non vorrei che tu dicessi quello che so ma quello che non so dire
so che è un gioco infantile ma lasciami immaginare
che tu sia la speranza la mia fratellanza
il sogno che ormai non ho più
e quando ho la testa chinata sul marmo
tu possa gridare e svegliare il mio sonno

Perché voglio che tu sia speciale
io voglio che tu sia diverso
voglio che mi aiuti a trovare
ciò che ho paura di essermi perso
voglio che tu sia un essere speciale"


Niccolò Fabi, "Essere speciale", in "La cura del tempo"(2003)

"Un iperbole di stelle scia giù dal cielo
degno di una straordinaria notte di un giorno qualunque
mentre dormi accanto a me
io sto così bene al punto che
non ho più pensieri e i desideri li ho già regalati a te
ma il cielo induce a fare sogni e profezie
porsi le domande a cui rispondere non sai
e nessun sogno mai potrà
svelare suoi misteri e incognite
dormi piccolo tesoro dormi che una stella veglierà.

E chissà domani come sarai
chissà se ancora ci crederai
in un futuro da difendere
se anche tu non avrai certezze
guardando il cielo iperbole di stelle
la notte di un giorno qualunque... qualunque.

Non fermarti alle apparenze guarda sempre nel profondo
una stella a volte è solamente luce ormai
ed il mondo siamo noi dovremmo noi decidere di noi
ma ognuno perso in un frenetico presente cerca una sua meta

E chissà domani come sarai
chissà se ancora ci crederai
in un futuro da difendere
se anche tu non avrai certezze
guardando il cielo iperbole di stelle
la notte di un giorno qualunque... oh baby

se anche tu non avrai certezze
guardando il cielo iperbole di stelle
la notte di un giorno qualunque... qualunque"

- Raf, "Iperbole", da "Iperbole" 2001 -

Vi dico solo questo:
Attenti voi 3 (!),
che le zie vi vogliono un sacco di bene...
E VI ROMPERANNO LE PALLE SEMPRE E COMUNQUE,
VI STRIGLIERANNO O VI COCCOLERANNO,
secondo necessità,
OVUNQUE QUESTE RIVOLUZIONI VI PORTINO!
Neofamigliola avvisata, mezza salvata...
(t'al dìghi!)
^----------------^

mercoledì, agosto 15, 2007

"Ferragosto", scritta da Samuele Bersani, musica di Sergio Cammariere

"Fai una chiave doppia della stessa porta
per qualunque cosa storta si presenterà.
Dopo aver comprato dei lucchetti nuovi per la tua finestra
puoi partire,
io sto qua.
A giocare tra le sponde,
con le pozzanghere profonde,
buttando l’amo nell’acquario
della mia fantasia.
Finisco sul pulmino dei miei vecchi ricordi,
ma il campo sportivo l’ha inghiottito l’edera.
Seguendo ancora il fiume attracco sul cartone,
e piove e mi riparo dietro ad un’edicola…
Ho della sabbia nelle tasche.
Ho delle spighe sulle calze.
E uno straniero che si fida della mia compagnia.
È stato un temporale pigro e passeggero,
il sole è su che brucia in cielo sulle tegole.
Ma non avevo visto mai un arcobaleno essere centrato in pieno da una rondine…
Come un lampione che si accende in pieno giorno
inutilmente aspetto il sasso e chi così mi spegnerà.
Con il sorriso sulla fronte,
tra le pozzanghere profonde,
rimango al largo dell’acquario
della mia fantasia."

Sergio Cammariere
, "Ferragosto", in "Sul sentiero" (2004),
testo scritto da Samuele Bersani

Come un sogno in una notte di mezza estate...inoltrata, questo "buttare l'amo nell'acquario della mia fantasia" è un modo alternativo di festeggiare insieme a voi, lavoranti o vacanzieri, blogger o non blogger, vicini o lontani,
un
Buon Ferragosto!

sabato, luglio 28, 2007

Sergio Cammariere, "E mi troverai"...


"Le sento passeggiare nel cuore silenziose
come le rose le rime fioriscono in te...
Mi son detto un poeta non scrive soltanto per sé
c'è qualcosa che arriva di notte e poi spinge l'inchiostro
puoi trovare un senso nascosto
una porta che si apre al confine tra sogno e realtà
Ma il futuro è già in viaggio incurante del nostro rumore
orizzonti crollati negli occhi di chi guarderà
quella luna su quel mare lontano
dove i sogni ora attendono chi liberarli potrà.
E mi troverai, se vorrai sai dove cercarmi
e mi troverai nell'azzurro al tramonto sui campi
e mi troverai dentro di te...
E ho messo le parole ad asciugare al sole
come se il vento potesse portarle da te,
ora che
comincia a farmi male la nostalgia che ho
per quello che ora rivivere non è possibile
e non dirmi poi che sarebbe lo stesso
c’è qualcosa di te che oramai è già parte di me...
E mi troverai,
se vorrai sai dove cercarmi
finché un giorno poi capirai che le cose che cerchi
le hai lasciate qua dentro di me...
Le sento passeggiare nel cuore silenziose
come le rose le rime fioriscono in te,
ora che
ho messo le parole ad asciugare al sole
come se il vento potesse portarle
da te..."

Sergio Cammariere, in "Il Pane, Il Vino E La Visione" (2006)

Allora, il caldo mi incentiva parecchio la schizofrenia... passo da momenti in cui sono amorfa, ma pure un po' frollata, a momenti di coccolìte e dolciume congenito, e i momenti del primo tipo si focalizzano su Littizzettiti e consimili vari, o in chiacchiere in msn con un neoamico troppo ridicolo a scambiarci link su youtube a suon di risate comiche .. ;-D, i momenti dolciosi invece si concentrano nella mia vena letteraria da strapazzo, libri, poesie, arte, musica, soprattutto musica sempre e comunque... E allora tergiversiamo un po' insieme con questo testo di Cammariere, che secondo me è un poeta fatto e finito, questa canzone dalla prima volta che l'ho sentita, ormai quasi un annetto fa mi sa, mi ha veramente conquistata con delle parole talmente belle, delle immagini davvero suggestive, tra le più semplici nella loro bellezza e dolcezza, sussurrate lentamente che mi viene il pelo canino come lo chiama la Fra (la pelle d'oca) e il lacrimino da insitamente sentimentalona quale alla fin fine sono e parte il viaggio mentale e chi lo ferma più...
Mi dispiace solo che radioblog non ha una versione di questa canzone, come al solito, e su youtube ce n'è solo una versione live che non rende per niente, perchè in uno studio televisivo è ben difficile ricreare l'atmosfera giusta per una canzone da piano e orchestra, ma ascoltare la versione registrata in
studio con le cuffie al volume giusto e la luna quasi piena dalla finestra di queste sere, è molto suggestivo e fa bene all'anima... e qui poi non si parla di cibo poi?! C'è il cibo della panza e il cibo dell'anima... Quindi va a finire che non siam neanche più di tanto off topic!

^-^

giovedì, luglio 19, 2007

Benigni in piazza a leggere Dante... !

Il caldo mi rallenta la voglia di cucinare, la fame (a parte l'urgenza di cioccolato!), la verve e pure i post più del solito!
Calùùùùùùùùr, immenso calùr.
Allora: 1) Virgilio è di Mantova;
2) la prima volta che Benigni ha recitato la Divina Commedia, circa venti anni fa, era nella mia facoltà;
3) il Babbo Monte (dei Paschi) per una volta ha offerto per tutti... quindi gratis invece che 45 euri e passa delle altre città (infatti mai vista così tanta gente a Siena, manco per il Palio, che è tutto dire!),
-> ERGO:
... Domenica scorsa sono stata in Piazza del Campo a vedere Roberto Benigni, non potevo perdermi un'occasione del genere: un omino che unisce comicità e poesia.
Io ho fatto solamente delle foto, ve ne spiaccico qualcuna, ero sotto al palco e troppo estasiata per mettermi a fare dei video, ma oggi ne hanno pubblicati un paio di Siena su youtube, mica vi crediate abbia parlato solo di Dante e del quinto canto dell'Inferno, ce n'era per tutti, politica in primis (e si è concentrato su Casini il che mi pareva strano, poi il giorno dopo ho scoperto che Casini era nel pubblico! Matupppènza...), poi amore, amicizia, bene e male... insomma quello che avevo bisogno e voglia di sentire dopo una mattina con stato d'animo burrascoso:



Poscia ch’io ebbi ’l mio dottore udito
nomar le donne antiche e ’ cavalieri,
pietà mi giunse, e fui quasi smarrito.
I’ cominciai: "Poeta, volontieri
parlerei a quei due che ’nsieme vanno,
e paion sì al vento esser leggeri".
Ed elli a me: "Vedrai quando saranno
più presso a noi; e tu allor li priega
per quello amor che i mena, ed ei verranno".
Sì tosto come il vento a noi li piega,
mossi la voce: "O anime affannate,
venite a noi parlar, s’altri nol niega!".
Quali colombe dal disio chiamate
con l’ali alzate e ferme al dolce nido
vegnon per l’aere, dal voler portate;
cotali uscir de la schiera ov’ è Dido,
a noi venendo per l’aere maligno,
sì forte fu l’affettüoso grido.
"O animal grazïoso e benigno
che visitando vai per l’aere perso
noi che tignemmo il mondo di sanguigno,
se fosse amico il re de l’universo,
noi pregheremmo lui de la tua pace,
poi c’hai pietà del nostro mal perverso.
Di quel che udire e che parlar vi piace,
noi udiremo e parleremo a voi,
mentre che ’l vento, come fa, ci tace.
Siede la terra dove nata fui
su la marina dove ’l Po discende
per aver pace co’ seguaci sui.

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,

prese costui de la bella persona

che mi fu tolta; e ’l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Amor condusse noi ad una morte.

Caina attende chi a vita ci spense".
Queste parole da lor ci fuor porte.
Quand’ io intesi quell’ anime offense,
china’ il viso, e tanto il tenni basso,
fin che ’l poeta mi disse: "Che pense?".
Quando rispuosi, cominciai: "Oh lasso,
quanti dolci pensier, quanto disio
menò costoro al doloroso passo!".
Poi mi rivolsi a loro e parla’ io,
e cominciai: "Francesca, i tuoi martìri
a lagrimar mi fanno tristo e pio.
Ma dimmi: al tempo d’i dolci sospiri,
a che e come concedette amore
che conosceste i dubbiosi disiri?".
E quella a me: "Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria; e ciò sa ’l tuo dottore.
Ma s’a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
dirò come colui che piange e dice.
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disïato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ’l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante".
Mentre che l’uno spirto questo disse,
l’altro piangëa; sì che di pietade
io venni men così com’ io morisse.
E caddi come corpo morto cade.

- Tratto dal 5° canto della Divina Commedia di Dante, nell'Inferno,

il canto di Paolo e Francesca -

giovedì, marzo 08, 2007

Auguri a tutte le donne del mondo!





Insomma, sarà sì una festa commercializzata finchè volete, ma gli auguri non fanno mai male, o sbaglio?!??

E allora…

AUGURONI, UN BASìN, UNA COCCOLINA
e soprattutto ...
CIOCCOLATO A QUINTALATE PER TUTTE LE DONNE DEL MONDO!!!
Vi dedico quindi dei tortini in tema cioccolatoso:
FARFALLINE AL CIOCCOLATO
(liberissimissimamente ispirato da un una ricetta di
“Tuttoricette Cioccolato”,
edizione Gribaudo 2004)

Per 8/9 farfalline:

150 gr di farina
60 gr di zucchero
60 gr burro
Un pizzico di sale
Mezza bustina di lievito per dolci (io ne avevo usata solo una puntina, ma non si sono gonfiati molto…)
2 uova
1 cucchiaione di cacao amaro
Se necessario, qualche cucchiaio di latte
50 gr di cioccolato nel mio caso super-fondentissimo, ma come più vi piace!
Altri 50 gr di cioccolato come “farcitura” per attaccare le alette delle farfalline

Accendere il forno a 150°.
In una terrina impastare tutti gli ingredienti (tranne il cioccolato) e sbattere il tutto con la frusta elettrica fino ad ottenere un impasto soffice . A questo punto fondete a bagnomaria i 50 gr di cioccolato e lasciate intiepidire un attimo. Quindi amalgamarlo bene all’impasto e distribuirlo nei pirottini della teglia, riempiendoli per ¾.
Cuocere nel forno già caldo per circa 15-20 minuti, poi togliere e lasciare raffreddare qualche minuto.
A questo punto viene il bello:
con un coltello staccare delicatamente la parte superiore dei tortini e dividerla a metà… e questo vostro piccolo Art-Attack alla Mucciaccia avrà come risultato delle belle alette…
Sciogliere a bagnomaria gli altri 50 gr di cioccolato e con un cucchiaino spalmarne un pochino su ogni tortino, il che fungerà (paroloni…) da “collante” per le alette e quando solidificato creerà un effetto di contrasto tra il morbido dei tortini e il croccante del cioccolato… che darà le sue soddisfazioni! Appunto, sovrapponete le alette tagliate, sistemandole come se fossero delle ali di farfalla e spolverizzare i tortini di zucchero a velo…

Che sono stata spiegata???!?

E dopo svariati bocconcini di cibo per il pancino, vi dedico anche un bocconcino… per l'anima!



DONNA

Nel tuo esserci l'incanto dell'essere,
La vita, tua storia,
segnata dal desiderio d'essere
semplicemente donna!
Nel tuo corpo ti porti,
come nessun altro,
il segreto della vita!
Nella tua storia
la macchia dell'indifferenza,
della discriminazione, dell'oppressione…
in te l'amore più bello,
la bellezza più trasparente,
l'affetto più puro
che mi fa uomo!

Eliomar Ribeiro De Souza
- Brasile -