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mercoledì, agosto 22, 2007

La zia Vanigliozza annuncia: "pargole" rivoluzioni crescono...

...Giorni abbracciosi, sorrisosi o lacrimosi
- ma di gioia -
in Casa Coinqui!...

Una piccola (o un piccolo... who knows!?) rivoluzione ha BENdeciso di far capolino nelle vite dei due piccioncini di casa,
altresì detti, da me, "Romeo and Juliet",
ma d'ora in poi allora meglio detti

papiRomeo
e mamiJuliet...
^-^
Ma anche un po' nelle nostre,
perché, che vi credete... quasi quanto mami-e-papi,
la zia AliVanigliozza,
come anche le altre ziotte belle,
mica se l'aspettava una comparsata del genere!
E allora l'allegra brigata-nonchè-sorellanza-autodichiarata Coinqui, colta in questi giorni da fantasticissimo shock collettivo per la notizia, seguito all'istante da GIOIA saltellante with a capital letter,
annuncia la giunta di un bel nipotino/a :
Ema & JeanP. ...
ve vojo e ve vojamo bèèèèène!
Che anche il pargolino in arrivo sia pieno di llllllove, looooovvvve, lllllove e ammmmmooore amoooore ammmmmore come la Mamma e il Papi!
E che dalla Mami prenda le lettere e le coccole,
dal Papi i numeri e le risate,
tanto per accontentare tutti!
E visto che la zietta Ali di solito (non si fosse capito... ;-P) non lo dice con un fiore, ma con una canzone... allora cantiamocela un po', mio nipotino gia' coccolato sulla fiducia ^.^:


"...È per te che sono verdi gli alberi,
e rosa i fiocchi in maternità,
è per te che il sole brucia a luglio,
è per te tutta questa città,
è per te che sono bianchi i muri,
e la colomba vola,
è per te il 13 dicembre,
è per te la campanella a scuola,
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...
è per te che a volte piove a giugno,

è per te il sorriso degli umani,
è per te un'aranciata fresca,
è per te lo scodinzolo dei cani,
è per te il colore delle foglie,
la forma strana della nuvole,
è per te il succo delle mele,
è per te il rosso delle fragole,
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...
è per te il profumo delle stelle,
è per te il miele e la farina,
è per te il sabato nel centro,
le otto di mattina,
è per te la voce dei cantanti,
la penna dei poeti,
è per te una maglietta a righe,
è per te la chiave dei segreti,
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...
è per te il dubbio e la certezza,
la forza e la dolcezza,
è per te che il mare sa di sale,
è per te la notte di natale ,
è per te ogni cosa che c'è
ninna na ninna e... "

Jovanotti, "Per te", dall'album "Capo Horn" (1999) -

"Feto amato non ancora avuto
feto avuto mai non voluto
peso e contropeso, c'è ma,
chi ha deciso ha certo ampia visione

Stai nuotando nella sabbia
mentre ieri calpestavi mari
sorseggiando di quei sassi
respiravi fuochi vividi

Dalle oscurità della notte
ai clamori degli abissi
Pesa e Dosa poche gocce di prosa

Ampia più ampia è la tua visione
peso schiacciante sai è dover capire che
ampia, più ampia è la tua visione
porterai ogni cellula nuova a fiorire"

- Ivan Segreto, "Ampia", in "Ampia"(2007) -

"La mia ragazza è un fiore che vedo sbocciare
sulle lenzuola dell’ospedale
sul suo vestito bianco il suo viso stanco
piange gocce di rugiada
la mia ragazza è l’Africa, è calda e limpida
la mia ragazza è tutto il mondo
...e tiene in braccio il suo bambino
apre gli occhi è piccolino...

La mia ragazza è terra, è carne e sangue
dal suo seno nasce il grano
la mia ragazza è anima, spirito e preghiera
dal suo cuore nasce amore
è un raggio di sole che illumina la stanza
la mia ragazza è mia per sempre

...e tiene in braccio il mio bambino
chiude gli occhi è piccolino
e tiene in braccio il mio bambino
apre il becco è un uccellino...

Infermiere, ostetriche, pediatri e dottori
poi i re magi ed i pastori
e questo è il centro di tutto il pianeta
in cielo la stella cometa

...e tiene in braccio il suo bambino
apre gli occhi è piccolino
e tiene in braccio il mio bambino
muove le ali è un uccellino...

Sta tutto dentro ad una mano
apre le ali è già lontano...
"

- Luca Carboni, "La mia ragazza", da "Il tempo dell'Amore" (1999)

"Voglio che tu sia diverso io voglio che tu sia speciale,
voglio che tu abbia qualcosa in più della media nazionale,
spero che tu sia meglio di me e che meriti di essere lì,
e anche se non fosse poi così è così che io voglio sperare,

che tu non diventi lo specchio fedele di ogni mia banalità
ma dandomi un vetro che sia trasparente
mi aiuti ogni giorno a uscire dal niente

Perché voglio che tu sia speciale
io voglio che tu sia diverso
voglio che mi aiuti a trovare
ciò che ho paura di essermi perso

Non voglio sapere se ti piace il mare o tanto meno se sai cucinare
voglio potermi identificare non in te ma nel tuo ideale
non vorrei che tu dicessi quello che so ma quello che non so dire
so che è un gioco infantile ma lasciami immaginare
che tu sia la speranza la mia fratellanza
il sogno che ormai non ho più
e quando ho la testa chinata sul marmo
tu possa gridare e svegliare il mio sonno

Perché voglio che tu sia speciale
io voglio che tu sia diverso
voglio che mi aiuti a trovare
ciò che ho paura di essermi perso
voglio che tu sia un essere speciale"


Niccolò Fabi, "Essere speciale", in "La cura del tempo"(2003)

"Un iperbole di stelle scia giù dal cielo
degno di una straordinaria notte di un giorno qualunque
mentre dormi accanto a me
io sto così bene al punto che
non ho più pensieri e i desideri li ho già regalati a te
ma il cielo induce a fare sogni e profezie
porsi le domande a cui rispondere non sai
e nessun sogno mai potrà
svelare suoi misteri e incognite
dormi piccolo tesoro dormi che una stella veglierà.

E chissà domani come sarai
chissà se ancora ci crederai
in un futuro da difendere
se anche tu non avrai certezze
guardando il cielo iperbole di stelle
la notte di un giorno qualunque... qualunque.

Non fermarti alle apparenze guarda sempre nel profondo
una stella a volte è solamente luce ormai
ed il mondo siamo noi dovremmo noi decidere di noi
ma ognuno perso in un frenetico presente cerca una sua meta

E chissà domani come sarai
chissà se ancora ci crederai
in un futuro da difendere
se anche tu non avrai certezze
guardando il cielo iperbole di stelle
la notte di un giorno qualunque... oh baby

se anche tu non avrai certezze
guardando il cielo iperbole di stelle
la notte di un giorno qualunque... qualunque"

- Raf, "Iperbole", da "Iperbole" 2001 -

Vi dico solo questo:
Attenti voi 3 (!),
che le zie vi vogliono un sacco di bene...
E VI ROMPERANNO LE PALLE SEMPRE E COMUNQUE,
VI STRIGLIERANNO O VI COCCOLERANNO,
secondo necessità,
OVUNQUE QUESTE RIVOLUZIONI VI PORTINO!
Neofamigliola avvisata, mezza salvata...
(t'al dìghi!)
^----------------^

lunedì, agosto 13, 2007

Muffin integrali con muesli... ma col topping che recupera!


Biagio Antonacci, "Se è vero che ci sei" (1996)
Che beltà!
"Certe volte guardo il mare, questo eterno movimento, ma due occhi sono pochi per questo immenso e capisco di esser solo, e passeggio dentro il mondo, ma mi accorgo che due gambe non bastano per girarlo e rigirarlo. [...]
Certe volte guardo il cielo, i suoi misteri e le sue stelle, ma sono troppe le mie notti passate senza te per cercare di contarle"...
Sì sì ci sono, non sono in vacanza, anche se latito anch'io più del solito in questa landa desolata che è la blogsfera ad agosto... tutti in giro a mostrar le chiappe (non-più)chiare, eh, bravi!
Latito perchè ho cominciato uno stage nel bookshop di libri inglesi qui a Siena, ed abbiamo organizzato dei mini-reading con un paio di autori, quindi mi sono dedicata un po' a quello, a varie ed eventuali.
Ma cucino, cucino... un pochino! Questi sono dei muffin che ho fatto per il dolce risveglio della coinqui Ema, che mi aveva lasciata a casa sola soletta quasi una settimana, quindi per un bel ribenvenuto le ho inventato ieri questi muffin, con i Crunch, cereali della Nestlè col cioccolato, che so le piacciono molto, perchè avevo già fatto dei muffin coi Crunch per il meme di Canny di febbraio, questi finto-seri almeno nelle intenzioni, integrali... ^-^
Muffin con farina integrale e muesli, mandorle, cioccolato fondente e Crunch
Ingredienti:
(ne sono risultati 9 muffin)
(unità di misura, ancora una volta, vasetto vuoto di yogurt da 125 ml)
INGREDIENTI SOLIDI:
1 vasetto di farina 00
1 vasetto di farina integrale
1 pizzico di sale
3 cucchiai di zucchero semolato
1 1/2 cucchiaini di lievito per dolci
1 punta di cucchiaino di bicarbonato
-----
Per il topping e un po' anche nell'impasto, diciamo metà e metà:
40 gr di cioccolato fondente, tagliata grossolanamente
3 cucchiai di muesli solo di cereali e miele
una manciata di mandorle, tagliate grossolanamente a lamelle
Un paio di cucchiaiate di cereali croccanti al cioccolato Crunch
-----
INGREDIENTI LIQUIDI:
1 uovo di medie dimensioni
4 cucchiai di olio di semi di girasole
circa 15 cucchiai di latte (poi vedete, dipende molto da quanto è "integrale" la farina integrale)
Preriscaldare il forno a 150°C. In due recipienti dividere gli ingredienti liquidi da quelli solidi: ovvero, in uno setacciare le farine, il lievito, il bicarbonato, lo zucchero ed il pizzico di sale, nell'altra sbattere velocemente con una forchetta l'uovo, l'olio di semi ed il latte. Versare quindi questo composto liquido nel recipiente degli ingredienti solidi e mescolare molto velocemente, poi aggiungere circa metà del trito di muesli di cereali, cioccolato fondente, mandorle e Crunch e rimescolare per pochi secondi.
Ricoprire lo stampo da muffin con dei pirottini di carta, (oppure imburrare la muffiniera se non si hanno) e versarvi un cucchiaio d'impasto in ogni stampo, diciamo insomma a riempirlo per tre quarti. Ricoprire ogni muffin col rimanente trito di godurie varie: muesli, cioccolato, Crunch spezzettati o interi e mandorle tagliate a lamelle.
Infornare nel forno già caldo per 15-20 minuti a 150°C circa o comunque appena dorati.

mercoledì, luglio 11, 2007

Ciambella rustica con ripieno di amaretti, ricotta e cacao


Oggi grande necessità di adrenalina, il caffè non funziona:
Scatman John con "Scatman" (1994).. che è stato uno dei miei primi tormentoni estivi, mi ricorda i primi festivalbar, le prime uscite alle fiere di paese, insomma: mi viene da ballare!

Ieri alle h 18.55.57 m'arriva un sms... chi sarà? Fra e Ema (coinqui), che dalla biblioteca hanno il coraggio di scrivere ciò (cito):
"Dì la verità, stai morendo dal caldo vero? Io e la Fra ti stiamo a fa' un cappotto... In realtà questo msg è per sapere se sei all'opera in cucina. Voglia di sboldro!"
..al che io scrivo che per fare un dolce non son mica SHPIRATA, ma che avevo pensato di impastare la pizza, ma poi non c'era nessuno che mi istigasse alla violenza e non l'avevo fatta. E se la volevano supervelox di fare uno squillo che la Mary Poppins che è in me si metteva a spignettà comunque.
h 19.14.33: "La Fra è contro i carboidrati e sai già per cosa parteggio. Quindi all'unisono DOLCE!"...
Uffiiiiii...uffiiiii...non mi viene, non c'ho voglia... Antò...fa cardooooo... Vabbeh, risoluzione: lo faccio, ma poi se viene 'na scifèz ve la magnate uguale e i piatti da lava' so tutti regali pe' voartre!
;-))) Do ut des...
Vado sul sicuro, faccio una ricettina della zia, però stravolgo tutto... va beh, mantengo la pratica...
Tiro fuori tutto, ciàpa chì ciàpa là.... grembiulino giallo della Annina, nel tascone lettore mp3 a pallissima e gnàmo! Creo...
h 19.28.21: "Ti sei SHPIRATA?"
sìììììì maledette r***********i, con Mediomaniana enfasi (ce lo diciamo sempre, non preoccupatevi, è tutto nella norma!)...
Tornano e si ritrovano sbaffata sul tavolo a raffreddarsi prima di ribaltarla la loro ciambella rustica, va bene per la colazione eh bambine, vi addolcisce il risveglio alla Mulino Bianco!?? Evidentemente sì, se quando mi sono svegliata la mattina per fare le foto all'interno sul tavolo dell'interno rimaneva quello che c'è nelle foto!! Anveeeeeeedi li licantropi so' passati!! Attila flagello di Dio proprioooooo!
;-)))))

La ricetta in teoria è di mia zia Claudia, io in realtà ho mantenuto la pratica e gli ingredienti (a parte l'aggiunta di poco cacao), ma ho cambiato un po' le dosi... sapendo di dover fare dosi "massicce" per coinquiline-licantrope: vi metto direttamente le mie:
Ingredienti:
(forever scatolino come scatolino vuoto di yogurt, da 125 ml)

impasto:
6 scatolini di farina
2 uova
1 scatolino di latte
1 scatolino di zucchero per l'impasto
1 bustina di lievito per dolci
100 gr di burro
ripieno:
200 gr amaretti (= 1 scatola)
250 gr di ricotta se possibile fresca
1/2 scatolino di zucchero
1 cucchiaio di cacao amaro (facoltativo)
1 uovo

In una ciotola sbriciolare grossolanamente gli amaretti (se, beati voi, ce l'avete, usate un mixer e polverizzateli)
Preriscaldare il forno a 180°C. Sciogliete a bagnomaria il burro e lasciate raffreaddare un po'. Imburrare ed infarinare leggermente una tortiera per ciambella.
Poi setacciare la farina, lo zucchero e lo lievito e disporlo in una ciotola a fontana. In un'altra ciotola mescolare velocemente le uova, il latte e il burro intiepidito (un po' in stile muffin, divisione ingredienti secchi ed ingredienti liquidi). Versare il composto liquido nel buco della fontana creata e lavorare velocemente con un cucchiaio di legno, poi se vedete che il composro è troppo duro, lavoratelo con le mani (ebbene sì! E' il suo bello e la sua stranezza... sarà per quello che mia zia la chiama rustica??? Mah..sono i misteri delle ricette famigliari!). In un altra ciotola mescolare la ricotta, 1 cucchiaio di cacao (facoltativo, non presente nella ricetta di mia zia), il mezzo scatolino di zucchero e gli amaretti sbriciolati.
Ora trasferire con le mani circa metà dell'impasto più o meno uniformemente (eh, si chiama rustica quindi si ha anche la licenza poetica giustificata di essere "ruspanti"!), poi disporvi sopra il ripieno preparato prima e ricoprire con il restante impasto sempre con le mani a mo' di pezza...
Poi infornate a 170°C per 40-45 min, considerando che comunque l'interno non si asciugherà del tutto perchè è presente la ricotta.
Guardate che sembrerà magari strana da fare e non il massimo da vedere, ma da magnà, ve lo assicuro, Sò SODDISFAZIONI! E risulterà anche soffice, anche se crederete che potrebbe diventare un piccolo mattoncino, invece vi stupirà con effetti speciali... va beh dai, fly down... sto a esaggerà, ma nzomma l'è bona, per colazione, ma se ve la devo dire tutta io e Sonia l'abbiamo anche utilizzata come cena-coccola con il latte caldo! Farà un po' inverno ma ci stava proprio!

LA DONNA FINOCCHIO.

Precisiamo.
Esistono al mondo donne finocchio-femmina
e donne finocchio-maschio.

Ecco.
Quest'ultimo è un caso che non ci riguarda
(chie­dete a Platinette).
La donna finocchio-femmina è spesso incinta.
Ed è un' ottima madre.
Solida e protettiva.
Devi avere pazienza se vuoi arrivarle al cuore.
Ma niente smancerie.
Tocca toglierle con calma tutte le difese,
strato dopo strato.
Non è fatta per i sentimenti focosi e le notti calienti.
Va amata cruda.
Mordicchiata un po' alla volta.
Pur essendo grassoccia,
è tosta e tonica.
Non ci ha un filo di cellulite.
Amare una donna finocchio fa bene alla salu­te.
Libera dalle scorie e non appesantisce lo stomaco.

Tratto da : Luciana Littizzetto, "La Principessa sul pisello", Mondadori, Milano, 2002

martedì, luglio 10, 2007

Rimpatriate Pisane

Riassunto fotografico con A) autoscatti plurimi in stile Blair witch project, B) revival della scena di Jessica di "Viaggi di nozze" di Verdone con la banana al ristorante.. presente?
va beh, noi ci siamo limitate al bar... e C) lezione delirante di ginnastica on the beach..in questo caso più on the grass, della Fra...
dovete capire che il caldo fa brutti scherzi...
;-P

Stavolta i Cake con "Perhaps, perhaps, perhaps" (1996), fantastica cover, perchè Sonia si è messa a cantarla tra il lungofiume e i portici... e giù di coretti!
PISA: C'ero stata da piccola, poi pochi mesi fa a marzo, ma avevo visto poco per forza di cose e ci sono ritornata un'altra volta e stavolta mi è proprio piaciuta!
Sabato scorso parte dell'allegra brigata-coinqui "rincoglionite dal troppo caldo" ha fatto una gitarella a Pisa, per dare un bacino ad Heidi, nostra ex-coinquilina, donnina austriaca in arrivo, munita di fidanzato Mirko, direttamente da Vienna per prendere, la poverina!, un traghetto Livorno-SARDEGNA per due settimane..uff!!
Dopo che lei c'era venuta a trovare a marzo , le avevamo promesso che saremmo andate noi a trovarla... ma il fantastico post-it che ci ha appiccicato sul frigo con le offerte low-cost per i voli per Vienna è ancora parcheggiato lì,quindi un paio di settimane fa in msn mi ha intimato di comvincere le altre pulzelle a farci una gitarella per farci perdonare e raggiungerla per un salutino veloce... se no ce menava! Convinte almeno Fra e Sonia, siam partite, ovviamente facendo le nostre inimitabili volpate di uscire di casa in ritardo, per poi correre come pazze scatenate per quel paio di chilometri che portano da casa nostra alla stazione, ma mica due chilometri da padania, no, 2 km senesi, che sono un saliscendi assicurato che per un'antisportiva come me significano scene da risata assicurata con rantoli agonizzanti da mal di milza che ve lo raccomando! ;-)))
Ovviamente poi, mandato un sms agonizzante alla Ietti anche lei alle prese con il fantastico mondo dei ritardi delle fs, (Iettiiiiii, m'è troppo spiaciuto non esserti venuta a salutare domenica, ma ero collassante a letto con pressione raso terra e stanchezza arretrata.. gioventù assolutissimamente bruciata! AMMETTO! Perdono perdono perdonoooo con CaterinaCaselliana enfasi!), salite sul treno al pelo con la lingua a terra per l'impresa agonistica, il treno è partito con più di 20 minuti di ritardo, come è ovvio che sia, scene più che ripetute al ritorno ovviamente, ma dopo anni e anni di fs e bonus di risarcimento sono un'esperta in materia e parto assolutamente munita di cuore in pace e pace dei sensi o più che altro delle incazzature in tasca, con la consapevolezza di non sapere non solo quando arrivo, ma di solito manco quando parto, ma so' sempre dettagli! Basta partire col lettore mp3 stracarico, un bel libricino e l'immancabile rivistina di cucina, il cui acquisto è un rito prima di ogni viaggio semi-lungo con qualsiasi mezzo, a costo di perdere il treno. Stavolta mi ha ispirato la serie oro di cucina moderna di questo mese, su pomodori, melanzane e peperoni, fenomenale!
...Vaniglietta, Sonia, Fra, Heidi: sul prato dei Piazza dei Miracoli, all'ombra della Torre di Pisa e del Battistero...

Nell'attesa dell'arrivo dell'Heidina con "consorte", l'abbiamo buttata sul culinario:

- appena arrivate siamo capitate in un mercatino della frutta in una zona di Pisa particolarissima, che a Pisa proprio non sembrava di essere, dove da marito e moglie indiani troppo belli e gentilissimi abbiamo comprato, da personcine serie, pesche e banane per gli spuntini della giornata,
- seconda colazione con sfogliatina di riso alla crema e caffè macchiato, come da foto,
- ho assaggiato uno dei piatti tipici, la Focaccia con la cecina, nel localino dove, a detta di un'amica di Fra che ci studia da anni e che ce l'ha assicurato, lo fanno meglio... ma non mi ricordo il nome del posto!! [Però mi ricordo come tornarci, che è ciò che importa..;-P]. Buonissima, droga pesante quasi quanto il ciaccino di Siena;
- ho scovato per caso una gelateria fe-no-me-na-le sul lungofiume, dove ho mangiato uno dei gelati più buoni della mia vita... lì, rinfrescato il neurone col gelato, mi sono ricordata di prendere il bigliettino, sono addirittura muniti di sito:
Gusti???
io: - CREMA DI ZAFFERANO
- LIME E MENTA (vera, in tante fogliolineeee...commovente!!)
Ovviamente ho assaggiato anche quelli delle compari... ;-D
Fra: zafferano come il mio, e VANIGLIA DI TAHITI... bòòòna!
Sonia: granita al THE VERDE E MENTA, il the verde si sentiva ed era fantastico!
Li vorrò assolutamente ricreare, quando avrò regalato la gelatiera a mia mamma...

Poi abbiamo finalmente recuperato Heidi e Mirko, che dopo 11 ore di macchina di cui parecchie di coda nella zone di Mestre, ovviamente, sono arrivati e ci siamo corsi incontro con scene degne delle migliori carrambate... Mirko, sei sempre un mito: ogni volta che ci vediamo ci regala una confezione di Toffifee... inutile dire che HA CAPITO TUTTO DELLA VITA... o anche solo di chi si ritrova davanti! Cavolo, l'abbiamo sfruttato come fotografo e gli abbiam fatto manco una fotina... vabbeh, ELOGIOOOO a mille sempre e comunque, noi tifiamo lo sposalizio da mò! (E siam già giunti alla convivenza, vedi che ci prendiamo con le amorose previsioniiii! ^-^).
Heidina bella, brava e austriaca inside come sempre, ci fa sempre schiantare... la prossima volta se non veniamo noi a Vienna ce puoi ufficialmente menà!
Detto ciò, sono pure un po', oltre che patata e carota, donna ravanello, ho chiuso il cerchio...
LA DONNA RAVANELLO.

Piccola di statura,
veloce di pen­siero,
disillusa di cuore.
In qualsiasi situazione trova il modo di arrangiarsi.
È spiritosa e sagace.
Disordinata,
non ama le convenzioni
e detesta le interminabili sedute dal parrucchiere.
Per fare prima si tinge la chioma in ca­sa,
da sola,
a suon di henné.
Vista l'imperizia,
il risultato è spesso una
stravagante nuance ravanello pallido.
Gli uomini la credono fragile e indifesa,
e pensano di portar­sela a letto facilmente.
Illusi.
Basta un morso per capire quanto è forte.
Non sa cosa siano le cotte,
lei.

Tratto da : Luciana Littizzetto, "La Principessa sul pisello", Mondadori, Milano, 2002

venerdì, luglio 06, 2007

Una merendella coi controfiocchi: Brownies al cocco

Red Hot Chili Peppers, " Road trippin' " (1999), una delle pochissime dei Rhcp senza batteria...
viaggioni fisico-geografici, una delle mie preferite a tutto volume quando guido, e non vi dico quelli mentali, con sta musica che mi solletica il neurone...


Ispirata da una commistione di vocine diaboliche nel mio cervelletto, che si concentravano e gridavano vendetta su questa celestialità di Fabien, quest'altra di FrancescaV e dal libricino che mi ha regalato la Cuochè per il compleanno e mi sfoglicchio spesso, dovevo provare a fare sti benedetti BROWNIES e questa è l'invenzione che ne è saltata fuori :

Merenda a suon di BROWNIES al cioccolato fondente e cocco,
con un bel thè Twinings alla vaniglia, cocco e semi di cacao
(che c'entra poco con tutte le precedenti, ma era per spiegare il filo mentale e dare ai Cesari, mica ai Cesaroni..uh uh come son burlona di mattina presto!, in questione, ciò che spetta loro, cioè in questo caso l'istigazione alla violenza goduriosa)
Ingredienti:
(con scatolini intendo l'imperituro scatolino vuoto di yogurt da 125 ml)
200 gr cioccolato fondente
100 gr burro
2 scatolini di farina di cocco
1 scatolino di farina 00
1 scatolino di zucchero di canna equosolidale golden caster
3 uova

Preriscaldare il forno a 180°C. In un pentolino far sciogliere a bagnomaria il cioccolato ed il burro, mescolando finchè ben sciolti ed amalgameti, poi togliere dal fuoco e lasciare raffreddare qualche minuto. Nel frattempo montare in un recipiente le 3 uova con lo zucchero di canna per un paio di minuti. Aggiungere poi il cocco e mescolare ancora. Quindi aggiungere il composto di cioccolato e burro, ormai non più troppo caldo, ed incorporare bene. Infine aggiungere poca alla volta la farina setacciata e trasferire in una teglia, preferibilmente quadrata o rettangolare (io ho usato la normale tortiera tonda e ho poi tagliato a quadrotti i brownies, perchè avevo teglie rettangolari proprio piccole, e sapevo che le coinqui non avrebbero apprezzato poco abbondanza!) , ricoperto di carta da forno, cospargere magari un cucchiaino di cocco sulla superficie, che fa scena (^-^), ed infornare per 25-30 minuti, se necessario abbassando la temperatura un pochino, o comunque finchè si forma una crosticina dall'aspetto croccantino in superficie (ma l'interno deve rimanere "umidino", non troppo secco).

Appena raffreddato un po' (a parte che a me piace più caldino...
;0)) ), tagliare nei classici quadretti/rettangoli e papparsene alll'istante uno, ma anche un paio su, con una bella tazza di tè a tema, se vi va.

Detto questo, diamo inizio alle danze... o meglio alla digressione blogorroica. Forse in questa sede non si è ancora tanto percepito, mi io sono una pazza scatenata quando si parla di thé, tisane, tisanine, infusi e quant'altro... posso diventare, in realtà sono già a buona strada, un'erboristeria umana. E' una cosa degli ultimi anni, prima li snobbavo grassamente, mi ricordo bene l'unico Earl Grey che avevo bevuto, ed era in terza media in classe per parlare di cultura inglese (con i shortbread.....ahhhh!).. sì, c'ho la memoria buonissima per le minchiatelle, e allora??! E' risaputo, la frase preferita della mia migliore amica quando mi parla è "Quanti files buttati nel cesso!"..in dialetto, qui ve lo anche raffinato. Ad esempio, ora devo sfogare il tarlo che mi perseguita da un paio di giorni, una mia amica mi ha detto di avere appena comprato un infuso al marzapane buonissimo e adesso quello è già il mio domandone... 'ndo lo trovo?! Vabbeh, non tergiversiamo: insomma io un bel tè anche a Ferragosto sarei in grado di bermelo, oddio, sempre a modo mio, ma quello anche sul cucuzzolo della montagna... io li adoro caldi per l'effetto caldino alle mani che mi piace un sacco (ecco magari più sotto Natale che a Ferragosto, sì, ammetto)..., ma poi aspetto rigorosamente che siano quasi freddi per berli!

E più son strani più mi illumino d'immenso... Passo le ore nei reparti delle tisane nei supermercati, il paese dei Balocchi, vengo colta da parossismo da acquisto plurimo e in quel caso lì è una gran cosa che qui non ci sia pericolo di trovar cose strane (a parte un negozio, ma c'è di che far dei mutui... c'ho fatto solo dei regali a natale e mai più! Costano il doppio, quando va bene!), a Mantova già appena leggermente di più, ma Deo gratia che non sto a Milano o Roma... che farei stragi! (Di portafoglio, s'intende).

Insomma in questo ci stava a puntino un bel Twinings, che insieme a quelli dell'equosolidale rimangono i miei preferiti, a tema: il Voyage Baìa... c'est-à-dire vaniglia, cocco e semi di cacao, che ha un profumo celestiale, il sapore è molto meno deciso, ma apprezzo assai assai lo sforzo di metterci cose che idolatro... ^-^


LA DONNA INSALATA.
Frivola
e anche un po' superficiale,
della donna insalata ci si innamora facilmente.
Perché è la quint'essenza della femmina.
Carina,
volubile,
spensiera­ta,
capricciosa.
Ma è meglio non fidarsi...
È infedele per na­tura.
Passa da un letto all' altro
con una leggerezza invidia­bile.
Basta un po' di calore per renderla tenera.
Forse perché è una femmina con poca sostanza.
O forse perché ha scoperto che
nella vita è meglio fermare gli istanti mi­gliori
senza farsi troppe domande.
Di solito la donna insa­lata
va molto d'accordo
con la donna pomodoro.
Sono amiche per la pelle.
Di tutt' altra risma,
la donna insalata belga.
Come dire... la classe non è acqua...
L'età le ha,
sì,
imbiancato i capelli,
ma le ha donato uno charme quasi magnetico.
Sarà quel suo retrogusto amaro,
di chi ha cono­sciuto gli inganni della vita,
a renderla così desiderabile.
Tratto da : Luciana Littizzetto, "La Principessa sul pisello", Mondadori, Milano, 2002

mercoledì, giugno 27, 2007

Dicevamo?!... ah, del Tiramisù triplo

Mi ero scordata di mettere fotine comprovanti l'allegra "brigata coinqui", mica tutte ma insomma le meglio, che si concede 'na bella gitarella domenicale alle terme giusto quel tanto per rosolarsi da brave pirlotte e squamarsi per benino.
Con facce rinco in treno da poche ore di sonno prima, con facce rintro da troppe ore di sole e zolfo poi...
ORDUNQUE dicevamo...
Che ve stavo a racconta' del tiramisù triplo.
Che poi è un tiramisù canonico... però triplamente slurposo, perchè quando ce vò ce vò
[ecco, magari spesso].

La
canzoncina di sottofondo oggi facciamo che sia degli
U2,
amatissimi dall'infanzia in poi,
"Where the streets have no name" (1987),
troppo bella e con un inizio da urlo...


TIRAMISù AL TRIPLO CIOCCOLATO
75 gr cioccolato bianco
75 gr cioccolato gianduia
75 gr cioccolato al latte con nocciole a granella
3 uova (3 tuorli + 3 albumi)
1 pizzico di sale
5 cucchiai di zucchero semolato
500 gr mascarpone (EH!?Lo so.. era un compleanno!!SshhHh!)
1 confezione da 400 gr di savoiardi
(io sono e rimango della scuola di pensiero dei Pavesini,
ma cosa deve fare una per delle coinqui??! ;-P )
3 tazzine di caffè ristretto
latte q.b
un paio di cucchiaini di cacao amaro
Procedimento:
Dai che son brava e lo riporto per onor di cronaca, però lo so che un tiramisù lo sapete fare meglio di me, brave cuochette e bravi cuochetti miei.
Montare i 3 tuorli d'uovo con i cucchiai di zucchero (c'è già "parecchio" cioccolato, quindi si può quasi quasi evitare, o comunque non abbondare troppo), poi aggiungere il mascarpone e mixare ancora finchè ne risulta una crema omogenea. Aggiungere 3 o 4 cucchiai di caffè e mescolare ancora. Tritare non troppo finemente i cioccolati (perchè, ovviamente, visto che son parecchio prevedibile, a me piace il "crocco" del cioccolato in bocca, ma se si preferisce si può tritare di più!) e aggiungerne alla crema circa 2/3 (si va a occhio.. a me piace anche un bel strato in perfetto stile "tempestato di diamanti" sopra, con poco cacao, ma regolatevi di conseguenza se preferite la superficie più cacaosa e meno cioccolatosa. Per ultima cosa amalgamare bene i 3 albumi montati a neve fermissimissima con un pizzico di sale.
Ora comporre il tutto partendo da uno strato di savoiardi imbevuti velocemente nel caffè e in un po' di latte (q.b.), poi un po' di crema e così via fino ad esaurimento della crema.
Con queste dosi a me è venuta una teglia media (che si vede nelle foto nel post precedente, se può essere d'aiuto), un'altra piccola teglia e un piatto (che si vede anche lui nella foto) fatto sul momento per essere azzannato altrettanto all'istante da coinqui ansiose e non in grado di aspettare quel tempo necessario al raffreddamento... ( ;-*).
Sopra cospargere con poco cacao amaro in polvere e SOPRATTUTTO, lì viene il bello (ma anche buono) con il resto dei 3 tipi di cioccolato supergoduriosamente slurposoooooo!
Mettere in frigo e lasciare raffreddare per un pochino di tempo, insomma finchè resistete alla tentazione dell'azzanno!

Un attimo che è il caso che vada a magnarmi un quadratino che il solo vago ricordo mi ha fatto venire un mancamento...
Uhm, sì, torniamo a fare le personcine "serie", ricomponiamoci, che è meglio. [Con PuffoQuattrocchiesca enfasi...]
Oggi si va di patata, perchè io si sappia son mezza carota e mezza patata, sia nella veste un po' pirla che in quella un po' tenace. [Però, già Danielito (Silvestri), magister vitae, disse "Aò, so' testarrrrdo, ma mica so' cojoneee", ecco, chi vuole intendere...]

LA DONNA PATATA.

La donna patata è un po' pirla.
Dicia­mocelo.
Sarà che ha la pelle sottile
e ci vuole un niente a ferirla.
Se si innamora è fritta.
O bollita.
Dipende dai mo­menti.
È una fuoriclasse in materia di cotte.
Può levarsi la pelle,
per amore.
Quando si incapriccia di un maschio si abbandona ciecamente tra le sue braccia,
si sottomette,
diventa arrendevole
ed è in grado di farsi schiacciare fi­no a ridursi a purea.
Le donne patata americana sono le più resistenti. Le puoi ferire,
disprezzare,
abbandonare.
Ma loro son tenaci.
Con un po' di luce e un po' d'acqua
sono in grado di germogliare per tutta la vita.

Tratto da : Luciana Littizzetto, "La Principessa sul pisello", Mondadori, Milano, 2002

martedì, giugno 12, 2007

Ciaccino ripieno di tutto un po', tipico spuntino senese


...nella foto vi vedete Fra, deliberatissimamente sfruttata per il taglio...mentre io le faccio da fotoreporter! ...
La canzoncina di oggi allora la dedico a lei, "Standing Ovation" (2001) di Vasco Rossi, che quando qualche settimana fa ci si era fissata e poi mi ha detto pensava che si intitolasse "Stendi il rovescio" ho riso per un quarto d'ora...
Fra, vedi di bere meno!!
;-))



La scorsa domenica, a parte sfornare per la seconda volta i biscottini della Cuoche', causa "prematura scomparsa" di quelli fatti venerdì... e su grande richiesta delle coinqui, con yogurt naturale (della mia yogurtiera), marmellata di pesche e di fragole e farina integrale... son partita con l'idea di ripetere un esperimento provato per la prima volta quasi per caso un paio di settimane fa, quando ci siamo ritrovate in casa solo in due a cena e non sapevamo che combinare... il frigo piangeva più del solito e allora avevo inventato all'ultimo momento una versione casalinga del ciaccino, tipico spuntino senese... che crea violentissima dipendenza e stimola l'appetito (o "APRE LA VORAGINE", come dice Sonia, una coinqui), e ti consola ogni volta che passi sconsolata sul Corso e pensi a quanto non hai tempo di farti un pranzo o cena degno di questo nome e allora le tue narici vengono sfiorate dal profumo celestiale di una delle 4/5 ciaccinerie che ti becchi nel giro di 100 metri... e la tua papilla gustativa viene colta all'istante da un irrefrenabile impulso che in una frazione di secondo ti fa accorgere che hai già in mano i tuoi eurini per comprarti il tuo sacrosanto pezzettino di comfort food per eccellenza della vita senese... L'esperimento era riuscito alla grande, ma era tardissimo e non avevo prove fotografiche del fattaccio, quindi REPETITA IUVANT... nell'atmosfera grigina mattutina avevo preparato e lasciato riposare l'impasto... salvo poi accorgersi che arrivata l'ora di stendere, farcire e infornare, dopo secoli erano improvvisamente tornati quegli 80 GRADI ALL'OMBRA che col frigidino degli ultimi tempi quasi avevo rimosso... Ma questa è un'altra storia (di graaaande ma grande calura!). Sfogo a parte, torniamo a noi...

Traduco per i non conoscitori, CIACCINO a Siena (e forse anche da qualche altre parte in Toscana) significa teoricamente FOCACCIA RIPIENA, in pratica ho capito ormai qualsiasi cosa abbia anche solo una vaga sostanza di pane e sia steso... vai a capire!

Ingredienti:
(ricetta del tutto inventata, frutto solo di osservazioni di anni e anni di millemila ciaccini, tutti rigorosamente diversissimi da un posto all'altro! ...però un po' tutti bòni!)
Impasto:
3 1/2 bicchieri (stile Nutella, sempre) di farina 00
3 cucchiai d'olio evo
1/2 di panetto di lievito di birra (in alcuni posti lo fanno bassissimo, in altri parecchio alto... a me piace decisamente di più la versione bassa e morbidosa, ma croccante fuori)
2 cucchiaini abbondanti di sale (dipende da come lo farcite, io ne ho farcito metà con un prosciutto crudo casalingo di una mia coinqui, già salatissimo di suo, quindi regolatevi di conseguenza)
1 cucchiaino di zucchero
1 tazza di acqua tiepida

Ripieno: Io ne ho farcito metà con pomodorini e mozzarella e metà con prosciutto crudo e mozzarella

(nel mio caso, ma ce ne sono veramente per tutti i gusti, tradizionali e meno, ...anche in versione dolce con la Nutella... ;-D )
q.b. prosciutto crudo direttamente dai maialini dei nonni della mia coinqui Fra (nella foto)
1 mozzarella
pomodorini ciliegini q.b.
origano
pizzico di sale
Per spennellare: un pizzico di sale e 1 cucchiaio di olio, facoltativo, ma rende il risultato molto goduriosamente croccantino.
Impastare gli ingredienti come per la pizza, facendo sciogliere in una tazza di acqua tiepida con un cucchiaino di zucchero, il lievito e aggiungere alla farina a fontana ed agli altri ingredienti setacciati... ne deve risultare un impasto piuttosto soffice e facile da lavorare.
Lasciare lievitare almeno un'oretta, dopo di che dividere l'impasto in due e stenderlo in 2 rettangoli sottili sottili (io preferisco così, ma se a voi piace normalmente la pizza o la focaccia più alta stendetelo di conseguenza). Trasferirne uno su una teglia ricoperta di carta da forno e bucherellatelo. Farcite con quello che più vi piace, nel mio caso per metà con prosciutto crudo e mozzarella e per metà con pomodorini ciliegini tagliati a spicchi e mozzarella, con una manciatina di origano, che ci sta un po' sempre bene. Salare la metà con i pomodorini (l'altra no perchè il prosciutto è molto salato di suo) e ricoprire con l'altro rettangolo di pasta molto sottile, aiutandosi magari come ho fatto io stendendo direttamente su carta da forno, così poi basta un "rovesciamento" rapido e il gioco è fatto. Richiudere bene i bordi.
Bucherellare ancora, salare appena appena e spennellare con un cucchiaio di olio extravergine, cosa facoltativa... ma che dà una consistenza croccantina superbuona al tutto.
Infornare in forno già caldo per 40 min. o finchè dorato (più o meno, io ho un forno parecchio strano, regolatevi voi col vostro che sarà scuramente più normale) a 160° C.

Quando è pronto tagliarlo a quadrotti... e pappatevelo goduriosamente!

LA DONNA CAROTA.
Non bellissima ma a suo
modo
affa­scinante,
alta e snella,
si abbandona difficilmente alle
lu­singhe dell' amore.
È timida,
riservata
e un po' paurosa.
Detesta le mondanità e preferisce stare rintanata in casa...
ne ha viste di cotte e di crude...
non vorrebbe fare la stessa fine.
È necessario raschiarle di dosso
con amore
tutte le schifezze della vita
perché si conceda in tutta la sua bontà.
Se con costanza si riesce a grattugiarle il cuore,
diventa deliziosa.
La donna carota si abbronza facilmente
e ci ha dieci decimi di vista.
Non fatela ardere tanto prima di di­vorarla.
Troppo cotta sa di poco.
Tratto da : Luciana Littizzetto, "La Principessa sul pisello", Mondadori, Milano, 2002

sabato, aprile 21, 2007

L'Art-attack del Sabato pomeriggio (accipigna!!) : il pane dalle millemila forme



Pensate che stavolta sia andata in gita all'asilo??!
Ebbene no,
è solo un'art-attack da fine settimana...
Assecondata pure da Manu, la coinqui, le cui creazioni sono immortalate nella seconda foto:
lumaca, girandola, bambola (la Fra sostiene un attimino parente del Gobbo di Notre-Dame, pooorella!) e simil-tartaruga
(che, stavolta su ammissione dell'artefice stessa, Manu, dopo la cottura assomigliava più che altro a un maiale, o perlomeno se ad una tartaruga, a una un po' obesa, ma so' dettagli da attacco d'arte fulmineo... ;-)) )

Ingredienti:
(per tanti mini-panini quanti ce ne sono nella prima foto, diciamo 12/13)

3 1/2 bicchieri (da Nutella!) di farina 00
1 cucchiaio di sale
(Tiè, pijatelo, udite udite: per la prima volta la donna del monte, c'est-à-dire la Manu, che di solito insulta a spada tratta perchè sostiene che la mia pecca sia che cucino "sciapo" (=insipido),
- ma io, sia detto, sono dell'avviso che il sale si può tranquillamente aggiungere, il problema sta nel toglierlo, sarà che quando cucina mia mamma devo viaggiare con minimo un litro d'acqua a mo' di flebo nei paraggi perchè sala tutto a catafionda.. e quindi il mio inconscio credo agisca da sempre di conseguenza -
ha detto : "ma è salato!"
.. Suonino le campane, rullino i tamburi e cantino gli usignoli....!!)

1 tazza di acqua tiepida

2 cucchiaini di zucchero

1 panetto di lievito di birra

4 cucchiai di olio extravergine di oliva
Sciogliere il lievito in acqua tiepida con lo zucchero e lasciare riposare qualche minuto.
Nel frattempo formare la classica fontana di farina: poi versarvi il composto di acqua e lievito ed impastare velocemente con un cucchiaio di legno. Aggiungere il sale e l'olio e mescolare ancora un attimo. A questo punto lavorare l'impasto con le mani per il tempo necessario e lasciare a lievitare per almeno un'oretta in un luogo "caldino" (nel mio caso sulla scrivania al sole) in una ciotola coperta con un canovaccio pulito umido.
Quando è lievitato a dovere, riprendere a lavorarlo un minuto e poi dare libero sfogo all'
art-attack
Muciaccesco
che è in voi
e sbizzarrirsi creando le forme che vi vengono sul momento...
io ero stata ispirata la mattina dal forum di cookaround,
capitando esattamente
Cuocere in forno preriscaldato a 170/180°c per 30-40 minuti, regolatevi col vostro benamato fornellino.
La sfida personale era quella di capire come fare il panino preferito della mia infanzia, ovvero quello che io son convinta si chiami riccio, (è quella cosa che sembra un ibrido tra fiore e fontana - definizione della Fra, coinqui testimone dell'attacco d'arte contagioso prima mio e poi congiunto mio e della Manu), ma pare essere chiamato carciofo (e dalle Sorelle Simili, quindi dovrò demordere)...
perchè da piccola (ma anche un po' adesso in realtà) mi piaceva da matti staccare gli "aculei" uno a uno (e lì uno tira l'altro che è una bellezza...).
Poi ho sperimentato anche la forma a nodino di Pip, che mi aveva entusiasmato alla prima occhiata...

giovedì, aprile 19, 2007

Trasferte pasquali: SEVILLA


Una gita sociale ogni tanto ci vuole:

e allora...
vi spiaccico qualche fotina e
vi racconto di

Sevilla!
Sottotitolo:

come capitare a Sevilla la settimana più incasinata dell'anno intero spagnolo, peggio che peggio là, in una delle città più religiose del suolo iberico, se non la più...

(wikipedia docet, il nostro ostello era gusto su quella strada... yuppi!!?).

Nel cuore della notte del 31 marzo scorso
io, la coinqui Fra e la At, dopo aver festeggiato la mia cuginina, ci siamo appropinquate verso l'aeroporto... dopo aver dormito

BEN

un'ora e mezza,

per fare il nostro bel check-in

e partire poco dopo le 6.00 am alla volta di Sevilla, Spagna!

La trasferta è stata proprio breve... siamo ritornate il 4 aprile mattina
(dopo aver passato una notte fuori dall'aeroporto a bivaccare in stile barbons...
ragion per cui dopo quasi 3 settimane ho ancora rimasugli dell'influenza più allucinogena della mia vita: otite, raffreddore, tosse, febbre, nausee, voce da trans e chi più ne ha...
ma questa è un'altra storia...).
Beh,
a me la città è piaciuta proprio tanto,
però se dovessi riassumere la trasferta in una parola...
Verdonianamente direi che ce sta 'na parola sola:
strrrrrrrana.
Contraddistinta dalla sf.. ortuna,
dalle figure assai magre,
dalla sonno con la S maiuscola,
ma soprattutto dai
NAZARENOS...
che, fin per carità, ma li si sogna ancora di notte...
50 000 anime incappucciate a mo' di Ku Klux Klan,
santissimo!
Ed avere l'ostello sulla via principale comodo sì,
in teoria,
però nell'unica traversina chiusa non raggiungibile se non dall'entrata,
dove per l'appunto c'erano vita-natural-durante ste benedette, e mai parola fu più adatta, processioni dei Nazarenos coi baldacchini con le Madonne o Gesù e tutta la banda (musicale e umana)...
Kilometri e kilometri di gente stipati come sardine che camminano a 2 passi l'ora,
le prime ore emozionante, quasi commovente tutta la partecipazione sentita della popolazione,
degno dello stile sacrale del Palio a Siena,
ma poi dopo un po' 'na traggggèdia.
Insomma ci stiamo ancora riprendendo adesso dallo shock inaspettato o perlomeno previsto in dimensioni decisamente inferiori!

lunedì, marzo 12, 2007

Torta bassa al cioccolato

Heidi,
anche conosciuta come "bellina-tu-sssei",
che mi fotografa mentre la fotografo...









E CIOCCO&LATO sia!!


Perché quando te lo chiede la Heidina tu servizievole devi rispondere, mica per altro, ovviamente.

La scorsa settimana, quella giramondo di Heidi, la nostra austriaca preferita nonché nostra coinquilina di tutto lo scorso anno accademico in quanto donna Erasmus,
ci è tornata a trovare, prontamente munita di Mozartkugeln (Palle di Mozart) e Toffifee a volontà (già puntualmente scomparsi nel “vuoto”), per qualche giorno, per poi fare una capatina, la poverina, a Valencia dalla sua migliore amica altrettanto in Erasmus e per poi ripassare per Orio al serio alla volta di Vienna, dove teoricamente oggi dovrebbe essere ritornata sana e salva.

Tutto ciò per dire che abbiamo organizzato una cena a casina lo scorso martedì con tutte le coinquiline reperibili e non troppo sperse per il mondo, a base di bruschette, lasagne al pesto e svariati dolci, tra i quali, un salame dolce in versione alternativa, ovvero alla cioccolata bianca ed amaretti, che non ha potuto essere fotografato causa 'l’hanno sbaffato prima che lo potessi requisire ed immortalare', e, su richiesta esplicita di Heidi, un revival della sempiterna torta al cioccolato, spesso riproposta quando l’urgenza di botta di cioccolato si fa sentire…

Questo il risultato!

Ingredienti:
- la ricetta è quella della mia zia Claudia, guru famigliare dei dolci -

200 gr cioccolato fondente
120 gr zucchero
(l’originale ne prevede 200gr, ma a me piace si senta l’amaro del fondente)
80 gr di burro
4 uova piccole, oppure 3 grandi
2 cucchiai di farina
1 tazzina di caffè
( l’originale prevede un bicchiere di Maraschino,
non reperibile in dispensa)
mezza bustina di lievito
un pizzico di sale


Sciogliere a bagnomaria il cioccolato e il burro. Lasciare raffreddare un pochino.
Nel frattempo montare benissimo i tuorli con lo zucchero, poi unire il cioccolato e il burro che si saranno raffreddati e amalgamare ancora.
Aggiungere poi la farina e il caffè (non bollente!) o il maraschino della situazione.
Ora montare gli albumi a neve fermissima, con un pizzico di sale.
Facendo attenzione e mantenendo il sacrosanto stesso “senso di marcia” amalgamare gli albumi montati con il resto dell’impasto e versare il tutto in una teglia ricoperta di carta da forno.
Mettere infine in forno già caldo a 150°C per 40 minuti circa…
Attenti ai tempi di cottura del vostro forno, perché essendo questo dolce praticamente fatto al 99% di cioccolato se si brucia fa un po’ schifino, ma voi siete bravi e non vi succederà!

Se volete cospargete di zucchero a velo e guarnite con del cioccolato fuso...

E slurp sia!