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giovedì, giugno 04, 2009

Zucchine tonde ripiene dell'orto fatte dalla mia Mamma..

E tra mille dolciumi.. veniamo a qualcosa di salato, tanto raro da vedere in questa lande, nè?! ;o) Questa non è opera mia, ma fotografata perchè proprio carina: trattasi delle prime zucchine rotonde del nostro orto, rapite e farcite da mia mamma, e fotografate al volo un attimo prima di essere prontamente azzannate!! La ricetta viene da "Cucina Moderna" di questo mese.. di cui mia mamma è abbastanza una affezionata, saltuaria, ma sì.. E ospitandola con la sua ricettina colgo l'occasione di farle anche qui gli auguri , così si gasa.. ^.^ perchè oggi compie gli anni! 44 suonati! E anche il mio regalo per lei è stato, non tutto (ma buona parte), a tema mooooolto cuciniero, anche se lei non è molto appassionata in realtà eh.. ma ha quegli slanci dal nulla, vedi le zucchine, una tantum, che quasi commuovono.. ;o)) Quindi con le nuove padelle serie e super-antiaderenti della Bialetti e tutto il set in bamboo di utensili e il libricino sulle torte salate (finger crossed.. sembra che ci si stia lentamente appassionando! E io ho subito agito a tema.. nella speranza di esserne beneficiaria..) e tutto il resto.. direi che in caso di prossimi slanci salati, (poco poco istigati dalla figlia, eh!! ^.^) la assumerò al volo per l'angolo salato del blogghettino.. che, ammetto, sul salato è proprio carente..


Ingredienti:
[per 4 persone]


4 Zucchine tonde
160 gr di ricotta
(la ricetta prevedeva la stessa quantità di robiola)
100 gr prosciutto cotto in una sola fetta: tagliato a
dadini piccoli
2 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
4 uova
20 gr burro
sale e pepe q.b.
Timo al limone
(la ricetta originale prevedeva invece la maggiorana)

Lavare le zucchine, tagliare le calotte e svuotarle delicatamente con uno scavino, facendo attenzione a non romperle. Cuocere le zucchine e calotte a vapore per 10 minuti, poi farle intiepidire. Tagliare il prosciutto a dadini, spalmare l'interno delle zucchine con la ricotta (oppure la robiola prevista dalla ricetta su Cucina Moderna!), quindi distribuire i dadini di prosciutto cotto sul fondo e le pareti, facendoli aderire bene al formaggio. Sgusciare le uova e metterne uno in ogni zucchina, salare, pepare e cospargere tutto con il parmigiano e completare con il burro a fiocchetti.

P.s.: suggerimento azzeccato della rivista: sgusciare le uova direttamente in un mestolino, così riuscirete a versarle nelle zucchine senza rompere il tuorlo!
Sistemare le zucchine in una pirofila insieme alle calotte e cuocerle in forno a 200°C per 20 minuti circa, nella parte bassa del forno, proteggendo la superficie con un foglio di alluminio, per non far scurire troppo le uova. Togliere la pirofila dal forno, lasciare riposare le zucchine per pochi istanti e guarnire con qualche fogliolina di timo al limone (la ricetta prevedeva la maggiorana!).


Auguri Mummy!! ;o)

venerdì, agosto 03, 2007

Le tigelle con scamorza e prosciutto crudo, altra idea da spuntino serale...

Crash test dummies, "Mmm Mmm Mmm Mmm" (1993)... mi piaceva, e mi piace, un sacco.

Ingredienti:
(ancora fino a contrordine, unità di misura=scatolino vuoto da 125 ml di yogurt)
4 scatolini di farina 00
2 scatolini latte parzialmente scremato
1 1/2 cucchiaini abbondante di sale
2 cucchiai di olio evo
1 cucchiaino di zucchero
1 cubetto di lievito di birra
Per farcirle:
io ho utilizzato della scamorza tagliata a listarelle
qualche fettina di prosciutto crudo "casalingo" tagliato grossolanamente a listarelle,
(ma le tigelle ci stanno bene anche con verdurine tagliate sottili grigliate o, in versione dolce, che credo applicherò già domani con quelle rimaste perchè so che danno grandi soddisfazioni, con marmellate o nutella.. ^-^)
[con queste proporzioni sono venute circa 25 tigelle, che sfamano direi 4 personcine mediamente affamate)
In una tazza sciogliere il panetto di lievito con il cucchiaino di zucchero nel latte intiepidito.
In una ciotola formare con la farina la classica fontana e versarvi al centro il composto di latte e lievito e l'olio extravergine di oliva. Con un cucchiaio di legno impastare velocemente, poi continuare con le mani, se necessario aggiungendo ancora un po' di farina. Aggiungere il sale ed amalgamare finchè l'impasto sarà morbido e omogeneo.
Lasciare riposare nella ciotola per almeno un'oretta in un luogo tiepido, ricoperta di uno strofinaccio umido.
Preriscaldare la padella antiaderente (servirebbe, a far le personcine serie, la tigelliera, ma io per ora le ho sempre fatte senza, e di necessità virtù, sempre, premia!), nel frattempo stendere l'impasto abbastanza sottile, diciamo poco più di un centimetro, e con un bicchiere tagliare l'impasto formando i tipici cerchietti, che andrete a cuocere, una volta calda, sulla padella.
Cuocere per circa 5 o 6 minuti per ciascun lato, o comunque finchè vi sembreranno quasi cotte (non bruciate!), poi togliere dalla padella, tagliare per la lunghezza, e ripassare sulla padella per terminare la cottura della parte interna (mmmmh, sono stata shhhpiegata??! C'ho un po' sonno e non mi vengono le parole manco a pagarle!).
Questo lo potete fare con un po' d'anticipo, poi quando volete mangiarle, ripassarle sulla padella (o inforno, se siete coraggiosi!) un paio di minuti con la scamorza ed il prosciutto crudo, nel mio caso, o con quello che più vi piace, verdurine o robe goduriose a suon di Nutella o marmellate, vedete voi... il tutto dipende dal momento, però appunto, caldine secondo me son più buone!
Io faccio spesso le tigelle, in realtà più spesso le ho fatte in veste dolce, come spuntino improvvisato e veloce che accontenta tutti, ma anche come idea da cena abbastanza leggera, come nel nostro caso sul balcone a guardarci un film, danno le loro soddisfazioni...!
Ah beh, a fare le persone serie bisognerebbe utilizzare la panna e non il latte, ma io un po' perchè non l'avevo in dispensa, un po' perchè si mantengono più leggere (e sicuramente però sono più croccantine e non morbidose come le originali!), ho inventato una variante col latte... Poi, de gustibus!

martedì, luglio 24, 2007

L'attacco di piadinìte


"...Togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace...",
ma soprattutto, come ricordava anche la Ietti,
in questi giorni ci sta proprio,
il "potrei ma non voglio fidarmi di te", ben diverso dal "vorrei ma non posso..."
Samuele Bersani, "Giudizi Universali" (1997), si parla di piadine, lui è il mio emiliano preferito

In questi giorni non è che non cucino, però il coraggio di accendere il forno manca... allora ho sedato gli animi delle povere coinqui reclamanti un dolce facendo 3 salami dolci in un colpo solo, ma di quello vi ho già parlato, e sperimentiamo ogni sorta di pasta collettiva con sughini improvvisati, solitamente verdurosi, oppure un paio di volte alla settimana impasto la pizza, ma solo quando ceniamo particolarmente tardi e quindi con temperature un po' più dignitose...

L'altra sera non avevo il coraggio di fare manco quello, quindi mi son detta... perchè non la risolviamo con una bella piadinata collettiva e tagliam la testa al toro?! E così fu... il risultato dell'improvvisazione repentina è stato più che soddisfacente per essere un tentativo, ma c'è ampio margine di miglioramento, soprattutto perchè per mantenere il tutto sul leggerino ho usato solo pochissimo olio, quindi niente strutto che è ciò che dà il saporino godurioso alla piadàina.
Insomma più che bene per una cenetta-spuntino estiva, tra una chiacchiera e l'altra!

Per circa 6 piadine di medie dimensioni, mediamente leggere:
(aridàje con il sempiterno barattolino vuoto di yogurt da 125 ml...
quello sarà fino a contrordine da bilancia nuova...sigh)
3 barattolini di farina 00
1 barattolino di farina 0
1 cucchiaino scarso di bicarbonato di sodio
2 cucchiai di olio evo
1 cucchiaino abbondante di sale
1 1/2 barattolino di acqua tiepida
Per farcire:
melanzane a fettine sottili grigliate
scamorza freschissima
menta
oppure:
pomodori per insalata tagliati sottili
mozzarelline fresche tagliate sottili
origano
Facoltativo: qualche foglia di insalata

Setacciare le farine in una ciotola e formare la solita fontana. Riscaldare leggermente un po' d'acqua (per me è stato sufficiente 1 1/2 barattolini di acqua). Versare nel centro della "fontana", unire il sale, l'olio evo, e, aiutandosi inizialmente con un cucchiaio di legno e poi con le proprie manine, mescolare velocemente fino a formare un impasto omogeneo e abbastanza morbido da lavorare.
Mettere la piastra sui fornelli (io ho utilizzato una bistecchiera antiaderente liscia factotum che abbiamo... se poi avete l'attrezzino apposito, tanto meglio, ma non è necessario... ci si può arrangiare alla meglio). Nel frattempo dividere l'impasto in 6 parti, che saranno grandi circa come un uovo, e cominciare a stenderle il più sottili possibili!
Io ho fatto tutto alla sveltissima e non mi son nemmeno degnata di dar loro una forma dignitosa di piadina, ma in quattro e quattro otto ho combinato delle forme poco consone... ma l'importante è il magnorum, o sbaglio?!? Poi se uno ci si mette, e voi dai che lo so che siete personcine a modo, si può dare la classica forma rotonda, ma.... Antò, faceva CAAAARDO, e c'avevo pure fame...
Poi quando la piastra si sarà riscaldata per benino, cominciare a cuocere le piadine, diciamo per 2-3 minuti per ciascun lato, finchè avete impasto, consederate che con queste dosi a me son venute 6 piadine, che hanno sfamato 4 persone, e ne è pure avanzata mezza.
Cotte le piadine, preparare il ripieno tagliando la mozzarella e la scamorza fresca a pezzettini molto sottili, come anche i pomodori e le melanzane, che dovrete in questo caso passare a grigliare per qualche minuto prima di farcire.
Ripassare quindi le piadine farcite sulla piastra una alla volta, in modo che la mozzarella in un caso e la scamorza nell'altro, si sciolgano un pochino, piegare e servire belle caldine...
E buon appetito cari! Che avrete combinato in pochissimo tempo una cenetta abbastanza leggera, senza collassare troppo dal caldo... ussignùr.

giovedì, luglio 05, 2007

Un'altra variazione sperimentale sul tema QUINOA, perchè c'ho già preso gusto...


Jack Johnson, "No other way" (2005)... che io amo in tutte le salse possibili, quella lenta alla mattina mi fa proprio sognare e mi rilassa tanto.

Visto che sono poco ispirata per dei dolci, anche se sarei molto ispirata a fiondarci le zanne... quindi forse però oggi ci metto mano, vi raccontò velocemente un'altra variante riuscita degli esperimenti con il non-cereale del momento, di cui vi avevo parlato pochi giorni fa qui ... dove, se non la conoscete, ci sono anche un paio di link per farvi un'idea.

QUINOA CON ZUCCHINE, FUNGHI, PAPRICA E ORIGANO...con una spolveratina finale di pecorino fresco

Per 2 persone:

1 1/2 bicchiere Quinoa Real equosolidale
sale q.b.
acqua q.b.
1 scalogno
1 cucchiaio di olio evo per il soffritto e 1 a crudo a cottura ultimata
2 zucchine piccole
alcuni funghi secchi (se avete i porcini tanto meglio!)
1/2 cucchiaino paprika piccante
(era un esperimento e avevo paura di rendere tutto troppo piccante, ma in realtà lo era pochissimo, quindi si può abbondare, se piace)
1 cucchiaino di origano (di quelli seri, profumati, nel mio caso quello di casa di una coinqui!)
Facoltativo: una spolverata di pecorino fresco

Sciacquare bene la quinoa sotto acqua corrente, aiutandosi con uno scolapasta a maglie piccolissime oppure un setaccio, per eliminare la saponina, una sostanza dal sapore amarognolo.

Nel frattempo fare appassire con un cucchiaio di olio evo lo scalogno tagliato grossolanamente, poi farvi rosolare un paio di minuti i funghi secchi, precedentemente ammorbiditi in acqua, tagliati a pezzetti. Aggiungere ora le zucchine lavate e tagliate a cubetti e mescolare per un paio di minuti. Aggiungere ora la quinoa sciacquata e fare tostare un minuto, continuando a girare.

Aggiungere ora dell'acqua bollente (le istruzioni dicono di utilizzare 150 ml di acqua per 70 gr di quinoa... io sono andata ad occhio, ma assorbe abbastanza acqua, insomma ancora pentolino d'acqua sul fuoco a fiamma bassa per ogni eventuale aggiunta!). Aggiungere la paprika, magari abbondando più di quanto ho fatto io, e lasciare cuocere per circa 12 minuti, o comunque finchè la quinoa non si è "aperta" e l'acqua asciugata (a me i risotti e i cereali in generale piacciono al dente e molto asciutti, non so a voi, regolatevi secondo i vostri gusti!). Aggiungere l'origano... io ce lo piazzerei ovunque, e mescolare qualche secondo. Impiattare, aggiungendo un cucchiaio di olio evo e, se vi piace, un po' di pecorino fresco, che lascia un sapore molto delicato e secondo me può piacere molto più di quello stagionato alle persone che, come me, non amano troppo i formaggi di per sè.. (...Grana escluso...per ragioni di longobardicità insita!)

E poi, dai, era anche una scusa bell-e-bbbbbuona per spiaccicarvi un'altra donnina-verdura!


LA DONNA CIPOLLA

Pallida e decisamente fuori taglia,
sprovvista totalmente del punto vita,
piange da anni
sul­le sue miserie.
Ed è per questa tendenza alle lacrime
che molti uomini non riescono a digerirla.
Il maschio predili­ge la donna cipolla di Tropea,
meridionale,
sana e sapori­ta.
La donna cipolla patisce il freddo
e si veste a strati.
Se non si ha molto tempo a disposizione,
meglio evitare di chiederle lo spogliarello.
È tenera,
ha qualche problema di alito,
è affezionata alle sue radici
e usa da sempre lo stesso profumo.
Un filino impegnativo, per la verità.

Tratto da : Luciana Littizzetto, "La Principessa sul pisello", Mondadori, Milano, 2002

venerdì, giugno 29, 2007

Quinoa a mo' di risotto: con zafferano, zucchine e pomodori


Forse non tutti la conoscono, quindi partiamo con le delucidazioni del caso.
Dicesi QUINOA una pianta che è l'alimento base delle popolazioni andine, su cui se ne avete voglia potete sapere qualcosa di più tecnico qui, sulla cara wikipedina.
Ma anche qui, direttamente sul sito dell'Altromercato, dove c'è giusto giusto quella che ho utilizzato io, la trovate appunto in qualsiasi negozietto equosolidale ben fornito.
Io l'avevo sentita nominare parecchie volte, mi sono comprata a metà prezzo anche un libro veramente bellissimo di cucina equosolidale per il mio compleanno e anche lì mi sono fatta una certa cultura a riguardo... ricettine favolose sia dolci che salate con la quinoa davvero belle, però l'altro giorno volevo provarla ed avevo giusto la pausa pranzo di tempo quindi mi son detta che avrei fatto la longobardica fino in fondo e mischiato un alimento teoricamente sudamericano con una preparazione un tantino meno etnicheggiante, ma sicuramente buona perchè pluripluritestata.
Stavolta per sottofondo ci mettiamo la mia canzone preferita dell'album di James Morrison "Undiscovered", che mi piace proprio tutto, ma questa per me è particolarmente bella nella sua "tristarellezza",
"The pieces don't fit anymore" (2006)

Il risultato è stato una quinoa in perfetto stile risotto, con zafferano, zucchine e pomodori...

Ingredienti: (x 2 persone)

circa 150 gr di Quinoa Real
1 scalogno
sale fino q.b.
(io salo sempre molto poco, poi qui già c'è il condimento che insaporisce molto)
1 cucchiaio di olio per il soffrittino iniziale e 1 da mettere a crudo a cottura ultimata
1 bustina di zafferano
2 piccole zucchine
2 pomodori insalatari (perchè quelli c'erano in frigo, se avete i ciliegini tanto meglio!)
acqua q.b. (considerate che "beve" molto, quindi pentolino di acqua sul fornello alla mano)
un pochino di timo

Procedimento:
Esattamente quello del risotto.
Con l'accortezza di sciacquare bene sotto acqua corrente la quinoa prima di cuocerla, perchè contiente una sostanza detta saponina, che ha un sapore amaro, ma basta passarla appunto sotto l'acqua, magari aiutandosi con un colino o comunque qualcosa con le maglie molto piccole (perchè, almeno il mio, scolapasta ha i buchi troppo grandi) ed il gioco è fatto.
Tagliare lo scalogno e far soffriggere in una padella con un cucchiaio di olio finchè leggermente appassito, poi far cuocere per qualche minuto le zucchine tagliate a cubetti molto piccoli (se si attaccano o se non avete tempo di stare nei paraggi a girare continuamente aggiungete poca acqua).
Dopo un paio di minuti aggiungere la quinoa sciacquata e tostare per un minuto.
Poi coprire con un po' d'acqua calda (teoricamente per 70 gr di quinoa vanno 150 ml di acqua, ma io sono andata a occhio.. e secondo me se ne è "bevuta" di più) e salare q.b. (ripeto, secondo me poco, perchè già il condimento è saporito).
Aggiungere la bustina di zafferano e fare amalgamare velocemente.
Fare cuocere per 10 minuti, girando ogni tanto con un cucchiaio di legno, e poi aggiungere i pomodori tagliati grossolanamente a pezzettini e un pochino di timo e lasciare cuocere ancora 2 o 3 minuti, o comunque finchè i grani di quinoa si aprono e tutta l'acqua di cottura è stata assorbita. E poi gnamme!


LA DONNA CARCIOFO.

Capello corto, energica, pugnace, senza fronzoli, temprata dalle bufere della vita, sembra fatta solo di gomiti.
Reginetta dello stile minimal,
princi­pessa del tailleur e del décolleté tacco basso,
richiede ac­canto a sé un uomo temerario e paziente.
Che non abbia paura di pungersi.
Se spogliata della sua ispida corazza
mostra un cuore di femmina tenero e affettuoso.
Non chiedetele di depilarsi.
La sua intimità è irsuta e selvag­gia.
Cruda lascia l'amaro in bocca,
allappa i cuori degli amanti,
ma cotta al lento fuoco della passione,
con un po' d'aglio e soprattutto a testa in giù,
diventa morbida co­me burro.
Le carciofe romane sono le migliori.


Tratto da : Luciana Littizzetto, "La Principessa sul pisello", Mondadori, Milano, 2002